“Cosa ridete? Siete in arresto”


Hanno soccorso rifugiati in mare. Ora rischiano 25 anni di carcere. Firma l’appello lanciato da Amnesty International


di Redazione pubblicato il 4 dicembre 2019

Sarah (24 anni) e Seán (25 anni) si sono conosciuti aiutando i rifugiati in Grecia.

Esperto di soccorso subacqueo, Seán ha studiato politiche migratorie all’università, in Irlanda.

Sarah è invece una nuotatrice di ricerca e soccorso, fuggita dalla Siria nel 2015.

Nonostante le storie che hanno conosciuto lavorando nel soccorso sono strazianti, per loro è stata un’esperienza formativa unica.

“Era molto bello vivere questo senso di comunità, nonostante il fatto che, ovviamente, erano tutti lì a causa di queste situazioni terribili” racconta Seán.

Nell’agosto del 2018, a causa del loro lavoro, sono stati arrestati e accusati di spionaggio, traffico di esseri umani e appartenenza a un’organizzazione criminale.

Hanno già trascorso 106 giorni di detenzione prima di essere rilasciati su cauzione nel dicembre 2018.

Se giudicati colpevoli, rischiano fino a 25 anni di carcere.

“È stato orribile capire che eravamo in prigione per non aver fatto altro che cercare di aiutare qualcuno. È stato ancor più spaventoso rendersi conto che ciò accadeva anche ad altre persone” racconta Seán.

Seán, ora è tornato in Irlanda, mente Sarah vive in Germania. Sono in attesa del processo.

In tutta Europa, persone come Sarah e Seán sono accusate di reati solo per aver aiutato persone in difficoltà. Aiutaci a cambiare la loro storia.

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Firma l’appello, #cambiamolastoria di Sarah e Seán!

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