Un sacrificio umano contro la discriminazione


Gus Van Sant attraverso "Milk" ci racconta la storia delle affermazioni dei diritti degli omosessuali nella California degli anni ’70 attraverso il sacrificio di un uomo. Mentre in Italia oggi imperversa una crisi di rappresentanza dei diritti civili.


di Fabrizio Cirnigliaro pubblicato il 6 novembre 2009

Milk è un film del 2008 , diretto da Gus Van Sant, e racconta gli ultimi 8 anni di vita di Harvey Milk, primo gay dichiarato ad ottenere una carica pubblica negli States. Milk (Sean Penn) incontra Scott (James Franco) a New York, città dove lavora come assicuratore, i due si innamorano e si trasferiscono a San Francisco, città più tollerante nei confronti degli omosessuali, dove aprono un negozio di fotografie nel quartiere Castro.

Milk inizia a darsi da fare nella comunità gay cittadina, e nel 1973 si candida per la prima volta come consigliere nelle elezioni comunali. Non riuscirà a farsi eleggere, e neanche le due volte successive. Milk non demorde, e nel 1977 si candiderà per la quarta volta, riuscendo finalmente a farsi eleggere. Sono anni caldi per le lotte ai diritti civili, il senatore John Briggsm, grazie soprattutto ad una campagna propagandistica della cantante Anita Bryant, sta promuovendo l’attuazione della “Proposition 6”, legge che permetterebbe di licenziare gli insegnanti omosessuali. Grazie soprattutto all’impegno di Milk, i californiani votarono contro l’attuazione di tale legge. A livello locale egli si scontrerà spesso con il consigliere Dan White (Josh Brolin), un ex vigile del fuoco che rappresenta i cittadini più conservatori della città. L’america bigotta. I successi dell’avversario tormentano Dan White, che una mattina entra in municipio e uccide prima il sindaco George Moscone e poi lo stesso Milk.

Il film è la cronaca di una morte annunciata, infatti si apre con le immagini di repertorio che testimonio la “persecuzione” della polizia nei confronti degli omosessuali, seguito da un servizio con cui una giornalista dà la notizia della morte del consigliere di San Francisco.

Grazie all’interpretazione di Harvey Mik, Sean Penn ha vinto il suo secondo Oscar, e con un Oscar è stata premiata anche la sceneggiatura di Dustin Lance Black. Straordinarie le interpretazioni di Emilie Hirsch, quasi irriconoscibile, e Josh Brolin. Il regista aveva già provato in passato a realizzare un film su quest’icona della politica americana. In molti a San Francisco hanno accettato di partecipare alle riprese del film senza percepire nessun compenso. Milk infatti è un ancora oggi un modello per molti giovani e attivisti politici. Il giorno della sua morte un corteo spontaneo attraversò la città con una fiaccolata, più di tremila persone vi parteciparono. Il processo nei confronti di Dan White ha suscitato molte polemiche, soprattutto perché fu condannato a soli sette anni di carcere per omicidio colposo, e non premeditato, con l’attenuante dell’infermità mentale. Gli avvocati della difesa si appellarono ad una tesi psichiatrica per cui l’eccessivo consumo di “junk-food” (cibo spazzatura) dimostrava lo stato di depressione in cui si trovava l’imputato, dato che era una persona dedita al culto della forma fisica. Questa linea difensiva entrò nella storia con il nome di “Twinkie defense”. La lotta per i diritti Gay è continuata negli anni successivi, ma il clima nei confronti degli omosessuali non sembra migliorare.

Purtroppo il tema dell’omosessualità è sempre attuale. I movimenti dei diritti gay hanno apertamente appoggiato la candidatura di Obama, il quale, fresco di Nobel per la pace, ha deciso di abolire la politica del “Don’t ask, don’t Tell” (non chiedere non dire nulla ). Una norma introdotta da Clinton, che permetteva agli omosessuali di arruolarsi nell’esercito, perché nessuno gli avrebbe chiesto l’orientamento sessuale. Allo stesso tempo il dichiarare la propria omosessualità avrebbe significato il congedo immediato. (Difficile immaginare il presidente del consiglio che esorti gli omosessuali dell’esercito a fare outing, al limite una barzelletta...). A Roma invece si è registrato l’ennesimo caso di aggressione nei confronti di una coppia gay, al quale sono seguite le solite dichiarazione di sdegno da parte dei politici di entrambi gli schieramenti. Presto le telecamere si sposteranno per raccontarci un’altra emergenza, e quei ragazzi e quelle ragazze saranno indifesi come oggi. in Italia non c’è nessuno che rappresenti e difenda i diritti del “movimento” gay, e chi c’era si è prima smarrita in un’isola sperduta, per poi farsi ammaliare e conquistare definitivamente dai riflettori dello show business. Cosi come non c’è nessuno che rappresenti i movimenti dei precari e di coloro che immaginavano un modo diverso possibile. In passato c’è stato qualche candidato, ma il movimento non è mai stato candidato, c’è una differenza.

Io non sono un candidato, io sono parte di un movimento. Il movimento è candidato, c’è una differenza Harvey Milk

Io chiedo questo. Che se dovesse esserci un omicidio, in 5, in 10, in 100, in 1000 siano a levarsi in piedi. Se una pallottola mi trapasserà il cervello, che serva a distruggere ogni muro dietro cui ci nascondiamo. Io chiedo che il movimento continui, perché non è questione di guadagno personale, non è questione di individualismo, e non è questione di potere. E’ questione di noi la fuori, e non solo i gay, ma i neri e gli asiatici e gli anziani, i disabili. I noi. Senza la speranza i noi si arrendono. So che non si può vivere solo di speranza, ma senza la speranza la vita non vale la pena di essere vissuta. E quindi tu e tu e tu e tu, dovete dar loro la speranza. Harvey Milk

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