Morire ad alta velocità


Mentre i vertici della politica e della grande imprenditoria nostrana si affannano nel perseguire il progetto TAV, gettando nel calderone dell’alta velocità un fiume di denaro senza fine...


di Marco Cedolin pubblicato il 18 marzo 2006

Mentre i vertici della politica e della grande imprenditoria nostrana si affannano nel perseguire il progetto TAV, gettando nel calderone dell’alta velocità un fiume di denaro senza fine, la disastrosa situazione delle ferrovie italiane ormai prossime al collasso continua ad aggravarsi e ad esigere l’ennesimo tributo in termini di vite umane.

Martedì 14 Marzo, intorno alle 21, nei pressi di Garbagnate milanese è avvenuto l’ultimo incidente ferroviario, facente parte di una lunga serie di tragedie che non possono attribuirsi alla fatalità, ma sono da imputarsi alla presenza di due ferali elementi di rischio, quali l’arretratezza dei sistemi di sicurezza ed il taglio indiscriminato del personale ferroviario. Giuseppe Girola, macchinista di 41 anni di Turate è morto e 15 persone sono rimaste ferite durante lo spaventoso schianto frontale fra il convoglio Malpensa Express ed il Milano - Saronno.

L’incidente non si è tramutato in una strage solo grazie all’esiguo numero di passeggeri presenti sui due convogli (nel primo vagone del Milano - Saronno era presente solo il povero Girola) e alla circostanza fortuita che le carrozze deragliate non sono entrate in collisione con le case che sorgono a poca distanza dalla ferrovia.

I pendolari lombardi ed i sindacati hanno messo in evidenza come il convoglio locale avesse superato il mezzo secolo di età e fosse pertanto privo dei moderni sistemi di sicurezza. Un treno sicuramente più adatto all’esposizione in museo che non a correre pericolosamente sulle rotaie. Sono state aperte tre inchieste, la prima da parte della Procura di Milano, la seconda dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la terza interna alle Ferrovie Nord di Milano. La linea non è stata operativa per tutta la giornata di mercoledì al fine di consentire le operazioni di sgombero.

Il continuato taglio di personale messo in atto negli ultimi anni, unitamente all’assoluta mancanza di mezzi e finanziamenti adeguati nell’ambito del comparto ferroviario, stanno producendo una situazione di estrema criticità. I pendolari (che rappresentano la stragrande maggioranza degli utenti delle ferrovie) stanno sperimentando ogni genere di disservizio, al punto da rendere i loro spostamenti giornalieri simili ad una vera e propria Odissea. Ogni giorno vengono soppressi tra 200 e 300 treni, poiché manca il personale che dovrebbe guidarli, oppure mancano fisicamente le carrozze o le motrici.

Il materiale rotabile è vecchio ed in cattivo stato di conservazione e mancano i finanziamenti per rinnovarlo. Mancano i sistemi di sicurezza indispensabili per evitare tragedie come quelle di Garbagnate e la maggior parte delle linee italiane (11.300 km su 16.000) sono prive del Sistema Controllo Marcia Treno (SCMT) indispensabile per garantire la sicurezza. Manca la manutenzione sui locomotori e sulle linee ferroviarie e sembra mancare ogni volontà di porre rimedio ad una situazione che va degenerando ogni giorno di più.

Mentre si progettano costosissimi tunnel di oltre 50 km. che dovrebbero attraversare le Alpi, per trasportare merci e passeggeri di fantasia che non trovano riscontro nella realtà, si dimentica che il primo dovere di qualunque governo dovrebbe consistere nel fare funzionare in maniera efficiente le linee ferroviarie esistenti, deputate a trasportare in tutta sicurezza milioni di passeggeri reali che da anni chiedono solo un poco di attenzione e rispetto.

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