No alla gara per il General Contractor


Ponte: Italia Nostra, Wwf e Legambiente chiedono la sospensione della gara per il General Contractor


di Redazione pubblicato il 4 maggio 2005

Ponte: Italia Nostra, Wwf e Legambiente chiedono la sospensione della gara per il General Contractor

Venga sospesa la gara per la scelta del General Contractor per lo Stretto di Messina. Questa la richiesta ribadita da Italia Nostra, Legambiente e Wwf e alcuni parlamentari dell’opposizione alla presentazione della relazione della Commissione del Consiglio comunale di Messina, approvata a maggioranza lo scorso 26 marzo, avvenuta oggi nel corso di una conferenza stampa a Roma.

“siamo di fronte al paradosso per cui di fronte ad un opera senza precedenti al mondo vengono richieste meno garanzie che per una qualsiasi tangenziale” dice Gaetano Benedetto del Wwf, portando come esempio le 35 prescrizioni che il Cipe ha fatto sul progetto per il ponte. Gaia Pallottino, Segretario Generale di Italia Nostra, precisa: “Stiamo parlando di un ponte che non esiste, perché ad oggi non esiste un progetto definitivo. Inoltre dobbiamo vigilare affinché non si comincino i lavori indipendentemente dalla reale possibilità di portare a termine l’opera. Sarebbe comunque uno scempio del territorio inaccettabile”. Secondo Roberto Della Seta “i recenti sviluppi dell’iter del progetto dimostrano ormai senza alcun dubbio che il ponte verrebbe pagato -direttamente o indirettamente- dallo stato e non dai fantomatici investitori privati”.

La relazione della Commissione del Consiglio comunale di Messina ha evidenziato, dati alla mano, l’assoluta inopportunità di costruire il ponte sullo stretto basandosi su alcuni punti: il sostanziale aumento dei costi previsti; l’inesattezza dei dati di precisione del progetto; le errate previsioni di incremento del traffico viario nello Stretto e quindi la non redditività economica del ponte; l’enorme danno ambientale provocato; il rischio di una massiccia infiltrazione mafiosa nei lavori. Pecoraio Scanio, Franco Giordano, Ermete Realacci, Edo Ronchi, Giuseppe Vatinno e gli altri parlamentari presenti si sono trovati d’accordo con le associazioni ambientaliste sulla necessità di un’azione ufficiale volta alla sospensione della gara per la scelta del General Contractor.

ITALIA NOSTRA - COMUNICAZIONE

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