Notarelle sulla contemporaneità


Alcune considerazioni sull’attuale situazione del mondo


di Emanuele G. pubblicato il 5 aprile 2021

Il mondo negli ultimi decenni ha assistito ad un’accellerazione impressionante delle sue dinamiche. Nell’Ottocento un’innovazione richiedeva decenni per essere diffusa e utilizzata. Ora - ai giorni nostri - un’innovazione è immmediatamente disponibile. In questa differenza sta l’abissale complessità dei problemi che assillano il mondo contemporaneo. Un’innovazione nell’Ottocento aveva una "governance" più facile ed agegole. Cosa che non è così ai giorni nostri in cui un’innovazione comporta tante e tali criticità da diventare essa stessa un problema.

Il mondo da strumento pacifico dello scorrere del tempo è diventato nello spazio di un paio di secoli un accelleratore senza pari di idee, invenzioni, comportamenti e innovazioni. Se nell’Ottocento il parametro tempo per un’innovazione era 10, oggi quel parametro è sceso drasticametne a 0,05. E qui nascono tutti i problemi della contemporaneità. Problemi che non vengono certamente aiutati nella loro risoluzione dalla crisi complessiva e generalizzata degli stati e della politica.

Mentre un’innovazione ha già compitiuto nello spazio temporale di 0,05 1 kilometro, gli stati e la politica sono ancora a pochi metri di percorso. Quindi capite da questi numeri e parametri che la risoluzione delle criticità non sono affatto facili e facilitate quando lo stato e la politica sono sempre dietro - e di molto - rispetto all’innovazione. Certamente è venuto il momento di approfondire la questione e trovare delle soluzioni coese e plausibili al più presto in quanto si corre il rischio di avere stati e politica constantemente in affanno e "ferme alla fermata dell’autobus".

Un mondo così fatto rischia grosso e molto. Rischia il collasso in quanto, da una parte, il mondo stesso corre e dall’altra, stati e politica, sono praticamente fermi. Eppure c’è bisogno di "governance" per dirigere il complesso sistema di innovazioni che hanno sconvolto il mondo negli ultimi decenni. Un’innovazione senza una guida dietro rischia di avere effetti diatralmente opposti a quelli immaginati e di causare criticità di non poco conto.

E questa differenziaziazione fra velocità dell’innovazione e lentezza di stati-politica comporta molte conseguenze: stati-politica incapaci di governare, democrazie che esauriscono la loro spinta propulsiva, aumento delle diseguaglienze fra chi possiede l’innovazione e gli altri, aumento delle differenziazioni regionali a livello planetario e, infine, serissimi blocchi per la diffusione di una reale democrazia e concreta libertà a livello mondiale. A me pare che le risposte siano insufficienti e l’unica strada sarebbe quella di organizzare una Bad Godesberg planetaria straordinaria per mettere in campo tutti quegli strumenti per far dimininuire quella differenza, abissale fra innovazione e stati-governi.

E’ ora di lavorare in questa direzione. C’è la volontà politica di fare questo passo? Ho i miei dubbi.

- La foto di copertina è stata presa dal sito: https://www.digital-target.com/la-comunicazione-politica-permanente/

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