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	<title>Girodivite - Segnali dalle citta' invisibili</title>
	<link>https://www.girodivite.it/</link>
	<description>News e informazioni dalle citt&#224; invisibili. Spazi liberi e autogestiti. Dal 1994 sul web.</description>
	<language>it</language>
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	<item>
		<title>E nel frattempo c'&#232; chi si ritocca i vitalizi...</title>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>

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		<description>Ancora ingiustizia, privilegi e discriminazioni

-
&lt;a href="https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/-Flash-.html" rel="directory"&gt;Flash&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La rivalutazione dei vitalizi degli ex deputati per recuperare l'inflazione degli anni passati, ai sensi della delibera 14/2018, non fa giustizia bens&#236; crea nuovi privilegi e nuove discriminazioni. Il costo di questa misura per la Camera sar&#224; superiore - sia in termini di arretrati 2021-26, sia in termini di spesa corrente per gli assegni rivalutati - al riconoscimento del vitalizio pieno alla met&#224; circa di ex deputati (un migliaio) che sono rimasti i soli a pagare con un taglio del loro assegno (fino al 50%) la demagogica operazione spacciata come &#8220;taglio dei vitalizi&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Tutti gli ex senatori hanno infatti recuperato il vitalizio intero dall'ottobre del 2022 e la met&#224; degli ex deputati non ha mai subito alcun taglio per le correzioni della delibera originaria ordinate in sede giurisdizionale. Questo a dispetto del M5St che continua a vantare il taglio dei vitalizi: &#8220;i&#8221; vitalizi non sono mai stati tagliati, come dicono i 5St. Sono stati tagliati infatti soltanto i vitalizi della met&#224; degli ex deputati, pari a un terzo dell'intera platea di ex parlamentari interessati dalle delibere Camera 14/2018 e Senato 6/2018.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ora mentre al Senato i tagli sono stati aboliti per intero e mentre i 5St si vantano di avere eliminato, a partire dal 2027, la norma della delibera, di cui vanno tanto fieri, che prevede il recupero dell'inflazione per gli assegni degli ex deputati, la Camera dovr&#224; provvedere a rivalutare gli assegni di tutti gli ex deputati e a versare loro gli arretrati, spendendo cos&#236; molto di pi&#249; di quanto sarebbe costato alla Camera dichiarare decaduta la delibera 14/2018 come ha gi&#224; fatto il Senato con la delibera gemella 6/2018 (si veda tabella allegata).&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La rivalutazione peraltro non far&#224; giustizia, ma creer&#224; invece nuovi privilegi e nuove discriminazioni tra ex deputati e tra ex deputati ed ex senatori. Il motivo &#232; semplice: consideriamo pari a 100 i vitalizi interi (di cui gi&#224; gode la met&#224; degli ex deputati) e a scalare da 90 a 50 i vitalizi tagliati (che interessa l'altra met&#224; di ex deputati) e consideriamo pari al 20% la rivalutazione a cui ogni titolare di assegno avr&#224; diritto per recuperare il tasso di inflazione accumulato tra il 2021 e il 2026 e vedremo che nella platea degli ex-deputati si creer&#224; questa situazione:&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;1.	chi ha 100 avr&#224; 120 - premium+&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;2.	chi ha 90 avr&#224; 108 - premium&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;3.	chi ha 80 avr&#224; 96 - quasi pari&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;4.	chi ha 70 avr&#224; 84 - meno&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;5.	chi ha 60 avr&#224; 72 - meno meno&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;6.	chi ha 50 avr&#224; 62 - meno meno +&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Un vero capolavoro di creazione di discriminazioni e privilegi: complimenti.&lt;/p&gt; &lt;hr class=&quot;spip&quot; /&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Riceviamo e pubblichiamo.&lt;/p&gt; &lt;hr class=&quot;spip&quot; /&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>



	<item>
		<title>Cani</title>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Alberto Giovanni Biuso</dc:creator>

<category domain="https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/-L-ombra-d-Argo-di-Alberto-G-Biuso-.html">L'ombra d'Argo, di Alberto G. Biuso</category>


		<description>&quot;Cane che abbaia non morde&quot;, di Bong Joon-ho

-
&lt;a href="https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/-L-ombra-d-Argo-di-Alberto-G-Biuso-.html" rel="directory"&gt;L'ombra d'Argo, di Alberto G. Biuso&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/IMG/arton41062.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;146&quot; height=&quot;79&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;i class=&quot;spip&quot;&gt; &lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Cane che abbaia non morde&lt;/strong&gt; &lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;(&lt;i class=&quot;spip&quot;&gt;Barking Dogs Never Bite&lt;/i&gt;)&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;di &lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Bong Joon-ho&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Corea del Sud, 2000&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Con: Sung-jae Lee (Yun-ju), Bae Doona (Hyun-nam)&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Dentro il condominio di una citt&#224; coreana abitano personaggi falliti: una ragazza che arriva sempre in ritardo al lavoro; la sua amica che gestisce un negozio dove non entra mai nessuno; un barbone rintanato nelle cantine; un portinaio che mangia cani in segreto; una signora e una bambina alle quali i cani spariscono. E soprattutto un ricercatore universitario dalla carriera bloccata perch&#233; non ha i soldi necessari a corrompere il preside. Anche per questo viene dominato dalla moglie incinta e tiranna, la quale un giorno porta a casa un cane.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Vivono tutti un livello esistenziale ed etico ai limiti del vuoto, dentro il quale l'unica via d'uscita sembra il partecipare a un concorso per diventare personaggi televisivi. Vuoto che si coniuga a una descrizione satirica ed efficace del profondo classismo della societ&#224; sudcoreana, la quale &#232; uno dei grandi avamposti tecnologici e politici dell'occidente.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;L'opera prima di &lt;a href=&quot;https://www.girodivite.it/Metafore-comuniste.html&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;Bong Joon-ho&lt;/a&gt; disegna un'umanit&#224; priva di intelligenza e di luce, un'umanit&#224; quindi realistica anche se grottesca. Per la pi&#249; parte del tempo i personaggi stanno in orizzontale o seduti. Dormono, mangiano, oppure - al contrario - corrono fuggendo. Le inquadrature sono sempre ristrette, come &#232; la loro mente, l'orizzonte, i pensieri. I cani - amati, coccolati, uccisi, mangiati - costituiscono lo specchio infranto dell'umano, come accade con precisione nella scena finale nella quale le due amiche passeggiano, si girano, si rivolgono alla cinepresa, utilizzano uno specchietto retrovisore che hanno rubato e con questo abbagliano lo spettatore.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.biuso.eu&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;www.biuso.eu&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>



	<item>
		<title>A Navi Pillay un Nobel per la Pace</title>
		<link>https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/A-Navi-Pillay-un-Nobel-per-la-Pace.html</link>
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		<dc:date>2026-10-10T07:10:52Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>

<category domain="https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/-Flash-.html">Flash</category>


		<description>Un articolo di PagineEsteri.

