Animalismo e censure


Contro la "cancel culture", in qualunque ambito.


di Alberto Giovanni Biuso pubblicato il 26 giugno 2021

Come alcuni sanno, sono vegetariano e animalista. E sono un teorico dell’antropodecentrismo, contro qualunque primato, privilegio e valore dell’umano non dico dentro “il mondo” ma più modestamente sul pianeta Terra.

È dunque da animalista nemico della cancel culture e di ogni censura estetica che deploro l’imbrattamento della statua che Amedeo Longo ha dedicato a Roma alla “porchetta”. Imbrattamento realizzato a quanto pare da un Animal liberation front e che ha comportato la rimozione -spero provvisoria- dell’opera.

E sono contrario a un tale gesto di vandalica censura anche perché -come tutte le azioni di questo genere- sostituisce con una buona coscienza simbolica il fatto crudo e feroce di milioni di persone che continueranno oggi, domani e ancora a nutrirsi tranquillamente di porchetta, di maiali e di cadaveri animali.

Una copertura, un alibi, un tipico evento da società dello spettacolo che non aiuta gli altri animali ma è espressione del narcisismo di individui e gruppi che in questo modo si sentono giusti e buoni.

Della cancel culture ho parlato più diffusamente qui: Pentitevi!

www.biuso.eu

Ritorna al formato normale

Stampa l'articolo