Toh, un new "new deal"


C’è ancora nebbia fitta nell’aria che non lascia scorgere con nitidezza l’efficacia delle azioni, dei fatti, delle soluzioni proposte per contrastare la crisi economica.


di mauro artibani pubblicato il 1 aprile 2009

Stimoli fiscali e monetari, disponibilità di credito vanno per la maggiore; misure insomma che facciano aumentare la spesa dei Consumatori. Perché sgravi fiscali? Buon dio, per aumentare il reddito disponibile, cos’altro sennò? Con quell’ incentivo finanzio il reddito e, da buon consumatore-contribuente, consumo.

Perché stimoli monetari? Semplice: per integrare il reddito a sostegno dell’espansione della domanda.

Perché maggiore disponibilità di credito? Per mettere pezze al debito, continuando a fare debito. Ma che cacchio di soluzioni sono queste: coperte corte che lasciano i piedi al freddo.

Se torna a crescere l’inflazione, cresce il costo del denaro da restituire; con la deflazione cresce, invece, il valore di quel denaro. Brrrrrrr! Se il debito pubblico si fa insostenibile, verremo richiamati all’ordine contributivo. Brrrrrrr!

Se tutto questo accade, chi metterà le pezze? Ma come chi, i Consumatori, chi altri sennò? Un new “new deal” dei Consumatori. Buono per chi investe, chi produce, chi lavora, chi commercia; pure per gli esattori, insomma per tutti. Essipperchè se i Consumatori consumeranno ci sarà chi investirà per produrre, ci sarà chi vorrà produrre, ci sarà bisogno di lavoro per produrre e chi vorrà commerciare quel prodotto; rimpingueremo pure le casse erariali, anche gli altri dovranno farlo!

Per sostenere questo ruolo salvifico, occorre andare oltre il debito. Occorre denaro, reddito, piccioli, cash per compensare il valore produttivo delle azioni messe in campo, per retribuire quel Lavoro di Consumo; per garantirne la continuità, al riparo da rovesci congiunturali. Chi altri potrà fare di più e meglio?

Dare ai Consumatori quel che è stato fin qui dei Cesari, questo quel che occorre. Potrà Cesare sottrarsi?

Mauro Artibani

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