La telefonata


La professoressa in carcere, gli inquisiti in Parlamento


di Adriano Todaro pubblicato il 8 gennaio 2020



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IL FATTO

È stata arrestata questa sera a Bussoleno, in Valle di Susa, Nicoletta Dosio, la ’pasionaria’ No Tav 73enne condannata in via definitiva a un anno di reclusione per una protesta del 2012 alla barriera di Avigliana dell’autostrada del Fréjus. (30 dicembre 2019, Quotidiano.net).

Una valle in tumulto per lei, che invece sorrideva serena: Nicoletta Dosio, già docente di greco e latino e fondatrice del Liceo Norberto Rosa di Bussoleno, chiusa dentro l’auto delle forze dell’ordine che se la portava via, salutava con un bel sorriso e il pugno chiuso. (31 dicembre 2019, il manifesto).

IL COMMENTO

‒ Pronto? Buongiorno, sono un giornalista di girodivite. Stiamo compiendo un sondaggio. La posso disturbare con qualche domanda?

‒ Sì… Però si sbrighi che debbo uscire.

‒ Non le farò perdere molto tempo, grazie. Vorrei sapere cosa ne pensa del fatto che hanno portato in carcere una donna di 73 anni per una manifestazione.

‒ Hanno fatto bene. E ora di finirla con questo lassismo. Basta con questi comunisti.

‒ Guardi che la donna, una ex professoressa di greco, non è comunista…

‒… sarà cugina di qualche comunista. Ha fatto un danno enorme ed è giusto che debba pagare.

‒ Il danno per aver fatto passare auto senza pagare l’autostrada ammonta a 700 euro.

‒ Appunto. Allora cosa facciamo? Non paghiamo più?

‒ Non le sembra esagerato scontare un anno di prigione per 700 euro?

‒ No perché se passa questo principio, avviene l’anarchia. Ognuno fa quello che vuole.

‒ Non le sembra che altri hanno causato danni enorme per il Paese e non vanno in galera? Prendiamo le banche, l’Alitalia, le ruberie…

‒… non dica stupidate. Quelle sono altre cose.

‒ Nel nostro Paese c’è un’evasione di 120 miliardi di euro l’anno ma non mi risulta che vadano in carcere.

‒ Sono obbligati a non pagare le tasse. In caso contrario dovrebbero chiudere le aziende e licenziare. Lei sarebbe contento se licenziassero?

‒ Veramente in meno di un decennio, in Italia, si sono bruciati un milione di posti di lavoro e nel solo settore manifatturiero sono sparite più di 100 mila aziende, decine di migliaia di esercizi commerciali e artigianali hanno chiuso i battenti. Pur non pagando le tasse come avrebbero dovuto.

‒ Ma chi dice ‘ste fregnacce? I 5 Stelle? O il cognato della moglie di Montalbano? Balle, tutte balle.

‒ Veramente sono gli ultimi dati del Censis.

‒ Appunto, un covo di comunisti.

‒ Vabbè, andiamo avanti. Per ricapitolare: lei è d’accordo, quindi, con il carcere per la professoressa?

‒ Certamente. A quell’età poteva starsene a casa a rammendare le calze. Professoressa! Ma cosa insegnava ai ragazzi? Insegnava come non pagare? È questa l’educazione che si insegna nelle nostre scuole? Per forza poi i giovani sono tutti drogati e culattoni, lesbiche e quant’altro. Spero che in galera ci resti almeno per un po’. Un anno è poco.

‒ A Genova, nel crollo del ponte, sono morte 43 persone. Non mi risulta che Benetton sia finito in carcere.

‒ Era mica lui che doveva andare a stringere i bulloni. In carcere, quando sarà il momento, ci andrà qualche tecnico o qualche operaio che non ha fatto il proprio dovere.

‒ Mi tolga una curiosità. La prossima volta, lei per chi voterà?

‒ Anche se il voto è segreto, siccome sono democratico glielo dico ugualmente. Voterò per Fratelli d’Italia.

‒ Qual è stata la molla che l’ha indotto a prendere questa decisione?

‒ L’ultima affermazione fatta dalla presidente mentre fa il presepe: “Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana”. Bella questa frase. C’è dentro tutto in poche parole: la nostra tradizione, la difesa della donna, delle madri, del cristianesimo. Sì, credo proprio che voterò per la Meloni.

‒ Gesù era ebreo.

‒ Come cristiano sono offeso da quello che dice.

‒ Non lo dico io. Lo dicono le Sacre scritture. Infatti Gesù otto giorni dopo la nascita, viene circonciso. E mezzo secolo fa il Concilio Vaticano II ha riconosciuto che Gesù era ebreo.

‒ Voi comunisti non cambierete mai. Siete pieni di luoghi comuni, pieni di balle e i vostri giornali sono proprio l’orchestra dei luoghi comuni.

‒ Il mio giornale non c’entra nulla con i comunisti anche perché non ce ne sono più…

‒… ma se avete il potere dappertutto. Nella Rai, in Tv, nei giornali comandate solo voi. Ma se vinciamo le elezioni per voi la pacchia è finita.

‒ D’accordo. La pacchia finirà. Intanto, però, chi causa danni da 700 euro va in galera e chi, invece, causa danni di miliardi, va in Parlamento. Secondo lei è giusto tutto questo?

‒ Sì. E le dico un’altra cosa. Come si chiama il giornale in cui lei scrive? Girodivite? Ecco, un bel girodivite lo farei a tutti voi. Perché, si ricordi, che è meglio un comunista in galera piuttosto che libero. La professoressa deve restare dentro e possibilmente dovrebbero buttare via la chiave della sua cella. Le farà bene un po’ di carcere. Il carcere non avete sempre detto che per gli antifascisti rappresentava l’università? La professoressa afferma di essere antifascista e dunque… Beh, ora la saluto perché debbo uscire. Vado a manifestare a favore della realizzazione delle Grandi Opere. Buongiorno.

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