La Macchia Umana


Un libro scritto da Philip Roth. Editore Einaudi, 386 pagine, 12 euro.


di Antonio Cavallaro pubblicato il 1 aprile 2009

Coleman Silk è un professore di lettere antiche del college di Athena, dove in passato ha anche ricoperto il ruolo di preside contribuendo ad accrescerne il prestigio e il valore. Ma a seguito di un incidente “verbale” che causa uno scandalo “pubblico” con conseguente processo morale, Silk vede compromettere quella che era la sua esistenza. È costretto al prepensionamento, perde la moglie - la cui morte Silk considera una conseguenza dello scandalo – e di conseguenza inizia uno scontro con quella comunità di cui prima era un membro ben voluto e rispettato. Col tempo comincia anche una relazione con Faunya Farley, bidella semi-analfabeta del college con alle spalle un doloroso passato, segnato una volta per tutte dalla tragica morte dei due figlioletti avuti dal matrimonio con uno psicotico e violento reduce del Vietnam. Ma Coleman Silk custodisce anche un incredibile segreto, un segreto che si porta dietro da una intera vita.

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Autore contemporaneo fra i più importanti e non solo nell’ambito della letteratura d’oltreoceano, Philip Roth ne “La Macchia Umana” continua l’esplorazione e l’analisi della società moderna e l’impatto che produce sull’individuo. Attraverso il suo alter-ego e voce narrante, lo scrittore di successo malato di prostrata Nathan Zuckerman, Roth punta ancora una volta la sua attenzione fra le contraddizioni e le ipocrisie di un paese “beotamente” puritano e moralista.

A fare da cornice alle vicende dell’ex preside, c’è un’America che si interroga scandalizzata sull’affaire Clinton – Lewinski, un paradossale incubo politically correct per niente strisciante, che l’autore utilizza come spia rivelatrice delle condizioni e di quelle convenzioni che incatenano la coscienza sociale delle classi culturalmente e economicamente più elevate.

E sono proprio le credenze, i costumi, i pregiudizi dell’alta borghesia americana ad essere analizzati e rivoltati, focalizzandone le contraddizioni da cui nessuno è immune, compreso lo stesso Silk e il suo segreto che si perpetua da più di cinquant’anni. Ma la vera anima di questo romanzo è rappresentata dalla rivincita che la parte più incontrollabile della vita, quella più legata alla passione, al caos, ha su quelle mendaci e fragili fondamenta su cui l’uomo moderno costruisce la propria realizzazione; quel diventare più importante dell’essere.

“La Macchia Umana” è forse il miglior romanzo di Roth. Dopo una partenza lenta, necessaria all’autore per presentare e i personaggi e gli ambienti fisici e sociali in cui si svolge la vicenda, si dipanano tutta una serie di intrecci minuziosamente analizzati nelle cause e nelle conseguenze così come accade per ciascuno dei protagonisti: dall’avvenente e determinata professoressa Roux al paranoico e disperato Les Farley. Ma su tutte, le descrizioni di due straordinarie personalità, Coleman Silk e la sua incredibile vita e Faunya Farley, una donna così tante volte sconfitta dalla vita a cui “non resta più niente per i grandi problemi della Terra”.

Già premio Pulitzer nel 1997, nonché giudicato meritorio di altri importi riconoscimenti in campo letterario, Roth è terzo scrittore vivente a ricevere il prestigiosissimo onore di avere pubblicata in forma completa e definitiva l’intera propria opera dalla Library of America.

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