S&G n. 168


Da VLS1929. La riunione della "commistione"


di Franco Novembrini pubblicato il 8 giugno 2022

Come promesso dedico tutto lo spazio alla cronaca della riunione della "commistione" territorio che si è svolta la settimana scorsa. Non ho potuto partecipare e devo basarmi sugli articoli di giornale e sulle dichiarazioni dei presenti. Vado per punti: il primo è quello che in queste riunioni la fa da padrone il regolamento che io chiamo invece burocrazia e mi spiego. Possono parlare solo alcuni elementi, in questo caso i rappresentanti della ditta e non i cittadini interessati al problema se non per interposta persona, cioè alcuni rappresentanti della commistione, i quali poco sanno o poco ricordano le origini dei problemi. La ditta Edim ha mandato meritoriamente due rappresentanti che difendevano le ragioni della loro società.

Hanno commesso alcuni errori di valutazione quando hanno affermato che i vicini, troppo vicini, alla ditta lamentano disagi per i rumori che questa provoca 24 ore al giorno per 5-6 giorni a settimana ed hanno paventato un loro trasloco in altro sito. Il lavoro è cosa preziosa e va difeso tanto che, personalmente, ho appoggiato gli scioperi degli operai al momento del subentro alla ditta Albertini e molti di loro vedevano un futuro incerto. Nessuno si sognerebbe di contestare la qualità dei prodotti che la Edim produce e dei riconoscimenti che sta ottenendo in campo internazionale. I problemi sorgono quando i rumori, particolarmente notturni, non permettono un riposo adeguato ad altri lavoratori che abitano nei due condomini più vicini i quali chiedono al Comune di fare gli appositi rilevamenti tramite Arpa od altro organismo che ne accerti l’intensità, peraltro già trovata fuori norma poco più di un anno fa.

Altro errore è quello, molto diffuso negli ambienti del Comune, è che il nostro condominio di via de Gasperi sia sorto incistato in mezzo alla ditta. Non è così bisognerebbe che qualcuno dell’ufficio tecnico dichiarasse che noi abitiamo in questo edificio da ottobre-novembre del 1995, periodo nel quale la ditta, allora Sime, era dislocata solo in via Nino Bixio. Basta un semplice controllo e magari controllare anche che si espanse costruendo due capannoni abusivi del quale ino fu smontato e l’altro condonato e poi si allargò fino ai confini attuali con il nome di Albertini. Molti condomini vorrebbero solo riposare, specialmente d’estate, secondo le norme e le leggi vigenti. Se la Junta comunale in carica volesse garantirci solo questo ne saremmo ben felici. In caso contrario non ci rimane che ricordarci di loro e del loro modo di amministrare alle prossime elezioni.

Un esempio di come viene controllato il territorio, mi rivolgo alla Commistione ad hoc, lo si può constatare nella via che immette ai cancelli della ditta in questione: via Saragat, una via lunga una cinquantina di metri, ai lati della quale campeggiano da decenni due cartelli che vietano il parcheggio e la sosta di veicoli per 24 ore al giorno, ora sfido chiunque a vedere se i cartelli sono rispettati. Giorno e notte vi sosta una fila di Tir ed autoarticolati che a volte deborda anche nelle vie vicine. Questa situazione crea dei problemi oltreché di traffico anche di igiene in quanto dovendo sostare per ore i camionisti a volte espletano delle esigenze corporali di ogni tipo fra le piante del campo giochi per bambini di via Saragat e via de Gasperi oppure dietro la cabina del gas sempre nella stessa via. Con un traffico simile l’unico mini cestino dei rifiuti risulta sempre pieno e la fontanella, molto malmessa, serve per i bisogni e le abluzioni giornaliere. Se qualcuno si domandasse poi il perché dei due vecchi cartelli di divieto di sosta credo che furono messi a protezione della allora Sime in quanto le auto non potevano parcheggiarci rischiando una multa se la ditta avesse telefonato ai vigili, allora si chiamavano così, e chiudere un occhio per i Tir. Spero che la ditta voglia insonorizzare i macchinari che producono il rumore o dovremo, se costretti, fare un esposto alla procura della Repubblica con i costi e le lungaggini che questa decisione comporterebbe.

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