-
&lt;a href="https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/-Flash-.html" rel="directory"&gt;Flash&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;A Navi Pillay un Nobel per la Pace contro apartheid e genocidio&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;i class=&quot;spip&quot;&gt;Il comitato di Oslo ha affermato che la giurista sudafricana ha svolto un ruolo determinante nel garantire che i crimini di guerra, i crimini contro l'umanit&#224; e il genocidio vengano perseguiti&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il Comitato norvegese per il Premio Nobel ha assegnato quest'anno il Premio Nobel per la Pace 2026 alla sudafricana Navanethem Pillay, nota come &#8220;Navi&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;L'annuncio odierno del comitato ha spiegato che il riconoscimento &#232; stato assegnato alla giurista sudafricana per il suo lavoro di promozione della pace e del diritto internazionale.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il comitato di Oslo ha affermato in una dichiarazione che Pillay, ex Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha svolto un ruolo determinante nel garantire che i crimini di guerra, i crimini contro l'umanit&#224; e il genocidio vengano perseguiti.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#171;In un momento di sfide esistenziali &#8211; tra cui un numero di guerre e conflitti senza precedenti da molto tempo &#8211; il diritto internazionale non &#232; pi&#249; solo un complemento alla pace e alla sicurezza. &#200; una necessit&#224; assoluta&#187;, si legge nella dichiarazione che poi prosegue: &#171;L'impegno di Navi Pillay a favore dei principi giuridici universali e la sua salda bussola morale sono stati una costante nella sua lunga carriera. Un filo conduttore collega il suo lavoro iniziale in difesa di Nelson Mandela e di altri che si sono opposti all'apartheid al suo ruolo di giudice in alcuni dei pi&#249; importanti casi giudiziari internazionali del nostro tempo&#187;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il presidente della commissione, Jorgen Watne Frydnes, ha affermato che il sistema del diritto internazionale &#232; &#171;sottoposto a una pressione enorme&#187; e le sue istituzioni sono &#171;sotto attacco&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Di origini tamil indiane, e per questo sottoposta a pesanti discriminazioni nel Sudafrica dell'apartheid, la 85enne Pillay &#232; stata la prima donna ad avviare uno studio legale nella provincia del Natal, nel 1967, quando essendo &#8220;di colore&#8221; non poteva neanche presentarsi davanti ad un giudice.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#200; stata avvocata difensore di Nelson Mandela, a sua volta insignito del premio Nobel per la pace, e di altri attivisti anti-apartheid, ed &#232; stata la prima donna di colore a far parte dell'Alta Corte del Sudafrica, nominata proprio dal leader dell'African National Congress dopo la sua scarcerazione e la sua elezione alla presidenza.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;In seguito ha fatto parte del Tribunale penale internazionale per il Ruanda e della Corte penale internazionale, ed &#232; stata responsabile per i diritti umani presso le Nazioni Unite.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La commissione di Oslo ha sottolineato il suo ruolo, durante il suo incarico presso il tribunale per il Ruanda, nell'aver stabilito che lo stupro e la violenza sessuale possono costituire crimini contro l'umanit&#224; e genocidio.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Pillay ha presieduto la Commissione internazionale indipendente d'inchiesta delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, che lo scorso anno ha concluso che Israele ha commesso un genocidio a Gaza. Nel settembre del 2025, presentando il rapporto della Commissione a Ginevra, Pillay spieg&#242;: &#171;La Commissione ha concluso che Israele ha commesso genocidio contro il popolo palestinese a Gaza e che continua a commetterlo&#187;. &#171;La comunit&#224; internazionale non pu&#242; rimanere in silenzio di fronte alla campagna genocida di Israele contro il popolo palestinese a Gaza&#187;, disse. &#171;Quando emergono chiari segni e prove di genocidio, non agire per porvi fine equivale a complicit&#224;&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Nello stabilire l'intento genocidiario di Israele, la commissione si &#232; basata su due elementi: le dichiarazioni delle autorit&#224; israeliane e il &#8220;modello di condotta&#8221; delle forze armate dello &#8220;stato ebraico&#8221;. Il rapporto ha indicato che Israele aveva commesso quattro dei cinque &#8220;atti genocidari&#8221; definiti dalla apposita Convenzione del 1948. Ha inoltre sostenuto che il premier Benjamin Netanyahu, il presidente Isaac Herzog e l'ex ministro della Difesa Yoav Gallant avrebbero incitato le forze armate, le istituzioni e i cittadini alla commissione di genocidio.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Pillay attualmente fa parte della sezione della Corte Internazionale di Giustizia incaricata del caso in cui il Myanmar &#232; accusato di genocidio contro i Rohingya.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ashok Swain, ricercatore presso l'Universit&#224; di Uppsala in Svezia, ha affermato che, sebbene il premio non porter&#224; a cambiamenti concreti sul campo, il messaggio che il riconoscimento veicola a Pillay &#232; fondamentale nel contesto attuale. &#171;Il diritto internazionale&#8230; non &#232; mai stato perfetto, ma almeno alcune regole esistevano. Ora &#232; diventato un caos totale e ognuno lo interpreta a modo suo&#187;, ha dichiarato ad Al Jazeera. &#171;Non si vedevano cos&#236; tanti conflitti nel mondo da mezzo secolo&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Quando &#232; stata informata della concessione del Nobel, Pillay &#8211; che si trovava ad una riunione di giuristi presso la sede che dopo la Seconda Guerra Mondiale ospit&#242; il Tribunale di Norimberga, incaricato di giudicare i crimini commessi dal regime nazista tedesco &#8211; ha affermato di aver pensato inizialmente che si trattasse di uno scherzo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#171;L'ultima cosa che ho fatto &#232; stata la consegna del rapporto su Gaza, in cui definivo ci&#242; che stava accadendo l&#236; come un genocidio&#187;, ha continuato. &#171;Una delle reazioni principali a quel rapporto &#232; stata quella di rendermi omaggio per il mio coraggio. E potete immaginare quanto fossi sorpresa. Perch&#233; mai ci vorrebbe coraggio per dire la verit&#224;?&#187;
Pillay ha scherzato dicendo che avrebbe potuto condividere il premio con il presidente statunitense. &#171;Se applaudite pi&#249; forte, potrei condividere questo premio con Trump&#187;, ha detto in un video pubblicato sui social media dal segretario generale di Amnesty International, che mostrava Pillay mentre veniva applaudita dopo l'annuncio del premio.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il Nobel, del valore di 12 milioni di corone svedesi (1,2 milioni di dollari), sar&#224; consegnato a Oslo il 10 dicembre, in occasione dell'anniversario della morte dell'industriale svedese Alfred Nobel, che istitu&#236; il riconoscimento nel suo testamento del 1895.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il comitato per il Premio Nobel per la Pace ha ricevuto candidature per altre 286 persone o organizzazioni. Tra i candidati figuravano anche la Stazione Spaziale Internazionale, le squadre di soccorso in Sudan, gli attivisti per i diritti dei bambini in Ucraina e due importanti corti internazionali.&lt;/p&gt; &lt;hr class=&quot;spip&quot; /&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Questo articolo &#232; stato diffuso sa &lt;a href=&quot;https://pagineesteri.it/2026/10/09/mondo/a-navi-pillay-un-nobel-per-la-pace-contro-apartheid-e-genocidio/&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;PagineEsteri&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;hr class=&quot;spip&quot; /&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>



	<item>
		<title>Gramsci ha studiato per anni / di Giovanna Marini</title>
		<link>https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/Gramsci-ha-studiato-per-anni-di.html</link>
		<guid isPermaLink="true">https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/Gramsci-ha-studiato-per-anni-di.html</guid>
		<dc:date>2026-10-10T06:23:18Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione Antenati</dc:creator>

<category domain="https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/-Antenati-testi-Biblioteca-europea-.html">Antenati: testi. Biblioteca europea</category>


		<description>Gramsci &#232; morto in prigione &lt;br /&gt;per anni lui ha studiato &lt;br /&gt;o quanti anni noi &lt;br /&gt;su lui abbiamo campato &lt;br /&gt;o quanti anni noi &lt;br /&gt;di lui ci siam nutriti. &lt;br /&gt;Si affretti chi l'ha capito &lt;br /&gt;a mettersi a studiare &lt;br /&gt;ci vuole un pensiero nuovo &lt;br /&gt;coraggio di inventare &lt;br /&gt;senn&#242; il nemico potente &lt;br /&gt;non si far&#224; fermare. &lt;br /&gt;I tranquilli signori &lt;br /&gt;ce ne hanno dati tanti &lt;br /&gt;di segni premonitori &lt;br /&gt;ma noi tiriamo avanti &lt;br /&gt;si affretti chi l'ha capito &lt;br /&gt;prima che sia troppo tardi. &lt;br /&gt;Un grazie a Elena Baffoni, (...)


