Dal grande boh al bla bla bla


È ripartito il carrozzone del Jova Beach Party e di pari passo anche le polemiche per l’impatto ambientale che un tour strutturato in questo modo comporta.


di Fabrizio Cirnigliaro pubblicato il 12 luglio 2022

The Simpson Movie, del 2007, si apre con un concerto dei Green Day a Springfield, il cantante interrompe lo show dopo 3 ore e mezza di musica per parlare di ambiente. Il pubblico non gradisce perché è lì per una festa, per ascoltare la musica, e inizia a lanciare sassi e altri oggetti alla band, solo Lisa (vegetariana) è interessata all’argomento. Nel frattempo il palco, per conseguenza all’inquinamento alle falde acquifere, affonda.

È ripartito il carrozzone del Jova Beach Party e di pari passo anche le polemiche per l’impatto ambientale che un tour strutturato in questo modo comporta. Non è cambiato niente rispetto al tour di 3 anni fa? Insomma, diciamo che il green washing delle grandi corporation da un po’ di tempo viene visto con più diffidenza dal cittadino medio, o forse bisogna spolverare il termine già in disuso “società civile”. Sono fan del cantautore di Cortona dal lontano 1985, avevo comprato "Gimme Five", lo zaino, il disco "Jovanotti for president" da Moscuzza a Siracusa e "La mia moto" in un negozio di dischi di Taormina, anche il libro "Il grande Boh". E’ stata la colonna sonora perfetta del mio 1992, del 1997 e anche degli ultimi anni. Dovrei essere in bilico sulla scelta di schierarmi con la maggior parte degli ambientalisti o con Lorenzo, eppure non riesco a non pensare che questo tour sia una cacata pazzesca e che fra 20 anni ci chiederemo come sia stato possibile ideare prima e poi realizzare, per ben due volte, un evento di tale portata.

La musica è arte, ci accompagna negli anni ci aiuta e conforta nei momenti di difficoltà e non poterla ascoltare dal vivo come evasione in questi anni di pandemia è stata una lacuna impossibile da colmare. Aveva ragione Nietzsche quando diceva: ““"La vita non è vita... senza musica"”” Concerti/ambientalismo però sono ossimori, i Coldplay avevano deciso di non andare più in tour fino a quando non sarebbe stato possibile fare questi show rispettando l’ambiente. Ma questa loro, legittima, posizione non è durata molto. Si sa che ormai il business degli “artisti” della musica è profondamente legato agli spettacoli dal vivo.

In un primo momento avevo pensato che lo staff di Jovanotti avesse trovato la chiave per poter risolvere il problema dell’impatto ambientale, ma scavando non tanto a fondo ho scoperto che non è affatto così. Il cantautore ha dichiarato di non mangiare più carne, per via degli allevamenti intensivi. Posizione legittima per me che ho un’alimentazione plant based, ma mi chiedo allora perché scegliere come sponsor principale del tour un’azienda che è tra i maggiori allevatori intensivi di polli in Italia, I menù dei food truck, che sono pieni di hamburger, pollo etc.? A Marina di Ravenna sono stati abbattuti 65 metri di alberi tamerici per far spazio allo show.

Le polemiche che hanno trovato più spazio nei media riguardano il fratino un piccolo uccello che è solito costruire i suoi nidi sulle spiagge italiane. Capisco la necessità dell’artista di “differenziarsi” rispetto a quello che fanno il resto dei musicisti mondiali, nulla in contrario sulla voglia di fare una “festa”, e comprendo sicuramente le motivazioni economiche che oggi più che in passato spingono un cantante ad esibirsi dal vivo. Del resto lo stesso Jovanotti è in tour anche se non ha fatto uscire nessun album, come i Pearl Jam e i Guns N’ Roses del resto.

Ma è pacifico che questi concerti hanno un impatto negativo enorme sull’ambiente e che lui non è né Greta Thunberg né tanto meno Joaquin Phoenix (che si sono sempre dichiarati vegani e non si fanno di certo sponsorizzare da corporation del fast food) e soprattutto il pubblico non è lo stesso di quello che ha riempito le piazze nel mondo per le iniziative della studentessa svedese, altrimenti non si spiegano né certi sponsor né i menu dei food truck.

I concerti negli stadi della grande città permettono di andare allo spettacolo con mezzi pubblici, i Coldplay del resto concedono uno sconto al prezzo del biglietto se raggiungi il luogo dell’evento in un modo meno inquinante. Niente bottiglie di plastica usa e getta, in ogni concerto si offre acqua potabile gratuita e si invitano i fan a portare le loro bottiglie riutilizzabili. E qui si ritorna a Springfield, alla società civile, e a quello che vuole vedere e per cui è disposta a pagare la gente, con le tasche piene di sassi. Jovanotti a Lignano Sabbiadoro dopo più di 3 ore di concerto ha parlato per dell’importanza di rispettare e custodire un luogo come la spiaggia in cui si stava esibendo.

Mi immagino Lisa Simpson guardare le persone accanto con in mano Burger di carne e bottiglie di plastica, ricordarsi delle code infinite di macchine che ha visto prima che iniziasse la "festa", ripensare al fratino e agli alberi abbattuti, storcere il naso e, citando Greta Thunberg, esclamare "Blah blah blah..." https://youtu.be/Hs-H-7QKdKg

Ritorna al formato normale

Stampa l'articolo