52° anniversario strage di Milano. Contestato sindaco Sala


Prima ha definito la morte di Pino Pinelli «uno strascico della strage», poi il vicino sciopero di Cgil e Uil «probabilmente sbagliato». Anche se, bontà sua, è «un diritto». Una figura da ciculatè


di Adriano Todaro pubblicato il 13 dicembre 2021

Una giornata serena, ma fredda, sotto lo zero. Fredda come 52 anni fa quando sono scoppiate le bombe fasciste dentro la Banca dell’Agricoltura di piazza Fontana, a Milano. Nel 1969, il 12 dicembre, era una giornata fredda e nebbiosa. Nebbia in una Milano che sentiva la morsa della crisi, quella Milano delle lotte operaie e della contestazione studentesca con le luminarie natalizie sotto tono. Anche domenica 12 dicembre 2021 ci sono le luminarie natalizie e, anche oggi, c’è la crisi che incombe e non solo economica. Eppure è stato un bel pomeriggio per coloro che, sfidando il freddo, si sono riuniti in piazza Fontana per commemorare le vittime della strage, i 17 morti e gli 88 feriti. Poi, dopo i discorsi ufficiali, un corteo si è snodato per le vie del centro. Un corteo di 2 mila persone al canto di “Contessa”, “Stalingrado, “Bella ciao”. Le tante persone in giro per le compere o solo per passeggiare, guardavano attoniti quel corteo, molti di loro, è probabile, non sanno neppure cosa sia avvenuto quel maledetto 12 dicembre 1969. Molti non erano neppure nati.

Un bel pomeriggio, certo, guastato però dalle parole del sindaco Giuseppe Sala, oratore ufficiale della commemorazione. Parlava a braccio e ha fatto una serie di gaffe che hanno suscitato l’interruzione, la contestazione al suo discorso. Prima ha definito l’omicidio di Pinelli «uno strascico della strage», poi ricordando i lavoratori morti nella banca 52 anni fa ha parlato di lavoro e ha definito l’imminente sciopero di Cgil e Uil «probabilmente sbagliato». In realtà Sala ha cercato di recuperare per zittire i primi fischi. “Probabilmente sbagliato ‒ ha continuato ‒ ma è un diritto». «Bisogna riflettere sul lavoro – ha sottolineato Sala – siamo di fronte a bivi tremendi, pericoli e opportunità. Ci sono i fondi del Pnrr, ma ci sono anche operai licenziati su WhatsApp. La difesa del lavoro sembra passata di moda. Lo sciopero probabilmente è sbagliato ma è un diritto".

Ormai la piazza è però in fermento. Grida di «Vergognati!» e fischi, urla. Sala non riesce a continuare. Un signore anziano, bianco di capelli con una sciarpa rossa al collo, è molto vicino a Sala, alle sue spalle, fra la folla. È uno di quelli che maggiormente contesta le parole fuori luogo del sindaco. Il sindaco Sala fa il democratico e lo invita al microfono per sostenere le sue ragioni. Il signore anziano si dirige verso il microfono, ma è subito bloccato dal servizio d’ordine.

I giornalisti hanno chiesto al segretario della Camera del Lavoro di Milano, Massimo Bonini, un commento su quanto è avvenuto. Bonini non ha fatto, ovviamente, polemiche. Ha ricordato che il sindaco Sala non è nuovo alle gaffe. Poi ha preferito ricordare il recente assalto a Roma alla Cgil da parte di Forza nuova. Un tema, questo, ricordato anche dal presidente nazionale dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo.

Termina così la giornata di commemorazione per le vittime di piazza Fontana, per l’omicidio del galantuomo Pino Pinelli. Con le gaffe di questo sindaco inutile, tutto teso a far approvare il nuovo stadio e la relativa speculazione edilizia e la “riqualificazione” degli scali ferroviari, cioè ancora cemento e meno spazi per i cittadini milanesi. Poi, per fortuna, un bel corteo liberatorio. Lontano da questo sindaco che è solo “uno strascico” del voto. Come hanno inventato a Torino e come si usa dire a Milano, Sala ha fatto proprio una figura da ciculatè, cioè una figura barbina, meschina, ridicola.

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