Meno male che Silvio c’è…


So’ Silvio e ci sono e ci faccio!” “Silvio chi?” “Quello del bunga-bunga, l’utilizzatore finale. I miei fedeli, accoliti attenti e riverenti, sono animati da devota venerazione...


di Deborah A. Simoncini pubblicato il 25 luglio 2022

“So’ Silvio e ci sono e ci faccio!” “Silvio chi?” “Quello del bunga-bunga, l’utilizzatore finale. I miei fedeli, accoliti attenti e riverenti, sono animati da devota venerazione. Mi vogliono Presidente, prima al Senato e poi alla Repubblica a furor di popolo, visto che non possono farmi santo subito.”

Sotto un carrubo Giorgia mi ha affascinato e ha accettato di convolare a nozze con me, da sorella della casa della Libertà: siamo svenuti dalla gioia. “Bimba mia, hai preso un bravo e buon partito per marito. Ho il cuore caldo e sentimenti onesti, sono sincero come il vino e buono come il pane, insomma il migliore degli uomini politici.” Da sette anni mi stanno scrivendo una biografia per ragazzi che racconta la mia storia. I miei nipoti che l’hanno letta in anteprima hanno già detto di voler far politica. Un desiderio forte affascinati dai miei racconti. Altro che studiare da medico, avvocato, finanziere al palazzo della Borsa, banchiere …: politica parlamentare è il nuovo insegnamento da impartire in tutte le scuole di ogni ordine e grado! La maggior parte della gente sa poco e niente di cosa significa fare politica e rovistare in Parlamento.

Ho partecipato a molte campagne elettorali, in molti mi ritengono un politico scafato e, addentro ai segreti della politica e lo sono. Da premier ho lasciato un esempio glorioso e fatto ciò che nessuno aveva mai fatto prima: un patto con gli italiani!” Ingiustamente mi chiamano: “Il Ciarlatano”, solo perché amico di Johnny Lettan, il capostipite dei salotti romani. Ma io la sera sto a casa e guardo i telegiornali.

Mao Tze-Tung ritratto di Andy Warhol

“Giorgia da donna rispettabile ha preso a vivere seguendo il programma religioso della terza classe media. In casa è operosa. Non lavora mai senza sbuffare e si arrabbia se non la prendo in parola. E’ un genio delle compravendite delle tagliole parlamentari e non rinuncia mai alla moneta spicciola. Calcola tutto pensando al futuro, servizievole e ben disposta. Da bellezza fredda, pura, fresca e dall’aria commovente, sa portare bene l’acqua al suo mulino. Misura sempre la strada che percorre e tiene sempre da parte un po’ di liquidi per qualche buon affare. A lei ho attribuito una fiducia tanto grande quanto rara. Ha un potere assoluto all’interno della mia famiglia e nessuno si arrischia a dispiacerle.

Lavora bene, la casa è libera, prospera e si mantiene salda. Risolve i piccoli problemi da sola, senza infastidirmi. Sono fiero di lei. Ha il piglio della donna d’affari. Il nostro è un rapporto basato sulla fiducia, anche se non paritario. Mariposa la cura bene, ma, è in preda ai suoi umori, non migliora. Il viso le si è indurito e la rabbia le ha gonfiato una vena del collo. Ogni volta la trovo peggiorata. E’ soggetta a lunghi periodi di obnubilamento.

Mi hanno scelto come capo, ci potevano essere dubbi? Dalle mie imprese si può capire molto. Ho impiantato un vigneto nella parte meridionale del confine della proprietà, terreno ideale per un buon rosso. Matteo è un cerca guai che arriva a compiacersi della propria crudeltà, vuol fare come il cattivo in un film d’azione. Sostiene che la contadinaglia, nodosa e reticente, va governata e fatta lavorare con una gragnola ben assestata, di volta in volta, di piccoli colpi.

“Quando si abbatte la frusta fa male e con pazienza bisogna aspettare che la carne smetta di mordere.” E’ un uomo senza cultura e in malafede che vuole alzare fili spinati e sfogare le proprie frustrazioni sui migranti. “Solo io ho un grande talento nel convincere e perfino affascinare la gente, nel tendere a governare tramite la persuasione. Al comando, al vertice, ho combattuto battaglie decisive, con grande successo. In campo fiscale ho lottato accanitamente contro tutto ciò che è il lecito. Bisogna mantenere la destra, concentrati sul presente e non farsi superare sul filo di lana. Il lato destro è più forte e abile del sinistro.”

Mariano salutò gli amici, la moglie, il lavoro e gli impegni e per sei mesi andò a vivere in totale isolamento, da eremita, nelle foreste della Siberia. Anche se le piste delle carovane non esistono più, voglio andare dove le distanze si allungano e il tempo rallenta. Andò ad abitare una capanna di pochi metri, sulle sponde del lago più antico del mondo. Il primo villaggio abitato stava a 120 km di distanza. Nel bosco ghiacciato si godeva lo spettacolo della natura e viaggiava dentro se stesso.

“Ho fiducia nella ricchezza della mia vita interiore. Io appartengo alla foresta e alla solitudine. La libertà c’è ma bisogna pagarne il prezzo. E’ nella solitudine che si ritrova il piacere delle cose. Spalancò le braccia e offrì il viso all’aria gelida. Passava ore seduto a guardare i vetri appannati, ogni tanto si alzava e poi tornava a fantasticare davanti alla finestra. All’alba nella stanza si gelava e bisognava alzarsi per accendere il fuoco. Cominciava la giornata soffiando sulla brace.”

Henry Ciarletta illuso dall’idea suprematista di poter esportare la democrazia ovunque, guardava a Oriente per cercare le proprie origini. Avvertita tutta la precarietà della sua condizione scelse di percorrere da pellegrino il Cammino di Santiago da Campostela, facendo voto di silenzio. Un modello virtuoso per i discendenti. Percorse a piedi oltre duemila chilometri. Aveva capito che i taxisti volevano dargli il benservito e per farlo fuori avrebbero allargato e allungato, il campo-base, come a suo tempo proposto da lui medesimo.

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