-
&lt;a href="https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/-Antenati-testi-Biblioteca-europea-.html" rel="directory"&gt;Antenati: testi. Biblioteca europea&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Gramsci &#232; morto in prigione &lt;br /&gt;
per anni lui ha studiato &lt;br /&gt;
o quanti anni noi &lt;br /&gt;
su lui abbiamo campato &lt;br /&gt;
o quanti anni noi &lt;br /&gt;
di lui ci siam nutriti.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Si affretti chi l'ha capito &lt;br /&gt;
a mettersi a studiare &lt;br /&gt;
ci vuole un pensiero nuovo &lt;br /&gt;
coraggio di inventare &lt;br /&gt;
senn&#242; il nemico potente &lt;br /&gt;
non si far&#224; fermare.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;I tranquilli signori &lt;br /&gt;
ce ne hanno dati tanti &lt;br /&gt;
di segni premonitori &lt;br /&gt;
ma noi tiriamo avanti &lt;br /&gt;
si affretti chi l'ha capito &lt;br /&gt;
prima che sia troppo tardi.&lt;/p&gt; &lt;hr class=&quot;spip&quot; /&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Un grazie a Elena Baffoni, &lt;a href=&quot;https://www.strisciarossa.it/gramsci-ha-studiato-per-anni/&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;Striscia rossa&lt;/a&gt; per la citazione/estratto. &lt;i class=&quot;spip&quot;&gt;Gramsci &#232; morto in prigione&lt;/i&gt; costituisce il finale de &quot;LA VIVAZIONE&quot; cantata scritta da Giovanna Marini nel 1969. Riportiamo di seguito il testo completo:&lt;/p&gt; &lt;hr class=&quot;spip&quot; /&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Gramsci &#232; morto in prigione &lt;br /&gt;
per anni lui ha studiato &lt;br /&gt;
o quanti anni noi &lt;br /&gt;
su lui abbiamo campato &lt;br /&gt;
o quanti anni noi &lt;br /&gt;
di lui ci siam nutriti.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Si affretti chi l'ha capito &lt;br /&gt;
a mettersi a studiare &lt;br /&gt;
ci vuole un pensiero nuovo &lt;br /&gt;
il coraggio di inventare &lt;br /&gt;
senn&#242; il nemico potente &lt;br /&gt;
non si far&#224; fermare.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il nemico &#232; cambiato &lt;br /&gt;
rischiamo di diventare &lt;br /&gt;
il suo migliore alleato &lt;br /&gt;
se non si studia per questo &lt;br /&gt;
la strategia adeguata &lt;br /&gt;
presto!&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Si affretti chi l'ha capito &lt;br /&gt;
non perda un momento &lt;br /&gt;
si &#232; tanto accumulato &lt;br /&gt;
e ora sta per scoppiare &lt;br /&gt;
ce n'&#232; di gente pronta &lt;br /&gt;
a lottare!&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;E' questa gente qui &lt;br /&gt;
che rischia quotidianamente &lt;br /&gt;
di trovare l'ufficio &lt;br /&gt;
fabbrica o cantiere &lt;br /&gt;
un giorno chiusi per loro &lt;br /&gt;
per sempre!&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ammazzano i dimostranti &lt;br /&gt;
poi visitano i congiunti &lt;br /&gt;
schiacciano con un piede &lt;br /&gt;
decidono comodamente &lt;br /&gt;
della vita della gente&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Certi li fanno morire &lt;br /&gt;
altri a loro piacere &lt;br /&gt;
li mettono nelle case &lt;br /&gt;
li fanno lavorare &lt;br /&gt;
e gli hanno tolto per sempre &lt;br /&gt;
il lusso di pensare.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Telefoni controllati &lt;br /&gt;
morti e imprigionati &lt;br /&gt;
tentano il colpo di Stato &lt;br /&gt;
ma che altro devono fare &lt;br /&gt;
per farcelo capire &lt;br /&gt;
che stiamo per precipitare &lt;br /&gt;
i tranquilli signori.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Gramsci &#232; morto in prigione &lt;br /&gt;
per anni lui ha studiato &lt;br /&gt;
o quanti anni noi &lt;br /&gt;
su lui abbiamo campato &lt;br /&gt;
o quanti anni noi &lt;br /&gt;
di lui ci siam nutriti.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ce ne hanno dati tanti &lt;br /&gt;
di segni premonitori &lt;br /&gt;
ma noi tiriamo avanti &lt;br /&gt;
si affretti chi l'ha capito &lt;br /&gt;
prima che sia troppo tardi &lt;br /&gt;
prima che sia troppo tardi &lt;br /&gt;
prima che sia troppo tardi.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Fonte: &lt;a href=&quot;https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&amp;id=53210&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;Canzoni contro la guerra&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;hr class=&quot;spip&quot; /&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>



	<item>
		<title>Verso il Forum sul divieto nucleare promosso dall'ICAN</title>
		<link>https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/Verso-il-Forum-sul-divieto.html</link>
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		<dc:date>2026-10-10T06:17:40Z</dc:date>
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		<dc:creator>Laura Tussi</dc:creator>

<category domain="https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/-Segnali-di-pace-.html">Segnali di pace</category>


		<description>Il tempo sospeso della minaccia globale.

