Il quadro della settimana: “Re Candaule” di Jean-Leon Gerome


1859-1861
 Olio su tela,
 cm 68 x 98,
 ubicato nel Museo Pushkin di Mosca.


di Orazio Leotta pubblicato il 21 maggio 2013

Il soggetto di questo dipinto introduce lo spettatore nell’atmosfera esotica e misteriosa dell’Oriente mitico: la scena è ambientata nel palazzo di Candaule, re della Lidia, personaggio storico di cui si hanno rare notizie, ma che secondo la tradizione discendeva addirittura da Ercole. Lo scrittore greco Erodoto narra nelle “Storie” che Candaule fu 45) Re Candauleucciso da Gige, fondatore della stirpe dei Mermnadi, al quale il re, per vanità, aveva permesso di guardare sua moglie, donna d’incomparabile bellezza, mentre si spogliava per coricarsi: la regina, offesa dalla sfrontatezza del marito, ordinò a Gige di ucciderlo, e in seguito lo sposò.

Non tutti i critici identificano nello stesso modo il momento della storia di Candaule illustrato da Gerome: alcuni, infatti, sostengono che si tratti della raffigurazione dell’”adulterio virtuale” commesso da Gige. Altri propendono, invece, per cogliervi il momento immediatamente precedente l’assassinio del re: in ogni caso, il soggetto fu, per l’artista, soprattutto il pretesto per descrivere un seducente nudo femminile.

Esistono due versioni della tela: nella prima, la donna appare con il solo braccio destro alzato nell’atto di togliersi la veste, mentre nella replica conservata a Mosca entrambi gli arti sono levati, in una posa mirata a esaltare ulteriormente la tornita levigatezza delle membra.

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