Post/teca Maggio 2018


Il numero 05.2018 di Post/teca (maggio 2018)


di Sergej pubblicato il 1 giugno 2018

Il nuovo devastante numero di Post/teca, la rivista antologica con il meglio/peggio del web italiano. Immancabile questo numero di oltre 1500 pagine, quasi 40 Mb di materiale - tutto gratuito e liberamente scaricabile in pdf.


Da diversi anni a questa parte il lavoro di Post/teca. Man mano che leggo un articolo o un qualche post digitale sul web, tendo a archiviarlo nel numero che si va riempendo nel corso del mese. I criteri di scelta sono i più vari: ci sono gli articoli che non finisco di leggere sul momento e che sono intenzionato a leggere più tardi; articoli e link segnalati da amici e colleghi; materiali che ritengo essere importanti, ma anche materiali su cui non sono d’accordo ma che costituiscono o possono costituire una specie di "segno dei tempi"; materiali di documentazione pura su un dato argomento. Insomma, i criteri sono diversi, la griglia è piuttosto ampia.

Tutto questo, nel corso degli anni, è diventata una specie di routine. Il vantaggio di accogliere e raccogliere tutto in un unico faldone è quello per me, innanzitutto, di non perdere materiali o link che altrimenti - segnandomi il solo URL di pagina con un segnaposto o altro strumento - difficilmente poi andrei a rileggere o su cui ritornerei. Li accumulo, sono un accumulatore seriale, una specie di psicotico dell’accumulazione. Afflitto da questa paura della perdita, con Post/teca provo a salvare materiali che so - tra qualche anno - andranno sicuramente persi: la "rete" apparentemente ti mette tutto davanti sotto il naso come una tavola imbandita, tutto lo scibile e tutte le cose scritte dall’umanità "immediatamente fruibili". In realtà non è affatto così. Dopo qualche anno le cose si perdono, la "rete" cancella. Il compito che si è posto Post/teca è quello di conservare e proteggere, per quanto è possibile - opponendo l’ostinazione della resistenza della memoria all’inesorabilità della cancellazione? Un gesto inutile, lo so - ma a volte importa il gesto. E scusate se è poco.


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