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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/IMG/arton41058.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;150&quot; height=&quot;98&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il 29 novembre 2026, la citt&#224; di New York si accinge a ospitare il Forum sul divieto nucleare promosso dall'ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons), un appuntamento che assume i contorni di un appello civile e morale in vista della prima Conferenza di revisione del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW).&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Questo snodo storico non rappresenta un mero esercizio diplomatico o una riunione accademica per addetti ai lavori, ma l'urgenza di fronteggiare quella che il filosofo G&#252;nther Anders definiva &#8220;l'obsolescenza dell'uomo&#8221; di fronte alla minaccia atomica. Viviamo in un paradosso tecnologico e politico profondo, in cui la sopravvivenza dell'intera specie umana &#232; affidata a un equilibrio fragile quanto cinico, basato sulla dottrina della deterrenza e sulla tacita promessa di una distruzione reciproca assicurata.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La posta in gioco non riguarda semplicemente la stabilit&#224; geopolitica transitoria, ma la sopravvivenza stessa della biosfera e della civilt&#224; umana. L'appuntamento di New York si inserisce in un momento storico di straordinaria gravit&#224;, in cui il silenzio dei governi e l'indifferenza dell'opinione pubblica rischiano di trasformarsi in una complicit&#224; passiva rispetto al pi&#249; grande pericolo autoinflitto della storia moderna.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;La regressione geopolitica e l'illusione della deterrenza&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Per decenni, la retorica della Guerra Fredda ha normalizzato la presenza di arsenali capaci di cancellare la civilt&#224; umana decine di volte. Si &#232; fatto credere che la pace potesse reggersi sul terrore, instaurando un sistema in cui la minaccia dello sterminio di massa costituiva la massima garanzia di stabilit&#224;. Oggi, nel pieno del ventunesimo secolo, assistiamo a una pericolosa regressione che rende quell'equilibrio ancora pi&#249; instabile. La modernizzazione degli armamenti strategici da parte delle grandi potenze, la retorica muscolare basata sull'uso potenziale dell'arma atomica e l'erosione sistematica dei trattati di controllo degli armamenti e di non proliferazione hanno riportato le lancette dell'Orologio dell'Apocalisse a pochi secondi dalla mezzanotte.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il rischio di un'escalation nucleare, sia essa deliberata o frutto di un tragico errore di calcolo, di un fraintendimento diplomatico o di un malfunzionamento tecnologico nei sistemi di allerta precoce, non &#232; un'ipotesi accademica remota. &#200; una eventualit&#224; quotidiana che grava silenziosamente sulle nostre teste. Ogni giorno in cui gli arsenali rimangono operativi rappresenta una scommessa contro la statistica e la storia: prima o poi, la probabilit&#224; di un incidente catastrofico, in un sistema complesso e imperfetto gestito da esseri umani fallibili, tende inevitabilmente a verificarsi.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Il TPNW: dalla consuetudine della paura alla Legalit&#224; Internazionale&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;In questo scenario di profonda inerzia istituzionale e di cinismo geopolitico, il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW), entrato in vigore nel 2021 grazie alla straordinaria mobilitazione globale coordinata dall'ICAN, Premio Nobel per la Pace per il disarmo nucleare universale, si erge a baluardo giuridico ed etico di inestimabile valore. Per la prima volta nella storia del diritto internazionale, le armi nucleari non sono solo considerate moralmente riprovevoli, ma esplicitamente illegali alla stregua delle armi chimiche, biologiche e delle mine antipersona.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il TPNW smaschera radicalmente la grande illusione della deterrenza, dimostrando che la sicurezza internazionale non pu&#242; e non deve fondarsi sulla minaccia di sterminio di milioni di innocenti e sulla devastazione irreversibile del pianeta. Esso sposta l'asse della discussione dalla forza militare alla tutela dei diritti umani, del diritto internazionale umanitario e dell'ambiente. Tuttavia, il trattato da solo non basta se manca la volont&#224; politica degli Stati dotati di armi nucleari e dei loro alleati, spesso intrappolati in logiche di potenza anacronistiche e miopi che rifiutano di ratificarlo o anche solo di prenderlo in considerazione.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;La Responsabilit&#224; della Societ&#224; Civile e l'Imperativo dell'Abolizione&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#200; proprio in questo scarto tra la legge internazionale e la resistenza dei governi che risiede la forza dirompente della societ&#224; civile, degli attivisti, dei ricercatori e delle reti internazionali che si riuniscono a New York. La denuncia del pericolo nucleare non pu&#242; essere delegata esclusivamente a diplomatici e strateghi militari; essa costituisce un dovere democratico universale e ineludibile.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Invertire la rotta significa rigettare il fatalismo della catastrofe e pretendere una radicale trasformazione culturale e politica: smantellare l'egemonia della paura per affermare l'abolizione nucleare come l'unico obiettivo eticamente ammissibile per il futuro dell'umanit&#224;. Il Forum sul divieto nucleare dell'ICAN non rappresenta soltanto un momento di riflessione, ma un richiamo solenne alla responsabilit&#224; collettiva. Il futuro della Terra non pu&#242; continuare a essere ostaggio di ordigni di morte e di logiche di potenza destinate inevitabilmente al collasso. Al baratro di morte.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>



	<item>
		<title>Educare alla memoria atomica: la scuola contro l'incivilt&#224; nucleare</title>
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		<dc:creator>Laura Tussi</dc:creator>

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		<description>Di fronte alla minaccia delle armi nucleari, alle conseguenze dei disastri tecnologici e alla rinnovata corsa agli armamenti, la scuola &#232; chiamata a un compito che non pu&#242; pi&#249; essere eluso.

