Quisquilie&Pinzellacchere. Nr. 91. Pandemia, pandetua e pand...Europa


Concordo completamente con il presidente del Consiglio Conte nell’essere sospettoso nei riguardi del Mes. Il perché della mia fiducia è presto detto.


di Franco Novembrini pubblicato il 21 aprile 2020

Concordo completamente con il presidente del Consiglio Conte nell’essere sospettoso nei riguardi del Mes. Il perché della mia fiducia è presto detto. Il Mes è un meccanismo scritto, diretto e interpretato dai paesi forti dell’Europa che attraverso i loro burocrati ne hanno scritto le regole e le interpretano con la credibilità dell’oracolo di Delfi. L’applicazione di questo marchingegno lo abbiamo conosciuto con gli effetti devastanti che ha avuto in Grecia e in misura minore in Portogallo. In italia si è parlato poco di ciò che è successo in quei paesi e delle migliaia di morti, vecchi e giovani, in quanto è stata distrutta la sanità pubblica in favore delle multinazionali del farmaco che certo non si sono fatte impietosire ed hanno spregiudicatamente fatto i loro affari sulla pelle dei più deboli. In Italia è stata fatta una cosa simile grazie alla politica scellerata che ha portato a situazioni sanitarie simili messe in tragica evidenza dalla pandemia di Covid-19.

Le colpe vanno in gran parte addebitate ai politici nostrani che hanno avallato qualsiasi richiesta provenisse dalla UE. Bisogna ricordare che, a parole, l’Italia è l’unico paese che ha un partito che si definisce ’’+ Europa’’, qualsiasi cosa voglia dire, aveva un quotidiano ed un periodico che portavano il nome di Europa, una fondazione similare (Italiani-Europei) e addirittura ha cambiato articoli della sua Costituzione per aderire ai desiderata dell’UE. Il senso del tragico ridicolo non ha sfiorato chi ha aderito a simili assurdità, anzi se ne è vantato e ci ha fatto carriera.

Per chi volesse esercitare un po’ la memoria ricordo che l’atto fondativo della Comunità Economica Europea (CEE) fu firmato a Roma il 27 marzo 1957, sessanta anni fa e che fu l’ultima volta che una sede italiana fu la sede come centro della costruzione di una Europa unita, come venne pensata dall’esilio di Ventotene nel 1942, da grandi sognatori italiani. Da allora la spartizione di poteri passò ai paesi europei compresa la Germania, grazie alla Francia la quale, giustamente, non volle riproporre le pesanti condizioni di risarcimenti di guerra che erano stati la causa del crollo della Germania di Weimar e l’ascesa del nazismo. Questo fece sì che le banche tedesche potessero risorgere e condizionare la ripresa della UE. La Francia ottenne una sede del Parlamento europeo, come il Lussemburgo e le due sedi resistono ancora con costi e disagi notevoli, le capitali europee divennero sedi di centri di potere e decisioni dalle quali l’Italia, anche per l’ignavia dei politici italiani che vedevano nell’Europa un rifugio per ’’trombati’’ e che dietro patriottici discorsi concludevano ben poco. Anche la lingua italiana, una delle quattro dei paesi fondatori, perdeva importanza e oggi potete notare le figure barbine che i nostri politici fanno quando si incaponiscono a voler servilmente parlare e usare termini della lingua del potente di turno.

Non parliamo dell’escamotage attuato per entrare nell’Unione che fu il trionfo dell’ipocrisia nel senso che tutti, ma proprio tutti, sapevano che stavamo truccando i conti e tutti, ma proprio tutti, fecero finta di non sapere e vedere e per la ’’furbata’’ furono giudicati astuti politici personaggi che al più avrebbero avuto difficoltà a gestire la parte amministrativa di un carretto di frutta e verdura. Non parliamo poi dell’ammissione nella UE di paesi come la Polonia e paesi satelliti della ex Urss. Sia chiaro che l’Europa unita avrebbe dovuto accettare l’adesione di tutti questi paesi ma non è in discussione, ma la cosa è stata fatta in funzione antirussa tout court. Penso che avremmo dovuto attendere che ci fosse una crescita democratica prima di inglobarli. Vorrei ricordare che anche in Italia una volta caduto il fascismo pochissimi sostenevano la vecchia dittatura, ma nel nostro paese c’era stata una cosa che differiva molto dalle rivolte che si erano avute in alcuni paesi dominati dall’Urss: la Resistenza, la quale con le sue vittime e con la lotta partigiana aveva contribuito a far rinascere i partiti politici ed a formare gli uomini, pur se di diversi orientamenti politici, che avrebbero poi guidato la faticosa rinascita.

Chiudo con una con una previsione fatta da un politico che mi ha particolarmente colpito: ’’Vedo che la burocrazia europea sta creando un clima simile a quello che si respirava nei mesi che precedettero la caduta dell’Urss’’. Si anch’io, nemico della burocrazia, ne sento l’aria pesante. Come spiegare altrimenti i ritardi della burocrazia italiana nel rifornimento di mascherine, respiratori e altro materiale necessario ed urgente per gli ospedali, fermo per mancanza di un timbro, in qualche magazzino o Dogana e quanti sono morti in attesa che un burocrate mettesse la firma liberatoria. Della burocrazia sui ponti pericolanti ho parlato la scorsa settimana ma è la stessa cosa.

P.S.: i termini stranieri che ho usato nell’articolo sono in francese e sono secolarmente datati ed usati da quando i francesi dominavano una parte d’Italia. Dunque assimilati.


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