Il Presidente del ConSilvio


Quando il conflitto d’interessi è... disinteressato!


di Piero Buscemi pubblicato il 2 febbraio 2005

IL MIO PRESIDENTE DEL CONSILVIO

Salve, mi chiamo Antonio.

Vivo a Milano 2, in un palazzo costruito dal Presidente del Consiglio.

Lavoro a Milano, in un’azienda di cui è azionista principale il Presidente del Consiglio. Anche l’assicurazione dell’auto con cui mi reco al lavoro, è del Presidente del Consiglio, così come è del Presidente del Consiglio l’assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa.

Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale, di cui è proprietario il Presidente del Consiglio. Quando devo andare in banca, vado da quella del Presidente del Consiglio. Che è anche su Internet, e convenzionata (chissà come mai) con gli sportelli delle Poste italiane.

Al pomeriggio, esco dal lavoro e vado a far spesa in un supermercato del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio.

Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio e guardo un film prodotto e/o distribuito da una società del Presidente del Consiglio (ma questi film godranno anche di finanziamenti pubblici? Beh, se si, in qualche modo vengono e vanno dal Presidente del Consiglio...).

Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo le TV del Presidente del Consiglio, dove i film sono continuamente interrotti da spot realizzati anche dall’agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio, in un mercato dominato dalla concessionaria pubblicitaria del Presidente del Consiglio.

Soprattutto, guardo i risultati delle partite, perché faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario.

Quando non guardo le TV del Presidente del Consiglio, guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai presidenti delle camere per la prima volta entrambi in seno alla maggioranza retta dal Presidente del Consiglio, e comunque non decisi da loro come le altre volte, no: nominati leggendo su un foglietto scritto dal Presidente del Consiglio.

Allora mi stufo e vado a navigare un po’ in Internet, con il provider del Presidente del Consiglio. Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in Internet, leggo un libro, la cui casa editrice è del Presidente del Consiglio.

Naturalmente, giustamente, come in tutti i paesi democratici, anche in Italia è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che vengono poi approvate da un Parlamento dove la maggioranza è saldamente in mano al Presidente del Consiglio. Che ovviamente governa nel NOSTRO, quindi anche nel MIO, esclusivo interesse.

Per fortuna che non siamo in un regime...

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