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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/IMG/arton41057.png&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;150&quot; height=&quot;59&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Di fronte alla minaccia delle armi nucleari, alle conseguenze dei disastri tecnologici e alla rinnovata corsa agli armamenti, la scuola &#232; chiamata a un compito che non pu&#242; pi&#249; essere eluso: formare coscienze critiche, capaci di collegare la conoscenza scientifica alla responsabilit&#224; etica, la memoria storica alla difesa della vita e l'educazione alla costruzione della pace. Hiroshima, Nagasaki, Chernobyl e Fukushima non sono soltanto pagine del passato, ma moniti che interpellano il presente e il futuro dell'umanit&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La scuola contemporanea si trova ad affrontare un cortocircuito storico e culturale senza precedenti, stretta tra l'accelerazione incontrollata del progresso tecnologico e il progressivo indebolimento della coscienza critica. Tra i compiti educativi pi&#249; urgenti, ma ancora troppo spesso trascurati, vi &#232; la trasmissione della memoria di eventi che non appartengono a un passato definitivamente concluso, bens&#236; continuano a proiettare ombre minacciose sul presente e sul futuro dell'umanit&#224;. Hiroshima e Nagasaki, i test nucleari atmosferici e sotterranei condotti nel corso del Novecento, le catastrofi tecnologiche di Chernobyl e Fukushima compongono, insieme, la storia di quella che possiamo definire senza esitazioni l'incivilt&#224; atomica.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ridurre il nucleare a una semplice voce nei manuali di storia o a un capitolo specialistico dei programmi di fisica significa impoverire il senso stesso della conoscenza. Educare le nuove generazioni alla comprensione critica del fenomeno nucleare richiede un'indagine capace di intrecciare storia, scienza, etica, filosofia politica e questione ecologica. Significa interrogarsi sulle responsabilit&#224; individuali e collettive, denunciare le rimozioni che accompagnano lo sviluppo tecnologico e mettere in discussione l'idea che ogni conquista scientifica rappresenti, di per s&#233;, un progresso per la societ&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il problema fondamentale riguarda proprio il rapporto, sempre pi&#249; conflittuale, tra potenza tecnica e responsabilit&#224; umana. Quando la capacit&#224; di trasformare il mondo supera la consapevolezza delle conseguenze, il progresso rischia di convertirsi nel suo contrario: uno strumento di dominio, devastazione e autodistruzione.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Hiroshima e Nagasaki: la frattura della storia&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Dal punto di vista storico e morale, l'avvento dell'era atomica ha segnato una cesura profonda nella vicenda umana. Il 6 agosto 1945, con il bombardamento nucleare di Hiroshima, e il 9 agosto, con quello di Nagasaki, l'umanit&#224; ha sperimentato concretamente una capacit&#224; distruttiva senza precedenti, in grado di colpire indiscriminatamente le popolazioni civili, devastare intere citt&#224; e produrre conseguenze sanitarie e ambientali destinate a protrarsi nel tempo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Non si &#232; trattato soltanto di un salto tecnologico nella storia della guerra. Si &#232; affermata una nuova concezione della sicurezza internazionale, nella quale la possibilit&#224; di infliggere una distruzione catastrofica all'avversario &#232; stata progressivamente presentata come garanzia di equilibrio. La dottrina della deterrenza nucleare ha fatto della minaccia di annientamento uno strumento permanente delle relazioni tra potenze, trasformando la sopravvivenza collettiva in una posta affidata a equilibri strategici instabili e a decisioni politiche e militari.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Durante la Guerra fredda, il pianeta &#232; diventato un immenso laboratorio di sperimentazione nucleare. Test sono stati condotti in atolli, deserti e territori abitati, spesso a spese di comunit&#224; indigene e popolazioni esposte alle ricadute radioattive. Gli effetti sanitari, sociali e ambientali di queste attivit&#224; hanno segnato intere generazioni, mentre le ragioni della sicurezza nazionale e della supremazia tecnologica venivano invocate per giustificare rischi imposti a persone che non avevano alcun potere sulle decisioni.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La fine della contrapposizione bipolare non ha cancellato questa eredit&#224;. Gli arsenali nucleari continuano a rappresentare una minaccia per l'intera umanit&#224; e la modernizzazione degli armamenti, insieme alle tensioni tra le grandi potenze, rende ancora pi&#249; urgente una riflessione sulla fragilit&#224; della pace e sulla necessit&#224; del disarmo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Chernobyl e Fukushima: i limiti della potenza tecnologica&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La storia del nucleare non coincide esclusivamente con quella delle armi. Anche il suo impiego civile ed energetico impone interrogativi fondamentali sulla sicurezza, sulla responsabilit&#224; politica e sulla gestione del rischio.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Chernobyl, nel 1986, e Fukushima, nel 2011, hanno mostrato quanto possano essere profonde e durature le conseguenze di un incidente nucleare. Pur verificatisi in contesti differenti e per cause diverse, entrambi i disastri hanno messo in evidenza la vulnerabilit&#224; dei sistemi tecnologici complessi, il peso delle scelte organizzative e istituzionali e la difficolt&#224; di governare emergenze capaci di oltrepassare i confini amministrativi e nazionali.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Non basta attribuire queste tragedie a fatalit&#224; imprevedibili. &#200; necessario esaminare criticamente le responsabilit&#224; umane, le procedure di sicurezza, la qualit&#224; delle decisioni e la trasparenza delle informazioni, senza dimenticare che i rischi tecnologici possono essere aggravati da interessi economici, sottovalutazioni e meccanismi di deresponsabilizzazione.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Le conseguenze della contaminazione radioattiva, la gestione dei territori colpiti, lo smaltimento dei materiali pericolosi e la tutela delle popolazioni coinvolte pongono questioni che superano ampiamente l'orizzonte di una singola generazione. Alcuni radionuclidi persistono nell'ambiente per tempi estremamente lunghi, imponendo obblighi di controllo, protezione e gestione che si proiettano lontano nel futuro.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#200; proprio qui che emerge una delle contraddizioni pi&#249; profonde della modernit&#224;: i benefici attesi da determinate scelte tecnologiche possono essere immediati, mentre una parte dei rischi e dei costi viene trasferita a persone che non hanno partecipato a quelle decisioni e che non potranno modificarle. Il debito ecologico diventa cos&#236; anche un debito morale nei confronti delle generazioni future.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;La scuola non pu&#242; essere neutrale di fronte alla minaccia nucleare&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#200; in questo scenario che si misura la responsabilit&#224; educativa della scuola. Di fronte alla normalizzazione della minaccia atomica e alla persistente presenza delle armi nucleari nelle strategie militari, l'istruzione non pu&#242; limitarsi alla trasmissione neutrale di nozioni, n&#233; confinare questi argomenti in percorsi specialistici riservati a pochi studenti.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La scuola deve offrire strumenti per comprendere come le conoscenze scientifiche vengano utilizzate, quali interessi orientino le decisioni politiche e quali conseguenze producano le scelte tecnologiche sulle persone, sulle societ&#224; e sugli ecosistemi. Deve insegnare a distinguere tra ci&#242; che &#232; tecnicamente possibile e ci&#242; che &#232; eticamente accettabile, tra l'efficienza di un sistema e la sua legittimit&#224;, tra la potenza di una nazione e la sicurezza effettiva dei suoi cittadini.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Una pedagogia critica non significa rifiutare la scienza o negare il valore della ricerca. Significa, al contrario, riconoscere l'importanza del sapere scientifico e liberarlo dall'illusione che possa essere separato dalle responsabilit&#224; di chi lo produce, lo finanzia e lo utilizza. La scienza &#232; una risorsa essenziale per l'emancipazione umana, ma non pu&#242; sostituirsi al giudizio democratico, alla riflessione etica e alla responsabilit&#224; collettiva.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La scuola deve quindi aiutare i giovani a decodificare la propaganda, riconoscere le semplificazioni ideologiche, interrogare le decisioni dei governi e analizzare il rapporto tra apparati militari, interessi industriali e politiche energetiche. Non per imporre risposte precostituite, ma per formare cittadini consapevoli, capaci di valutare le conseguenze delle scelte pubbliche e di partecipare democraticamente alla loro discussione.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Dare voce alle vittime, ricostruire la memoria&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Un'autentica educazione alla memoria non pu&#242; limitarsi alle date, alle cifre e alle ricostruzioni tecniche. Deve restituire un volto umano alle conseguenze della catastrofe nucleare, dando spazio alle testimonianze di chi l'ha subita.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Gli hibakusha, i sopravvissuti ai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki, custodiscono una memoria che attraversa la sofferenza individuale e diventa testimonianza universale contro la guerra nucleare. I liquidatori di Chernobyl, chiamati a intervenire in condizioni di grave pericolo, e le persone costrette ad abbandonare le proprie case dopo gli incidenti nucleari rappresentano altrettante voci da ascoltare e tramandare.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Raccogliere e studiare queste testimonianze significa sottrarre le vittime all'anonimato delle statistiche. Significa comprendere che dietro ogni decisione strategica vi sono vite concrete, famiglie, comunit&#224; e territori trasformati irreversibilmente.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La memoria, inoltre, non deve diventare una celebrazione rituale, confinata nelle ricorrenze. Deve trasformarsi in conoscenza attiva, capace di orientare le scelte del presente. Hiroshima non pu&#242; essere ricordata senza interrogarsi sugli arsenali che ancora esistono; Chernobyl e Fukushima non possono essere studiati senza affrontare il tema della prevenzione, della trasparenza e della responsabilit&#224; verso chi verr&#224; dopo di noi.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#200; questa continuit&#224; tra passato e presente a rendere indispensabile un'educazione storica, scientifica e civile all'altezza delle sfide contemporanee.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Dall'educazione alla pace a un nuovo modello di sviluppo&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Educare nell'era atomica significa affermare che il sapere scientifico, quando &#232; privo di responsabilit&#224; etica, pu&#242; trasformarsi in una forza distruttiva. La questione decisiva non consiste soltanto nel distinguere tra applicazioni civili e militari del nucleare, ma nel chiedersi quali limiti una societ&#224; democratica debba porre all'esercizio della propria potenza tecnologica e quali garanzie debba costruire per proteggere la vita.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La riflessione deve investire anche le priorit&#224; economiche e politiche. Le risorse destinate alla corsa agli armamenti, alla manutenzione e alla modernizzazione degli arsenali sollevano interrogativi sulla distribuzione della spesa pubblica e sulle alternative possibili in settori fondamentali come la sanit&#224;, l'istruzione, la tutela ambientale e la cooperazione internazionale. Non si tratta di stabilire automatismi semplicistici, ma di rendere visibili le scelte e le responsabilit&#224; che determinano il modello di societ&#224; in cui viviamo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;In questa prospettiva, l'educazione al disarmo e alla pace deve diventare parte integrante della formazione scolastica. Lo studio della storia contemporanea, della fisica, della chimica, dell'educazione civica e delle questioni ambientali pu&#242; offrire occasioni concrete per sviluppare percorsi interdisciplinari, promuovere il confronto tra gli studenti e approfondire i trattati internazionali, le iniziative diplomatiche e le esperienze della societ&#224; civile impegnata per un mondo libero dalla minaccia nucleare.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La scuola pu&#242; inoltre favorire incontri con testimoni, studiosi, ricercatori e associazioni, incoraggiando gli studenti a interrogarsi sulle conseguenze delle decisioni politiche e a elaborare proposte fondate sulla conoscenza. L'obiettivo non &#232; alimentare la paura, ma trasformare la consapevolezza del rischio in responsabilit&#224;, partecipazione democratica e volont&#224; di prevenzione.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Formare coscienze libere per impedire che la catastrofe diventi normalit&#224;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Se vuole evitare di essere ridotta a una semplice agenzia di addestramento funzionale alle richieste del mercato, la scuola deve riscoprire la propria missione pi&#249; profonda: contribuire alla formazione di persone libere, dotate di capacit&#224; critica e consapevoli del valore della dignit&#224; umana.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Questo compito diventa ancora pi&#249; urgente in un mondo in cui il linguaggio della deterrenza, la competizione strategica e la corsa agli armamenti rischiano di trasformare la minaccia nucleare in uno sfondo abituale della vita pubblica. Ci&#242; che viene percepito come inevitabile finisce spesso per sottrarsi al giudizio, mentre ci&#242; che dovrebbe suscitare una reazione collettiva viene assorbito nella routine dell'informazione.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Contro questa assuefazione, la scuola deve insegnare a interrogare il presente, a riconoscere i segnali del pericolo e a immaginare alternative politiche e culturali alla logica della sopraffazione. Deve educare alla solidariet&#224; tra i popoli, al rispetto degli equilibri naturali e alla consapevolezza che la sicurezza autentica non pu&#242; fondarsi sulla possibilit&#224; permanente dell'annientamento reciproco.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La memoria atomica, dunque, non &#232; soltanto una lezione sul passato: &#232; un impegno verso il futuro. Ricordare Hiroshima e Nagasaki, comprendere Chernobyl e Fukushima, studiare la storia dei test nucleari e ascoltare le testimonianze delle vittime significa difendere il diritto delle nuove generazioni a un mondo in cui la sopravvivenza dell'umanit&#224; non sia subordinata alla disponibilit&#224; di armi capaci di distruggerla.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La scuola &#232; chiamata a svolgere un ruolo decisivo in questa battaglia culturale. Non imponendo un pensiero unico, ma offrendo gli strumenti per pensare; non alimentando il fatalismo, ma rendendo possibile la partecipazione; non celebrando un progresso privo di limiti, ma promuovendo una conoscenza orientata alla responsabilit&#224; e alla cura della vita.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Perch&#233; il futuro non pu&#242; essere lasciato in ostaggio della follia atomica. E perch&#233; educare alla pace, oggi, significa anche insegnare all'umanit&#224; a riconoscere i propri limiti prima che sia troppo tardi.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>



