Quisquilie&Pinzellacchere. Nr. 80. Vincitori e vinti


Dopo i risultati delle elezioni in Emilia Romagna e Calabria sono ricominciati i rumors dei numerosi vincitori, perché in Italia vince anche chi perde...


di Franco Novembrini pubblicato il 29 gennaio 2020

Dopo i risultati delle elezioni in Emilia Romagna e Calabria sono ricominciati i rumors dei numerosi vincitori, perché in Italia vince anche chi perde o al massimo ’’non perde’’ di bersaniana memoria. Quello che ulula di più è Zingaretti, segretario del Pd, un partito che ha perso una regione dove la vincitrice Jole Santelli ha ridato vita a B., personaggio che viene regolarmente dichiarato estinto e come l’Araba Fenice dalle sue ceneri risorge. Lo stesso Zingaretti si vanta di aver vinto in Emilia Romagna dove la coalizione non ha ritenuto opportuno che i dirigenti e il simbolo del Pd fossero messi in evidenza nella campagna elettorale e nella scheda. Hanno perso, ahimè, di brutto i 5 stelle che in due anni hanno lasciato per strada il 70% dell’elettorato e soprattutto la voglia di combattere. I veri vincitori di tutte le elezioni italiane da 25 anni a questa parte sono risultati il trasformismo e la burocrazia.

Dai pentastellati mi aspettavo che già prima dell’inizio della campagna elettorale ci fosse stata una chiarificazione su certe storture e vizi degni dei partiti che in origine si diceva voler combattere invece, in pochissimi anni, ho visto trasfondersi nel Movimento molte magagne della vecchia partitocrazia. Abbiamo visto un giovane sconosciuto, una volta diventato portavoce, circondarsi di fedelissimi e ricoprire un numero di cariche che avrebbero spaventato vecchi dirigenti sovietici e i risultati si sono visti. La morte di uno dei fondatori, Casaleggio, è stata una gravissima perdita e l’erede è stato incoronato come successore, cosa ha ricordato la successione dinastica, che spesso non funziona sia per i raffronti che si possono fare e la difficoltà dell’erede a cercare di imitare il genitore. Ricordo che anche nella successione degli Agnelli le cose non sono andate molto bene fra i familiari e volendo fare una similitudine in questo caso la farei con Lapo Elkan.

Sono sempre stato dell’idea che il Movimento non doveva partecipare ad alcun governo e difendere a spada tratta, per la scarsità di personale preparato, i comuni che aveva conquistato, dando esempi di buon governo e prepararsi a nuove conquiste invece di voler ossessivamente osservare le ’’regole primigenie’’ che erano irrealizzabili e che stavano per essere sorpassate dalla realtà dei fatti. La frequentazione dei salotti tv, con inviti agli iscritti di seguire le loro comparsate, come se dovessero convincere gli attivisti e non quelli che la ancora non erano convinti. Le ’’balconate’’ o le presentazioni in tv delle prime tessere in una teca di vetro che rendeva una ’’baracconata’’ una iniziativa meritevole di essere spiegata ai cittadini con pazienza e partecipazione.

L’espulsione di chi ha avuto idee diverse in periodi non sospetti preferendo i peana della cerchia di amici che poi alla prima malaparata ti lasciano nella beata solitudine dicendo che loro erano contrari a questo e a quello.

Alcune buone leggi sono state fatte ma male spiegate, peggio difese e lasciate alla mercé dei giornalisti prezzolati che hanno potuto scrivere peste e corna per qualcuno che si è approfittato di una legge come se in Italia non esistessero ciechi con la patente, furbetti del cartellino e del quartierino ed anche cassintegrati che svolgevano un altro lavoro o come alcuni piloti Alitalia, guidavano aerei di compagnie estere.

Insomma sembra che la comunicazione del Movimento sia stata affidata a gente uscita dal Grande Fratello o da Amici miei o giornalisti di giornali di partito avversari. Accidenti forse è successo davvero.


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