Vignette e caos



di Ornella Guidi pubblicato il 16 febbraio 2006

Mondo europeo e mondo islamico. Provocati ad arte? O semplicemente incompatibili?

In questi ultimi mesi i paesi europei sono stati oggetto di attacchi ciecamente violenti ad opera dei fondamentalisti islamici che si qualificano come parte offesa.

Cittadini europei sono stati rapiti in Iraq e in molti casi tutti i tentativi di mediazione diplomatica sono risultati vani e gli ostaggi sono stati uccisi, spesso con esecuzioni barbare quali la decapitazione.

Durante la seconda guerra mondiale, all’inizio, dopo la capitolazione della Francia, l’Inghilterra si trovò da sola a combattere la follia dell’offensiva nazista.

Possiamo immaginare gli sforzi di Churchill per convincere gli Stati Uniti, assestati su posizioni isolazionistiche dell’urgenza dell’entrata in guerra a fianco degli alleati, contro i tedeschi.

Oggi non c’è una guerra mondiale, ma una guerra sì, è quella dell’Iraq ed è cominciata il giorno dell’abbattimento della statua del dittatore Hussein, perché lì è iniziata la vera guerra.

Questa volta, a parte la Gran Bretagna per comprensibili motivi unita agli U.S.A., sono i paesi europei che ne vorrebbero fare volentieri a meno di entrare in causa e infatti chi ha potuto non si è impegnato e spesso chi l’ha fatto, poi, sotto la pressione di sanguinarie stragi come quella della Spagna, si è tirato indietro.

In quest’Europa che vede come seccatura la guerra in Iraq accadono però cose strane, ad esempio un giornale danese pubblica lo scorso settembre delle vignette satiriche, in una di queste il profeta Maometto viene raffigurato con un turbante a mo’ di bomba; però in questo primo passaggio di stampa non accade niente.

Le stesse vignette dopo qualche mese vengono ristampate e allora si scatena il finimondo.

Scatta una protesta sincrona e generalizzata negli stati islamici con assalti alle ambasciate europee, viene bruciata la bandiera danese, vengono occupati gli uffici organizzativi dell’Unione Europea a Beirut, in Libano.

Come immediato risultato ci sono morti, in Somalia, in Afghanistan; in Turchia il nostro Don Andrea Santoro viene ucciso mentre pregava in chiesa, con un colpo di pistola sparato da un sedicenne che dirà che era rimasto influenzato dalle vignette.

Non contenti le proteste continuano e le vittime anche; sono minacciati di morte i turisti europei, l’Iran ha interrotto i rapporti commerciali con la Danimarca per un valore di prodotti importati pari a 280 milioni di euro, tutti i paesi europei sono nel mirino, in Italia l’Unione delle comunità islamiche italiane pare stia per presentare denuncia nelle procure italiane interessate, contro quei giornali, Corriere della Sera, la Stampa, la Padania e trasmissioni televisive che hanno mostrato le vignette.

Tutto ciò è normale?

No, non è normale; uccidere delle persone, minacciare delle nazioni, interrompere rapporti commerciali e diplomatici per delle vignette non è ragionevolmente normale.

Tutti a correre ai ripari, a scusarsi, discorsi sulla libertà, sul rispetto, e la nostra libertà di stampa ormai a un passo dal baratro.

Inoltre la cultura dell’intolleranza e dell’odio è molto più grave di qualche vignetta satirica, ogni popolo ha la sua cultura e la nostra cultura contempla la satira.

Roberto Benigni, attore e regista premio Oscar, anni fa in una seguitissima trasmissione televisiva del sabato sera apppellò buffamente Papa Giovanni Paolo II, qualcuno all’indomani protestò, i toscani invece capirono, è un toscanismo di bene, una desinenza usata "empiricamente" per esprimere un affetto.

Oggi chi ha interesse a provocare un aperto scontro di civiltà?

- Gruppi xenofobi che vogliono ristabilire un esatto confine tra il nord e il sud del mondo.

- Gli U.S.A. che nella guerra in Iraq che prevedono lunga e costosa potrebbero voler portare gli stati europei su posizioni interventiste, "convincendoli" con una regia nascosta di situazioni create in modo tale da far considerare messa a repentaglio la sicurezza di questi stati e quella dei loro cittadini.

- Gruppi islamici di potere decisi a promuoversi come conquistatori.

Intanto in Europa si parla di "Attenzione a ciò che si scrive", qualcuno ha detto che l’autocensura è peggiore della censura vera e propria; che lo spauracchio dell’Islam serva ad imbavagliare l’Europa?

Forse, a questo punto, l’unica cosa che noi possiamo fare è quella di incominciare a conoscere in modo esatto e non sommario il mondo islamico e tutte le forze legali, politiche e culturali che lo compongono.

Ci saranno pure i moderati nel senso di ragionevoli, pochi o tanti che siano, quelli che non leggono il Corano come uno strumento di guerra e di sterminio; incominciamo a considerare quelli che possono diventare nostri alleati per combattere il terrorismo, apriamo un fronte comune a casa loro, senza invadere ed essere invasi.

Thomas Mann in Morte a Venezia fa dire "Il desiderio nasce da un’imperfetta conoscenza", una bella frase per una bella verità, parafrasiomola, "la pace nasce da una perfetta conoscenza", andiamo a conoscere la realtà islamica vera, non facciamoci ricacciare indietro da quanti stanno sulla porta d’entrata e ci sputano, ci offendono, ci sparano, per interessi che non sono i nostri, poi quando avremo realmente capito decideremo il da farsi.

Questo non è, mio malgrado, idealismo ma è pragmatismo: uno scontro diretto sarebbe distruttivo per tutti.

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