	<item>
		<title>Si alza il sipario sulla nuova stagione del Teatro Abc di Catania</title>
		<link>https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/Si-alza-il-sipario-sulla-nuova,41056.html</link>
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		<dc:date>2026-10-09T08:29:13Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>redazione teatro</dc:creator>

<category domain="https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/-Teatro-.html">Teatro</category>


		<description>ENRICO GUARNERI mattatore della scena in Rosso Malpelo

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&lt;a href="https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/-Teatro-.html" rel="directory"&gt;Teatro&lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/IMG/arton41056.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;150&quot; height=&quot;210&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Nove mesi di ricchissima programmazione ospitata nella sede di via Pietro Mascagni n&#176; 94.
Dieci spettacoli che compongono un cartellone di nomi di prima grandezza nel panorama italiano e internazionale.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Proposte artistico-culturali di indiscusso pregio che spaziano mirabilmente tra generi e linguaggi differenti,
attingendo alla straordinaria tradizione di un teatro sempreverde, che in Sicilia trova rinnovata linfa e nutrimento.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Si parte sabato 17 ottobre con ENRICO GUARNERI,
mattatore della scena in &#8220;Rosso Malpelo&#8221; di Giovanni Verga.
Diretto magistralmente da Guglielmo Ferro
con la collaborazione alla regia di Giampaolo Romania,
lo spettacolo &#232; prodotto dall'Associazione culturale Progetto Teatrando.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Dal 17 ottobre all'1 novembre 2026,
l'Abc di Catania ospita lo strepitoso adattamento di una delle novelle pi&#249; celebri della letteratura verista italiana.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Dal taglio intenso e profondamente umano,
&#8220;Rosso Malpelo&#8221; ha per protagonista ENRICO GUARNERI, interprete di grande sensibilit&#224; e forza scenica,
supportato dal giovane talento di Ruggero Rizzuti
e da un cast di assoluto livello composto da Rosario Marco Amato, Mario Opinato, Plinio Milazzo,
Giampaolo Romania, Maria Rita Sgarlato, Giovanni Fontanarosa e Flora Rossitto.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ambientato nelle dure cave di rena della Sicilia ottocentesca,
racconta la storia di un ragazzo emarginato, ormai adulto,
segnato dal pregiudizio e dalla crudelt&#224; di un mondo incapace di comprendere la sua fragilit&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;In un processo irreversibile di disumanizzazione,
Malpelo finisce cos&#236; per trasformare la durezza subita in una corazza,
necessaria per sopravvivere a una societ&#224; priva di empatia,
diventando di fatto testimone e coscienza tragica del proprio passato,
riletto con spietata lucidit&#224;.&lt;/p&gt; &lt;dl class='spip_document_35058 spip_documents spip_documents_center' &gt;
&lt;dt&gt;&lt;img src='https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/IMG/jpg/Rosso_Malpelo_foto_Guarneri-Rizzuti.jpg' width='640' height='426' alt='JPEG - 100.8 Kb' /&gt;&lt;/dt&gt;
&lt;dt class='spip_doc_titre' style='width:350px;'&gt;&lt;strong&gt;Rosso Malpelo foto Guarneri-Rizzuti&lt;/strong&gt;&lt;/dt&gt;
&lt;/dl&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La regia di Ferro ricerca inoltre un equilibrio tra denuncia e poesia.
Alla crudezza verista di Verga si affianca una dimensione teatrale
capace di evocare il dramma universale dell'infanzia negata,
dello sfruttamento e dell'ingiustizia sociale, dove non c'e&#768; redenzione n&#233; consolazione.
Il finale lascia aperta una domanda sulla natura dell'uomo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Dal 17 ottobre all'1 novembre 2026, &#8220;Rosso Malpelo&#8221; andr&#224; in scena all'Abc di Catania
e successivamente, dal 27 al 29 novembre 2026, al Golden di Palermo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Si segnala, inoltre, che Enrico Guarneri e tutto il cast avranno il piacere di incontrare il pubblico dell'Abc.
I posti sono limitati e, per prenotarsi, ci sar&#224; un forum sui social della pagina del Teatro.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Perch&#233; in Italia il caro casa non fa rumore / di Vittorio Pelligra</title>
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<category domain="https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/-Flash-.html">Flash</category>


		<description>Un articolo di Vittorio Pelligra (Avvenire).

