Il pallone invisibile


Palermo e Messina concludono la stagione in serie A tra gli applausi. Il Palermo arriva in Europa. Ma in Sicilia c’è anche la squadra del Siracusa che lotta per un posto in C2. Cronache da un calcio invisibile


di Tano Rizza pubblicato il 1 giugno 2005

È terminato il campionato di A. E si è concluso positivamente per le formazioni siciliane. Palermo e Messina, dopo un campionato entusiasmante, arrivano a braccetto nella classifica finale: Palermo al sesto posto e Messina subito dopo.

Per i rosanero si sono aperte le porte dell’Europa, dopo anni di calvario tra B e campionati minori, la formazione palermitana centra la qualificazione per la coppa Uefa. Un traguardo di tutto rispetto per una neopromossa. La squadra allenata da Francesco Guidolin ha condotto un campionato sopra ogni aspettativa, lottando con i grandi club e riuscendo pure a metterli in serie difficoltà. Una stagione che ha visto i palermitani sempre ai primi posti della classfica e accarezzare il sogno di un posto in Coppa Campioni,la competizione massima per i club. Si prospettava una tranquilla salvezza e si è finiti in zona Uefa. Il risultato è di tutto valore. L’unica pecca è arrivata a fine campionato con l’allontamento, non si sa fino a che punto volontario, di Guidolin dalla panchina rosanero. Ma si sa, spesso il calcio, e le squadre di calcio sono solo il giocattolino di presidenti troppo esigenti. Zamparini ha condotto il club a questi altissimi livelli e non c’è che da ringraziarlo. Ma certe scelte, proprio, non si capiscono. Palermo è in festa, e per adesso è questo il dato che ci interessa.

Discorso simile anche per il Messina, alla sua prima stagione in A dopo anni, è riuscita a condurre un tranquillo campionato trovando, alla fine, il settimo posto. L’obiettivo giallorosso era la salvezza, arrivata in tutta sicurezza. Anche i messinesi si sono presi le loro soddisfazioni. Matricola pericolosissima e temibile per tutti i club, è riuscita a farsi ben rispettare.

Messina e Palermo rappresentano un sogno che continua.

Ma facciamo un salto indietro. Andiamo a scovare il calcio invisibile ai grandi media tradizionali. Restiamo sempre in Sicilia ma con lo sguardo in direzione sud-est: troviamo il Siracusa calcio. Qualche tempo fa, negli primi anni novanta, la Sicilia del pallone era tutta inglobata in una serie: la C. Messina, Palermo, Catania, Leonzio, Siracusa e tante altre realtà minori facevano parte integrante di questa realtà. Con tanti sforzi e tanta passione Palermo e Messina sono riuscite, dopo anni, ad arrivare alla massima serie. Catania e Leonzio sono diventate un unico team: l’Atletico Catania. Sorte diversa per il Siracusa che nel 1995 fu radiato dai campionati di calcio nazionali. Causa di questa scomparsa: problemi economici e mal gestione della società, sorte che capita spesso anche ad altri affari siracusani.

Da allora, da quella brutta storia, per gli aretusei solo un lungo calvario nel limbo dei dilettanti e della serie D. Dieci anni vissuti sott’acqua e senza tante prospettive di riscatto. Adesso, dopo tanta sofferenza, i siracusani stanno lottando per la serie C2. Anzi stanno lottando per una speranza. La squadra sta disputando i play-off. La sfida è unica: approdare al calcio che conta. Per fare ciò il cammino è appena iniziato. La formula dei paly-off vede affrontarsi le squadre classificate dal secondo al quinto posto. Alla fine di questi incontri la vincente potrà sperare nel ripescaggio in C2. Nessuna promozione assicurata. Ma in questo calcio un po’ ai margini è lecito aspettarsi la rinuncia di qualche club e il conseguente ripescaggio di una formazione in C2.

Un calcio radicalmente differente da quello che siamo abituati a guardare in Tv: non ci sono presidenti e giocatori milionari, non c’è la pay-Tv, non ci sono sponsor noti, non c’è un giro d’affari pesante. Un calcio un po’ più vero, con i numeri delle maglie che vanno, dal numero uno del portiere all’11 del centravanti, e con i giocatori nati e cresciuti nella città in cui giocano. Giocatori che prendono i soldi necessari per campare. Pochi interessi economici ma, sicuramente, molta passione. Il calcio da queste parti è ancora autentico ed a misura d’uomo.

Questo è un calcio un po’ di periferia ma che, nonostante tutto, attira allo stadio un bel numero d’appasionati. Restando in Siclia, quindi, è d’obbligo tifare per il Siracusa e sperare che esca a testa alta dal calcio dilettantstico e approdi alla serie nazionale. La città ci tiene, i giocatori anche, e Girodivite andrà allo stadio.


Le foto sono di Maurizio Arceri tratte dal sito del Siracusa calcio www.siracusacalcio.it

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