La poesia della settimana: Carmen Yanez


La poetessa di questa settimana è la prova vivente del falso storico che vede la donna abbinata alla definizione "sesso debole".


di Piero Buscemi pubblicato il 17 luglio 2012

Piccola Storia

Uccelli senza nome
 nascevano dalla sua bocca,
 in alberi senza nome inciampava,
 ma l’uomo non era cieco
 né sordo
 e sentì il gracchiare,
 la nota primigenia.
 Il vento produsse la tempesta
 e cominciò la danza dei rami.
 Da lì le stagioni
 e tutto fu colore,
 la festa fino all’alba
 il suo cuore colmo
 l’ebbrezza infinita.

Così cominciò la scrittura
 il muto.

Pioveva a catinelle.
 Dalla terra sorsero gli esseri
 e parlavano per lui.

Carmen Yáñez è nata nel 1952 a Santiago del Cile. Nel 1975 scompare nelle mani della poliza politica di Pinochet. Scampata all’inferno di Villa Grimaldi (luogo di tortura della DINA), rimane in clandestinità fino a quando, nel 1981, riesce a raggiungere la Svezia. Nel 1982 pubblica la sua prima raccolta poetica Cantos del camino. Dal 1997 vive in Spagna, nelle Asturie, dove si trasferì con il marito Luis Sepúlveda : la terra delle mele da cui prende il titolo la sua ultima raccolta.

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