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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;i class=&quot;spip&quot;&gt;Il potere d'acquisto e i costi degli affitti nel nostro Paese non sono molto diversi dal contesto spagnolo. Qui per&#242; il problema tende ad essere vissuto come una questione privata. Ma fino a quando?&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;C'&#232; qualcosa che colpisce nelle immagini che arrivano in questi giorni dalla Spagna. Migliaia di persone nelle strade, accampamenti a Madrid, Puerta del Sol invasa da duemila tende. Proteste degli &#8220;acampados&#8221; in ogni grande citt&#224;. Nella capitale sono scese in piazza circa 70mila persone. Non &#232; la prima volta. Gi&#224; nell'aprile del 2025 una mobilitazione nazionale aveva portato decine di migliaia di spagnoli nelle strade di una quarantina di citt&#224;. La casa &#232; diventata, in Spagna, una questione politica nazionale. Ci si prepara allo sciopero generale.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Vista dall'Italia, la questione potrebbe essere facilmente ridimensionata. Gli spagnoli protestano perch&#233; la loro crisi abitativa &#232; molto pi&#249; grave della nostra. Ma se proviamo a guardare i numeri la storia che ci raccontano appare piuttosto differente. Prendiamo il periodo 2015-2024. Secondo i dati di Idealista, il prezzo richiesto medio degli affitti in Spagna &#232; passato da 7,6 euro al metro quadrato nel dicembre 2015 a 13,5 nel dicembre 2024. Quasi il 78% in pi&#249;. In Italia si &#232; passati, nello stesso periodo, da 8,5 a 13,8 euro. Un aumento di poco pi&#249; del 62%. In Spagna, dunque, gli affitti sono effettivamente cresciuti pi&#249; che da noi.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ma c'&#232; un secondo dato da considerare e cio&#232; i salari. Nello stesso periodo, ci dice l'Ocse, la retribuzione media annua nominale spagnola &#232; aumentata di circa il 27%. Quella italiana di meno del 15%. La met&#224;. Se mettiamo insieme le due cose, allora s&#236; che la questione diventa interessante. Comparando l'aumento degli affitti a quello delle retribuzioni, tra il 2015 e il 2024 il rapporto tra costo della casa e salario peggiora in Spagna di circa il 40%. In Italia di circa il 41%. Pi&#249; da noi che da loro. Un appartamento di 70 metri quadrati, valutato al prezzo medio richiesto, costava nel 2015 circa 530 euro al mese in Spagna e 595 in Italia. Nel 2024 siamo rispettivamente intorno a 945 e 966 euro. Nello stesso periodo lo stipendio medio lordo mensile passa da circa 2.215 a 2.814 euro in Spagna e da 2.405 a 2.762 in Italia. L'affitto teorico di quell'appartamento assorbe oggi il 34% dello stipendio medio lordo in Spagna e il 35% in Italia. E il rapporto diventa molto pi&#249; pesante per chi guadagna meno della media, per i giovani e per chi vive da solo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ma se questa &#232; la situazione italiana dove sono le tende? In Spagna la questione abitativa ha prodotto una reazione collettiva. Nel 2025 decine di migliaia di persone hanno manifestato contemporaneamente in circa quaranta citt&#224; chiedendo riduzioni degli affitti, maggiore stabilit&#224; dei contratti e interventi sulle abitazioni vuote e sugli affitti turistici. Nell'autunno di quest'anno la mobilitazione &#232; ripartita, fino alla richiesta di uno sciopero generale. Si pu&#242; essere d'accordo o meno con le soluzioni proposte, alcune, come i tetti agli affitti, hanno effetti economici controversi, ma &#232; difficile non vedere la dimensione politica che il problema ha assunto.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Anche in Italia proteste per il diritto alla casa hanno preso vita. A Milano, per esempio, ci sono state manifestazioni sia nel 2025 sia nel 2026 contro il caro-affitti e gli sfratti. Le tende degli studenti davanti al Politecnico sono un altro esempio.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Una stanza all'ex villaggio olimpico trasformato oggi in studentato pu&#242; arrivare a costare pi&#249; di mille euro al mese. Come si fa a non indignarsi? Eppure questa situazione non alimenta una protesta collettiva. Le contestazioni restano circoscritte e non hanno finora prodotto qualcosa di paragonabile alla mobilitazione nazionale spagnola. &#200; forse questo il dato pi&#249; curioso.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Non protestiamo meno perch&#233; il problema economico sia meno grave. I numeri dicono che, rispetto ai salari, il deterioramento &#232; sostanzialmente lo stesso, perfino peggiore. Perch&#233; allora in Spagna la questione abitativa porta decine di migliaia di persone nelle piazze e da noi no? Una parte della risposta potrebbe stare nella diversa struttura della propriet&#224; immobiliare e nella maggiore diffusione, in Italia, della casa di propriet&#224; e degli aiuti familiari. Ma forse c'&#232; anche qualcosa di pi&#249;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Guardiamo alla dinamica. Un aumento del 5% in un anno pu&#242; apparire un'emergenza. Una perdita di potere d'acquisto che procede lentamente per dieci anni rischia invece di diventare la normalit&#224;. Ci abituiamo, a malincuore, ma alla fine ci adattiamo. Si rimanda l'uscita dalla famiglia, si accetta una casa pi&#249; piccola, ci si sposta pi&#249; lontano, si chiede aiuto ai genitori, si rinuncia a mettere al mondo un figlio. La rana che nella pentola dove l'acqua si scalda progressivamente alla fine muore bollita. &#200; proprio questo che dovrebbe preoccuparci. Perch&#233; non &#232; detto che dove non si protesta tutto vada bene.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;L'assenza di protesta non &#232; necessariamente un segno che le cose vadano bene. Talvolta indica, al contrario, che ci si &#232; abituati al peggio. La possibilit&#224; di esprimere pubblicamente il dissenso resta una buona misura della vitalit&#224; di una democrazia. In Spagna il costo della casa &#232; ormai diventato una questione politica nazionale. In Italia continua a essere vissuto soprattutto come un problema privato, da affrontare individualmente o in famiglia. I numeri, per&#242;, raccontano un problema che di privato ha ormai ben poco.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Questo articolo &#232; stato diffuso da &lt;a href=&quot;https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/perche-in-italia-il-caro-casa-non-fa-rumore_114031&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;Avvenire&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;hr class=&quot;spip&quot; /&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Modifica alla legge elettorale italiana</title>
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		<dc:creator>Redazione</dc:creator>

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		<description>L'ennesimo aggiustamento, formale e a profitto del potere dei partiti. Una riforma da piccolo cabottaggio. Il titolo de Il Manifesto del 9 ottobre 2026 &#232;: &quot;Le regole del giogo&quot;.

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&lt;a href="https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/-Flash-.html" rel="directory"&gt;Flash&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Con 227 voti favorevoli e 164 contrari, la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva, a scrutinio segreto, la nuova legge elettorale voluta dal governo Meloni (&lt;a href=&quot;https://www.ilpost.it/2026/10/08/approvata-riforma-elettorale-camera&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;Il Post&lt;/a&gt;). Si torna a un sistema totalmente proporzionale che prevede per&#242; un premio di maggioranza a patto che una coalizione raggiunga almeno il 42% dei voti. In questo caso saranno assegnati 70 seggi aggiuntivi alla Camera e 35 al Senato, entro il limite massimo di 220 deputati e 113 senatori (&lt;a href=&quot;https://www.rainews.it/articoli/2026/10/legge-elettorale-cose-lo-stabilicum-o-melonellum-come-voteremo-e-che-cosa-cambia-7e016006-8c40-4745-8803-2995056e0512.html&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;RaiNews&lt;/a&gt;). Tra le altre novit&#224; della riforma:&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/dist/puce.gif&quot; width=&quot;8&quot; height=&quot;11&quot; alt=&quot;-&quot; /&gt; nei collegi plurinominali i capilista saranno bloccati, ma si potranno esprimere per gli altri candidati fino a tre preferenze, con alternanza di genere; &#232; stata fissata la soglia di sbarramento al 10% per le coalizioni e al 3% per i partiti;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/dist/puce.gif&quot; width=&quot;8&quot; height=&quot;11&quot; alt=&quot;-&quot; /&gt; le coalizioni indicheranno il nome della persona che proporranno come premier nel programma elettorale depositato alla presentazione delle liste;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/dist/puce.gif&quot; width=&quot;8&quot; height=&quot;11&quot; alt=&quot;-&quot; /&gt; sar&#224; consentito il voto fuorisede nel luogo in cui si &#232; temporaneamente domiciliati da almeno nove mesi.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Reazioni opposte La premier Giorgia Meloni ha rivendicato l'unit&#224; del centrodestra, sottolineando che gli italiani ora potranno decidere &#8220;coalizione, programma e candidato premier&#8221;, mentre le opposizioni hanno parlato di &#8220;legge truffa&#8221; (&lt;a href=&quot;https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/10/08/la-riforma-elettorale-e-legge-lopposizione-una-truffa.-meloni-centrodestra-unito-avanti_356b6a03-efcc-4966-982f-f363b3c3c7fc.html&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;Ansa&lt;/a&gt;) e si apprestano a preparare i ricorsi alla Corte costituzionale (&lt;a href=&quot;https://www.ilfoglio.it/politica/2026/10/08/news/il-campo-largo-sogna-il-bis-del-no-e-si-fa-coalizione-dei-ricorsi-contro-il-melonellum&#8212;410061&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;Il Foglio+&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Fonte: newsletter Internazionale.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Vedi come siamo ridotti...</title>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Luigi Boggio</dc:creator>

