Addio allo storico Nicola Tranfaglia



di Redazione pubblicato il 23 luglio 2021

Nella notte di venerdì 23 luglio 2021 è morto a 82 anni lo storico Nicola Tranfaglia, noto per i suoi studi sul fascismo, sul neofascismo, sulla storia della stampa e del giornalismo e sulle mafie, e per la sua esperienza politica con i Comunisti Italiani e Italia dei Valori tra il 2004 e il 2011.

Tranfaglia nacque a Napoli nel 1938 ma iniziò la sua carriera accademica a Torino, alla Fondazione Luigi Einaudi, dove diventò allievo dello storico e magistrato piemontese Alessandro Galante Garrone dopo la laurea in Giurisprudenza. Per molti anni fu professore ordinario di Storia contemporanea all’Università di Torino, accompagnando agli studi accademici un esteso lavoro in campo editoriale in numerose riviste e pubblicazioni scientifiche di ambito storico, oltre a collaborazioni con giornali come Repubblica e l’Espresso.

Nel 2006 venne eletto alla Camera dei deputato con i Comunisti Italiani, ruolo che ricoprì fino al 2008; successivamente si iscrisse all’Italia dei Valori, partito fondato dall’ex magistrato Antonio Di Pietro, svolgendo il ruolo di responsabile della cultura.

Fonte: Il Post.


E’ morto la notte scorsa, all’età di 82 anni a Roma, lo storico Nicola Tranfaglia, autore di studi sulla storia politica e istituzionale del Novecento italiano e specialista di storia del giornalismo. Era stato ricoverato circa tre mesi fa nell’ospedale romano Umberto I in seguito a un’emorragia cerebrale da cui non si era più ripreso.

Nato a Napoli il 2 ottobre 1938, Tranfaglia è stato uno storico di grande rilievo passato da giovane collaboratore di "Nord e Sud", la rivista meridionalista di Francesco Compagna, agli studi storici, divenendo docente di storia contemporanea presso l’Università di Torino, di cui era professore emerito dal 2007. Attento studioso del movimento democratico e del fascismo, Tranfaglia si è dedicato con acume ad indagare le radici storiche di fenomeni come il terrorismo, le mafie e il populismo ed ha dedicato buona parte del suo lavoro alla storia del giornalismo: è autore della monumentale "Storia della stampa italiana" curata insieme a Valerio Castronovo per Laterza (sette volumi, 1976-2002). Ha diretto grandi opere di critica e sintesi storiografica: "Il mondo contemporaneo" (19 volumi, 1978-83, La Nuova Italia); "La storia. I grandi problemi dal Medioevo all’età contemporanea" (con Massino Firpo, 10 volumi, 1986-88, Utet); "Storia d’Europa" (4 volumi, con la curatela di Bruno Bongiovanni e Gian Carlo Jocteau, 1980, La Nuova Italia); "Dizionario storico dell’Italia unita" (Laterza, 1996).

Tranfaglia si era laureato nel 1961 in giurisprudenza presso l’Università "Federico II" del capoluogo campano, discutendo una tesi sulla storia della Corte costituzionale in Italia. Iniziò la carriera accademica come ricercatore presso la Fondazione Luigi Einaudi di Torino, per diventare tre anni dopo assistente di Alessandro Galante Garrone alla cattedra di storia contemporanea dell’Università di Torino. Dal 1976 al 2006 è stato titolare delle cattedre di storia contemporanea, di storia dell’Europa e del giornalismo all’Università di Torino. E’ anche preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Ateneo torinese. Era membro delle redazioni delle riviste "Studi storici" e "Passato e presente" e del comitato scientifico della Fondazione Nazionale Antonio Gramsci.

Vasta la bibliografia: "Carlo Rosselli dall’interventismo a Giustizia e Libertà" (Laterza, 1968); "Dallo stato liberale al regime fascista" (Feltrinelli, 1973); "Stampa e sistema politico nell’Italia unita" (Le Monnier, 1986); "Mafia, politica e affari 1943-91" (Laterza, 1992); "La prima guerra mondiale e il fascismo" (Utet, 1995); "Un passato scomodo. Fascismo e post-fascismo" (Baldini Castoldi Dalai, 1996); "Storia degli editori italiani. Dall’Unità d’Italia agli anni Sessanta" (Laterza, 2000); "La sentenza Andreotti. Politica, mafia e giustizia nell’Italia contemporanea" (Garzanti, 2001); "La transizione italiana" (Garzanti, 2003); "La stampa del regime 1932-1943. Le veline del Minculpop per orientare l’informazione" (Bompiani, 2005); "Ma esiste il quarto potere in Italia? Stampa e potere politico nella storia dell’Italia unita" (Baldini Castoldi Dalai, 2005); "Un passato scomodo. Fascismo e postfascismo" (Laterza, 2006). Tra i volumi più recenti figurano: "Vite sospese. Le generazioni del terrorismo (in collaborazione con Diego Novelli, Baldini Dalai Castoldi, 2007); "Il libro dei deportati. I deportati politici 1943-1945" (in collaborazione con Brunello Mantelli, Mursia, 2009); "Vita di Alberto Pirelli 1882-1971. La politica attraverso l’economia" (Einaudi, 2010); "Populismo. Un carattere originale nella storia d’Italia" (Castelvecchii, 2014); "Il fascismo e le guerre mondiali (1914-1945)" (Rusconi, 2019); "Storia politica della Corte Costituzionale" (Massari, 2020).

Tranfaglia ha collaborato spesso con Giuseppe Casarrubea per indagare l’intreccio tra mafia, neofascismo e servizi segreti statunitensi a cavallo del secondo dopoguerra. Lo storico ha avuto anche un’esperienza politica come deputato del Partito dei Comunisti Italiani tra il 2006 e il 2008. In seguito si era avvicinato all’Italia dei Valori, candidandosi alle elezioni europee del 2009 ma non venendo eletto.

Nicola Tranfaglia, ricorda l’Ateneo del capoluogo piemontese in un messaggio di cordoglio, è stato "il primo ad avviare un insegnamento di storia contemporanea a Torino nel momento in cui l’Università cercava di aprirsi ad un rinnovato rapporto con la società circostante e ad una più proficua sensibilità alle tematiche emerse dalla crisi politica e culturale degli ultimi anni 60".

"Attento studioso del movimento democratico spiegano dalla Fondazione Murialdi - ha dedicato buona parte del suo lavoro alla storia del giornalismo. Ne ricordiamo la monumentale storia della stampa italiana curata insieme a Valerio Castronovo per Laterza. Amico di Paolo Murialdi aveva accettato sin dall’inizio di presiedere il Comitato Scientifico della nostra Fondazione. Scompare con lui uno storico di grande prestigio e un collaboratore insostituibile della Fondazione Murialdi. Il Presidente, il Segretario Generale e il Consiglio di Amministrazione si uniscono al dolore per la sua scomparsa".

Fonte: RaiNews.


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