Crocetta e le zone interne


Non c’è atto amministrativo, legislativo o politico del governo Crocetta che non trascini l’isola verso l’ignoto per incompetenza, pressapochismo...


di Luigi Boggio pubblicato il 15 ottobre 2015

Non c’è atto amministrativo, legislativo o politico del governo Crocetta che non trascini l’isola verso l’ignoto per incompetenza, pressapochismo, in alcuni casi per scarsa conoscenza dei luoghi e in altri per isteria politica di schieramento. Gli ultimi dati sulle condizioni economiche dell’isola per l’aumento della disoccupazione giovanile e della povertà avrebbero dovuto portare il governatore ad una ritirata diplomatica per motivi di salute non necessariamente per manifesta incapacità.

Un abbandono che l’avrebbe salvaguardato da qualche altro malanno a causa della bocciatura anche del piano sanitario regionale. Un altro piano bocciato. Per Crocetta non c’è pace come non c’è pace per i legislatori che siedono a Sala d’Ercole. Quando la “lungimiranza” del governatore s’incrocia con la “ sapiente” regia dei legislatori si forma una miscela così esplosiva da metter sottosopra l’isola. Anche gli esperti del governo Renzi e dei vari ministeri ne sanno qualcosa quando esaminano leggi, piani e proposte per i fondi europei.

La rivoluzione crocettiana invece di muoversi si è bloccata lasciando di stucco qualsiasi persona di buon senso e disponibile per la sua terra. Come racconterò di seguito questa volta ad essere lasciate di stucco,immobili e attonite sono state le popolazione delle province di Caltanissetta e di Enna. Qualche sindaco alla notizia si è mosso,ma manca ancora una risposta corale per tentare di fare cambiare idea al governatore. Non sarà facile, ma non si può subire in silenzio il non inserimento delle due province nella strategia delle zone interne nella programmazione 2014-2020,ad eccezione del solo comune di Centuripe che fa parte dell’area Simeto Etna con Adrano e Biancavilla. L e aree indicate nella delibera di Giunta n.162 del 22 giugno 2015 sono: Sicani, Madonie, Nebrodi senza i comuni di Nicosia,Cerami, Troina, Calatino e con l’aggiunta di quella Simeto Etna individuata a livello nazionale come area sperimentale.

Queste aree sono state inserite nella proposta del P.O FESR come territori con particolari svantaggi sui quali si interverrà attraverso lo strumento degli investimenti territoriali integrati. Inoltre potranno accedere anche ai finanziamenti nazionali. Il governatore Crocetta, invece di guardare bene la cartina geografica,i reali bisogni delle comunità,le condizioni finanziarie in cui versano i comuni chiusi nella morsa della doppia T ( tagli e tasse) ed anche la storia per quello che hanno dato e fatto, ha cancellato ed eliminato ogni giusta aspirazione. Ignorando che negli anni ‘70 quelle zone sono state protagoniste e ideatori dello sviluppo delle zone interne con risultati da non poco conto. Idee che poi hanno camminato nel tempo in rapporto alle condizioni reali, ai bisogni e ai nuovi interventi legislativi e comunitari. La provincia di Enna,deve sapere il governatore, ha sempre dato (zolfo,sali potassici,acqua,metano) anche se spesse volte lo scambio è stato ineguale.

Se alle ineguaglianze del passato si aggiunge l’ingiustizia del presente vuole dire che c’è qualcosa che non quadra nel modo di fare e programmare di Crocetta. Se poi vorrebbe conoscere la Sicilia interiore gli suggerirei la strada che percorreva Federico II ed anche Carlo V nel suo viaggio in Sicilia, che va dalle Petralie, ai Nebrodi, all’Etna verso Messina. La strada che incrocia a Nicosia la Nord-Sud da completare nel tratto Nicosia-Leonforte-Mulinello. Il tratto che Crocetta ha scippato il finanziamento per coprire i buchi di bilancio della spesa corrente. Con il dirottamento del finanziamento e il mancato inserimento nelle zone interne bisogna parlare di un doppio scippo dovuto anche per le troppe distrazioni del ceto politico, possibilmente anche per la sfiducia che regna nelle comunità per i mancati impegni e le fughe dei giovani.


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