Ponte: gli investitori fuggono, il governo persevera


Italia Nostra, nel ribadire la sua contrarietà al ponte sullo Stretto, si domanda cosa trattenga ancora il governo dal rinunciare a un progetto in cui non crede più neanche chi dovrebbe investirvi.


di Redazione pubblicato il 24 aprile 2005

Il ponte sullo Stretto non convince più neanche gli investitori. Il rappresentante del consorzio guidato dall’austriaca Strabag, Roland Jurecka, ha spiegato il ritiro della sua cordata dalla gara per il General Contractor dicendo che “il rischio legale, geologico e tecnico-finanziario è troppo alto”.

La decisione sul Gc del progetto è stata rinviata di un mese, ma lo scenario che si prospetta è, se possibile, ancor più disastroso: anche le altre due cordate rimaste in corsa perdono pezzi. Come segnalato da un articolo sul Sole 24 ore di oggi, da una cordata è uscita la francese Vinci, mentre i soci spagnoli del “pool” Astaldi sembrano vicini all’addio.

In questo caso, le ipotesi sarebbero o una gara d’appalto con una sola proposta o un accordo tra i “superstiti”. In entrambi i casi una procedura che penalizzerebbe la qualità e l’economicità di un progetto già inutile e dannoso.

Italia Nostra, nel ribadire la sua contrarietà al ponte sullo Stretto, si domanda cosa trattenga ancora il governo dal rinunciare a un progetto in cui non crede più neanche chi dovrebbe investirvi.

ITALIA NOSTRA - COMUNICAZIONE

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