Versi di guerra all’universo mondo


Un mio pensiero, in versi, sulla guerra


di Enea pubblicato il 9 aprile 2022

VERSI DI GUERRA ALL’UNIVERSO MONDO

Da che parte stare?
La guerra che tutto confonde …
Tutto è contaminato,
sovvertito, alterato ….
Tutto è nascosto, celato, mistificato
ed il falso, con mirata propaganda,
da entrambe le parti, appalesato:
verità negate su ogni sponda,
diritti sospesi, vite violate,
corpi straziati …. etnie estirpate,
bellezze, culture, strutture stuprate ….
Mostruosità elargite!
Secoli di storia, di crescita, mete conquistate:
solo vana memoria, vaghi ricordi a spicchi
di violenze e lotta sacrificale,
sempre a beneficio dei soliti oligarchi,
tutto per un bene comune artificiale.

Sì, tutto continua a covare,
per poi esplodere con dolore, nei mali
delle cento guerre,
ancor oggi nel mondo, a lasciar fare,
a mescolar riti, interessi e patti sociali.

Quando il sangue e le sorti di giovani reclute,
ma anche dei vecchi, di mamme e di bambini,
con papà, fratelli e lor vicende a restar mute;
quando l’ abuso, l’ingiustizia, il livore,
i privilegi, la povertà, gli egoismi,
mascherati da improbabili ed ipocriti esonismi,
ti deprimono l’umore,
e al cospetto scorrono o soli trapassano,
copiosi e sconosciuti, migrano o muoiono,
per le vie del quartiere,
senza suscitare alcun rumore;
quando ciascuno rivela e mentendo rendiconta,
quando ciascuno così te la racconta,
quando ciascuno narra come più gli aggrada la sua storia,
come la stampa, gli amici e fonte social varia,
così facendo per gli egizi eppur per i romani,
con re, papi e faraoni;
così pure le crociate o gli unni e gli indiani,
e anche gli arabi o i russi e i talebani;
così come in USA o in America latina
o in Israele o la Turchia e la Cina;
ma anche le scritture, i vangeli o nei poemi , le prodezze,
restano solo tre le ineffabili certezze.

In primis le armi … o se più ti piace,
gli armamenti,
quelli che tutelano la pace,
quelli incruenti, quelli vigili e monitoranti:
le armi che non hanno mai sparato,
quelle che, più sono ingenti,
più lasciano il vicino prudente e riparato;
insomma l’arma, quella che più è intelligente
oppure è bio o nucleare,
per la paura di sparare,
più si rende, se fra uguali, deterrente.

E poi l’altra certezza:
quel Dio,
ora negato, ora reinventato,
ora invocato o bestemmiato,
ora, a tornaconto, con varietà denominato,
che si è assiso, privo di saggezza,
nonché solita la spudoratezza,
sul feroce carro del più forte e più spietato,
adesso, anche sta volta,
il carro del solo, dalla colpa pure molta,
come da tanti ormai riconosciuto.

Ed infine,
ed è la certezza , quella dirimente,
quella che tutto sana, senza alcun confine:
il grande amore dentro di me che ho per te,
ciò nonostante.

03/04/22

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