Il Castigo di Alyssa, il nuovo romanzo di Antonia Calabrese


Sirene e tritoni della mitologia greca si incontrano sulle coste siciliane dissimulati nella vita reale di tre donne e dei loro rispettivi uomini.


di TheGriffin pubblicato il 25 maggio 2022

Ispirato agli archetipi femminili della sirena e della ninfa, il romanzo trasferisce sulle coste del Mediterraneo la toccante storia di una donna dalle doti straordinarie in scontro con lo stereotipo dell’incantatrice, che vive nell’angoscia costante della nemesi dei propri errori. È uscito il 1 maggio 2022 il nuovo romanzo di Antonia Calabrese acquistabile online e ordinabile in libreria.

Si tratta di un fantasy contemporaneo giocato sulle figure classicheggianti della donna-sirena e della donna-ninfa in cui sono preminenti elementi di conflitto morale dei protagonisti e crisi d’identità. Il canto del mare e l’amore amaro, l’ossessione di un’adolescente giustificano un’indagine approfondita dei segreti della nonna. Malyka è intenzionata a scoprire di più e a costringere Alyssa, un altro genere di donna, un mito, a svelare il mistero.

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Copertina Il Castigo di Alyssa

Stereotipi negativi o positivi che siano, i suoi aneddoti rappresentano per lei un pozzo senza fondo di enigmi irrisolti e quanto agli amanti della sua ingenua madre, un pericolo dal quale vorrebbe proteggerla. La situazione precipita a causa del desiderio sconveniente negato e la ragazza inizia a immedesimarsi con la protagonista delle sue letture. «Ho scritto questo libro per dare rilievo alla tribolazione umana dell’essere spirito infinito condannato a caduche esistenze, anime imperiture costrette in apparenze fugaci; per dire del disagio dell’entità divina asservita alla dimensione terrena, dell’essere uomini e donne e al contempo dèi e sottolineare quanto sia difficile liberarsi - afferma Antonia Calabrese autrice di “Il castigo di Alyssa” - Per ricordare che, come amava ripetere Alyssa: “avere un’anima costa, c’è sempre un prezzo da pagare per essere sé stessi” e prima o poi lo impariamo a nostre spese.»

Antonia Calabrese è nata nell’Alta Valle del Sele nel 1958 ed è cresciuta in Toscana. Vive in costiera cilentana dove si è trasferita negli anni novanta e si occupa di letteratura contemporanea, poesia, pittura, scultura, digital painting e mail art. Ha conseguito la Laurea Magistrale in Storia dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, corso di Scultura, nell’anno 1979 e collaborato con la rivista culturale “Giornate italiane” e col periodico “Il Granel di Senape”. Nel 1992 ha pubblicato la sua opera prima, “L’Agnello” e il saggio biblico “Lo Spirito e la Sposa”.

Dal 2009 si è occupata in prevalenza nella poesia e nella pittura ed ha al suo attivo Mostre personali e collettive. Dal 2012 è appassionata di Mail Art ed ha partecipato a numerosi progetti italiani ed esteri, con opere esposte in Italia, Spagna, Portogallo, Germania, Francia, Grecia, Paesi Bassi, Norvegia, Brasile, Perù, Russia, Stati Uniti, Argentina e Turchia. Sue opere Mail Art si trovano in collezioni private, archivi e istituzioni museali in Italia e all’estero. Pur non essendo d’origini cilentane ha ricevuto il “Premio Cilento Donna 2015”. Nel 2019 ha teorizzato il “Manifesto del Movimento Artistico Mutazionista” nel quale illustra la sua controcorrente. Nel 2019-20 ha pubblicato i primi quattro volumi della collana “PoeticaMente” delle sue poesie.

“Welcome”, pubblicato a gennaio 2021 è il suo primo romanzo cui ha fatto seguito “Un’altra vita” a luglio dello stesso anno. Ma che cos’è il Movimento Artistico Mutazionista e cosa si propone? «Sarebbe superfluo dire cosa si intende per “mutazionismo” – afferma la Calabrese – immagino quindi di dover spiegare perché ho preso ispirazione dalla teoria dell’evoluzione per sostenere la necessità di un mutamento di atteggiamenti in ogni campo dell’arte se non vogliamo che per selezione naturale, la storia ci releghi nel dimenticatoio. La vera arte guarda oltre il presente, all’immortalità dell’opera che sopravvivrà all’autore.

Al giorno di oggi vi sono atteggiamenti di ostentazione diffusa che massimizzano il prodotto artistico rendendolo simile alle erbacce prive di radici che infestano orti e giardini e si seccano al primo sole. Mi sono resa conto che da noi l’arte langue in cliché che ne fanno un prodotto spesso scadente e tuttavia commercializzato e commercializzabile. Così succede che si gabbi il mercato facendo passare opere di poco valore artistico per capolavori. Buona fetta della critica s’è adeguata e la notorietà è acquistata, non conquistata, sulla medesima piazza da sedicenti artisti privi del senso dell’immortalità dell’idea. A un certo punto non mi è più bastato andare controcorrente, ho sentito la necessità di dare voce al mio pensiero.

Nel mio ideale, il MAMutazionista rifiuta di seguire le masse a costo dell’impopolarità, convinto che l’arte debba essere praticata “a regola d’arte”. È chi si rifiuta di adeguarsi alle mode che in tanti seguono nel tentativo di vendere il proprio prodotto, e a volte ci riescono perché vi hanno speso, non studio né fatica o ingegno ma moneta. Il MAMutazionista diffida di chi gli vende popolarità, non scende a compromesso, non si adegua a una cultura ingannevole, a una realtà manipolata ed è convinto che la propria singolarità e buona fede possano lasciare il segno, quello del cambiamento nella storia dell’evoluzione dell’Arte: la sua arte ha radici storicamente certe e valide, il suo genio tende a portare frutto. Ciò lo rende innovativo rispetto a basi culturali e tecniche realmente acquisite e possedute. Il MAMutazionismo non è questo o quello stile artistico o letterario ma un atteggiamento

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