Da oggi la Scozia distribuisce gratuitamente gli assorbenti


Scuole, college, università, biblioteche, centri civici, uffici pubblici sono tenuti a mettere a disposizione prodotti per il ciclo nelle loro toilette. E c’è anche un’app dedicata. Un articolo di Giuseppe Asta (RaiNews)


di Redazione pubblicato il 16 agosto 2022

In Scozia è entrata in vigore una legge, la prima al mondo secondo il governo di Edimburgo, che assicura che i prodotti per il ciclo femminile siano disponibili gratuitamente a chiunque li richieda. Scuole, college, università, biblioteche, centri civici, uffici pubblici sono ora tenuti ad avere questi prodotti a disposizione nelle proprie toilette. È stata inoltre sviluppata un app per smartphone che aiuta le persone a trovare il posto più vicino dove trovarli.

La Scozia aveva già investito milioni di sterline, a partire dal 2017, per finanziare gli assorbenti gratis nelle scuole, ma adesso è diventato un obbligo di legge: “Fornire accesso gratuito ai prodotti per il ciclo è fondamentale per l’uguaglianza e la dignità”, ha detto la ministra per la Giustizia sociale Shona Robison, “a maggior ragione in un momento in cui l’aumento dei prezzi porta le persone a dover fare scelte difficili”. La legge, approvata nel 2020, fu il risultato di una campagna della deputata Monica Lennon contro la period poverty.


L’articolo di Giuseppe Asta è stato pubblicato su RaiNews.


In Scozia gli assorbenti sono diventati gratuiti

Da lunedì 15 agosto in Scozia chiunque ne abbia bisogno può ottenere gratuitamente assorbenti o prodotti per il ciclo mestruale. Lunedì è entrata in vigore una legge approvata nel novembre del 2020 dal parlamento scozzese che ha reso la Scozia il primo paese al mondo – e finora unico – a garantire a tutte le donne l’accesso gratuito agli assorbenti. Gli assorbenti potranno essere ottenuti gratuitamente presso farmacie, centri di aggregazione sociale e centri giovanili, oltre che nelle scuole e università, dove erano già garantiti da tempo.

La proposta di legge, approvata all’unanimità, era stata presentata dalla parlamentare Monica Lennon per contrastare la cosiddetta “period poverty” (lo stato di povertà che impedisce ad alcune ragazze di andare a scuola quando hanno le mestruazioni perché non possono permettersi gli assorbenti o altri prodotti indispensabili). Era stato calcolato che le donne possono spendere fino a 8 sterline (circa 9 euro) al mese in assorbenti e prodotti per il ciclo, e chi ha un basso reddito spesso non se li può permettere. Il provvedimento aveva anche l’obiettivo di combattere lo stigma delle mestruazioni: secondo un sondaggio realizzato tra le giovani scozzesi, acquistare prodotti per il ciclo imbarazza il 71 per cento delle ragazze tra i 14 e i 21 anni e la metà di loro ha saltato scuola per motivi legati alle mestruazioni.

Della questione del costo degli assorbenti si discute da molti anni in vari paesi, ma sono pochi quelli che hanno fatto davvero qualcosa per agevolarne l’accesso.

Nel 2021, per esempio, il governo della Nuova Zelanda aveva deciso di renderli gratuiti per tutte le studentesse. In Italia la novità più rilevante è stata introdotta nell’ultima legge di bilancio, quando è stata ridotta l’IVA sui prodotti mestruali dal 22 per cento – la fascia più alta – al 10 per cento. In paesi come Canada e Regno Unito l’IVA sugli assorbenti è stata del tutto eliminata, mentre in altri è molto più bassa che in Italia: in Germania è al 7 per cento, in Francia è al 5,5 per cento, e in Spagna è al 4 per cento.

Fonte: Il Post


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