“La Danza” di Henri Matisse


1909-10. Olio su tela, cm 260 x 391. Dal 1948 al Museo Ermitage di San Pietroburgo


di Orazio Leotta pubblicato il 29 ottobre 2014

Matisse trasse ispirazione per questo celebre quadro da una domenica pomeriggio trascorsa al Moulin de la Galette, rinomato locale nel quartiere parigino di Montmartre. Qui egli osservò soprattutto la “farandola”, in cui i ballerini, tenendosi per mano, correvano attraverso tutta la sala, avvolgendo come un nastro gli avventori un po’ sconcertati. 94)_La_Danza

Se questo episodio suggerì il tono concitato del soggetto, secondo gli studiosi esso è carico di ben più complessi significati: ad esempio, eliminando ogni dettaglio superfluo nella descrizione delle figure e dell’ambiente in cui sono inserite, Matisse avrebbe proiettato la scena in un tempo mitico e lontanissimo, quando i primi uomini si abbandonavano a balli sfrenati che avevano il valore di riti sacri e con cui si sanciva il trionfo della vita sulla morte.

La composizione essenziale de “La Danza” è ispirata al girotondo che compare in lontananza nella “Gioia di Vivere”, dipinto da Matisse tra il 1905 e il 1906. Ma nella tela dell’Ermitage ogni particolare superfluo è eliminato, a favore di uno schematismo intento ad esaltare soltanto il ritmo che poi è l’autentico tema del quadro. I colori sono violenti e rapiscono l’osservatore quanto la composizione: i corpi sono bruno-rossi delimitati da linee di contorno più scure, il prato è verde crudo, il cielo blu profondo.

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