Pensieri sui marciapiedi


Gli amministratori sono lontani e poi non camminano a piedi. Anche se l’incontrassi, con tutta sincerità, non li riconoscerei, ma non sono il solo...


di Luigi Boggio pubblicato il 27 marzo 2021

Non sempre ma spesso cammino lungo le strade di confine tra Carlentini e Lentini. Nel mio vagare con passo lento guardo, osservo, scruto quello che cambia, quello che degrada, quello che non si muove sempre fermo, immobile e calante. Solo le macchine si muovono rumorose e veloci. Anche qualche motorino e bici con il motore.

In questo andare ogni tanto s’incontrano delle persone che con le mascherine è difficile riconoscere. L’altro giorno mi sono dovuto scusare con una persona che non avevo riconosciuto. Entrambi eravamo ben mascherati e lenti nell’avanzare verso casa. Un tratto in salita, per fortuna breve, che abbiamo percorso discutendo di salute e dei figli lontani. Altre discussioni in questo periodo sono difficili fare per la brevità del tempo per i racconti. Qualsiasi racconto ha bisogno di tempo, per le pause e per l’ascolto. Senza ascolto reciproco non ci può essere dialogo e confronto.

L’altro giorno durante la mia solita passeggiata mi ha fermato un signore che da molto tempo non vedevo. Ci siamo salutati e ci siamo messi a parlare quando tutto ad un tratto se ne uscito con una domanda che mi ha lasciato di stucco. Mi sa dire l’urbanista che ha inventato i marciapiedi. Il motivo? E’ semplice in quanto guardando la loro utilizzazione è stata un’invenzione non utile. Da noi, ho risposto, ma non nei centri dove il decoro urbano viene curato e il pedone viene rispettato. I primi marciapiedi, deve sapere, per motivi igienici e per camminare sono stati realizzati a Londra nel 1762 e in alcune città francesi. Anche da noi i nostri bravi urbanisti dell’epoca li hanno messi sulla carta, designati e realizzati inizialmente nei centri storici. Ma col passare del tempo nelle città senza ordine sono stati trasformate in luoghi di depositi e vendita di merci. Uno spettacolo indecoroso che priva il pedone di camminare in tutta serenità e d’evitarle lo slalom sopra e sotto il marciapiedi.

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Lentini - via Etnea - marciapiedi

Sopra, sotto, di lato a destra e a manca, sempre con gli occhi aperti e tanta serenità. Mai incazzarsi o imprecare perché nessuno sente. Gli amministratori sono lontani e poi non camminano a piedi. Anche se l’incontrassi, con tutta sincerità, non li riconoscerei, ma non sono il solo.

Però conosco i sindaci dei due comuni sempre sui social e sui giornali per darci notizie sull’epidemia, sui rifiuti e sulla sanità. Sulle condizioni dell’ospedale e del distretto territoriale debbo riconoscere che sono informatissimi più dei rifiuti. Materia ostica e rischiosa.

Sull’ospedale però sanno tutto. Sanno che da anni manca un direttore sanitario come si deve e che dall’inizio dell’epidemia è stato nominato un dottore in pensione con un compenso stratosferico che umilia qualsiasi primario di reparto. Conoscono i bisogni del distretto e dintorni. E sanno anche come vanno le vaccinazioni e se ci sono lunghe file. Meglio sapere che non sapere ma dei marciapiedi, caro signore, non saprei cosa dirle. Non vedono.

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