<category domain="https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/-Qualche-parola-di-Luigi-Boggio-.html">Qualche parola / di Luigi Boggio</category>


		<description>Vedi come ci siamo ridotti, compagno Luigi: per andare a lavorare faccio la benzina a credito. Siamo ritornati al quadernetto del bottegaio di una volta. &quot;me lo segni&quot; tutto sulla fiducia...

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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/IMG/arton41053.png&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;150&quot; height=&quot;189&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Vedi come ci siamo ridotti, compagno Luigi: per andare a lavorare faccio la benzina a credito. Siamo ritornati al quadernetto del bottegaio di una volta. &quot;me lo segni&quot; tutto sulla fiducia e se non pagavi lo sapeva tutto il paese. Il benzinaio &quot;quanto&quot; cinque o dieci euro al massimo. Ci vediamo sabato per saldare, puntuale o alla prossima niente carburante per andare in campagna o in fabbrica a lavorare.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Questa &#232; la nuova condizione anche del ceto medio, che non pi&#249; vivere nelle grande aree urbane per il costo della vita e degli affitti. I giovani universitari sono disperati come gli insegnanti, gli impiegati nei servizi e gli infermieri.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Un giovane pugliese vince un concorso per vigile urbano a Milano, dopo alcuni giorni scappa, ma prima rilascia un'intervista ad un quotidiano locale &quot;la mattina uscivo in divisa per compiere il mio dovere, in mezzo al traffico o davanti alle scuole, la sera rischiavo di andare a dormire sotto i portici. Ho riflettuto e sono andato, innanzitutto la dignit&#224;&quot;, quello che non hanno capito chi ci governa, anche le amministrazioni locali.&lt;/p&gt; &lt;dl class='spip_document_35057 spip_documents spip_documents_center' &gt;
&lt;dt&gt;&lt;img src='https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/IMG/png/Toto_-_Non_si_fa_credito_a_nessuno.png' width='500' height='720' alt='PNG - 449.4 Kb' /&gt;&lt;/dt&gt;
&lt;dt class='spip_doc_titre' style='width:350px;'&gt;&lt;strong&gt;Tot&#242; - Non si fa credito a nessuno&lt;/strong&gt;&lt;/dt&gt;
&lt;/dl&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;A Milano come in tante altre citt&#224; mancano i vigili e gli autisti dei mezzi pubblici. Il ministro sbruffone del ferro e del cemento ha dichiarato oggi su tutti i giornali, che mancano 30 mila tra autisti e camionisti. Come pensa di risolvere il problema, l'uomo che avrebbe dovuto fare a pezzi le legge Fornero, con l'allungamento dell'et&#224; pensionistica a 70 anni. Ma si rende conto cosa significa stare su un mezzo di trasporto pubblico o privato per le merci, in mezzo al traffico e lungo le arterie autostradali, per maturare 41 anni di contributi per la pensione.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Giorni e giorni di sacrifici e di rischi perch&#233; si rischia. Oltre ai rischi, per se e per gli altri, &#232; un lavoro usurante e faticoso.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Mancano anche gli infermieri 20 mila e i medici, ma molti che lavorano stanno andando via per le condizioni lavorative pessime in particolare nei Pronto soccorsi. Ne sappiamo qualcosa del Ps di Lentini. Pochi medici, turni massacranti e locali da rendere pi&#249; accoglienti e fruibili.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La sanit&#224; in Italia, la casa in Spagna, la scuola in Francia: sono questi i temi fondamentali se non si vuole arretrare sul piano sociale della casa, della salute e del sapere. Se andiamo indietro su questi elementi &#232; l'Europa che va indietro. Su questi invece si regredisce, non invece se viene a mancare qualche missile o drone di ultima generazione per prepararsi alla guerra. Non ne parlo, altrimenti qualcuno mi dovrebbe spiegare che, se il cardinale Zuppi va a Mosca per parlare dell'Ucraina, non capisco perch&#233; non si dovrebbe allora smuovere una delegazione della Commissione Europea e andare anch'essa a Mosca, a cercare la pace. Non credo che li lascerebbero fuori dalla porta. Per iniziare un cammino di pace anche a casa del diavolo. Non &#232; subalternit&#224;, ma convinzione forte per tentare di mettere fine alle atrocit&#224;.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Sul nobel ad Anne Carson</title>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Salvatore A. Bravo</dc:creator>

<category domain="https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/-Filigrana-del-presente-.html">Filigrana dei tempi presenti</category>


		<description>Carson &#232; nota per la poesia: &lt;i class=&quot;spip&quot;&gt;Stanze, Sessi, Seduzione&lt;/i&gt;, oltre che per le opere stilisticamente innovative. La poesia &#232; parte di &lt;i class=&quot;spip&quot;&gt;Decreazione&lt;/i&gt;. Cominciamo a comprendere l'affinit&#224;, neanche tanto sotterranea, tra la Carson e il mondo liberista-liberale...

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&lt;a href="https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/-Filigrana-del-presente-.html" rel="directory"&gt;Filigrana dei tempi presenti&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/IMG/arton41052.png&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;150&quot; height=&quot;112&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.girodivite.it/Anne-Carson-e-nobel-2026-per-la.html&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;Anne Carson ha ricevuto il Nobel per la letteratura&lt;/a&gt;. &#200; stata scelta perch&#233; donna. La letteratura non &#232; un valore in s&#233;, non conta il messaggio racchiuso tra le parole, sono altri i parametri con cui si sceglie il premiato. Il Nobel &#232; dunque solo mezzo per affermare le idee delle classi dirigenti. In questo momento storico bisogna alimentare la lotta tra uomini e donne, per cui, ancora una volta si evidenza con il Nobel alla Carson l'ingiustizia subita dalle donne, solo in 19 hanno ricevuto l'agognato riconoscimento, pertanto per riparare al passato si sceglie una donna, poi il resto &#232; secondario&#8230;. Pare che alla notizia abbia detto &#8220;Siete Pazzi!&#8221;&#8230; Di follie ne abbiamo viste in questi decenni.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;In Italia ci sono poeti di eccezionale valore completamente ignorati, sono uomini e fuori dalle carriere accademiche, pertanto non sono riconosciuti dai circuiti finanziari e culturali nel loro spessore. Forse &#232; meglio, il tempo dar&#224; loro giustizia e la libert&#224; dai pubblici riconoscimenti favorisce la creativit&#224;. La Carson &#232; nota per la poesia: &lt;i class=&quot;spip&quot;&gt;Stanze, Sessi, Seduzione&lt;/i&gt;, oltre che per le opere stilisticamente innovative. La poesia &#232; parte di &lt;i class=&quot;spip&quot;&gt;Decreazione&lt;/i&gt;. Cominciamo a comprendere l'affinit&#224;, neanche tanto sotterranea, tra la Carson e il mondo liberista-liberale. La poesia ha un &lt;i class=&quot;spip&quot;&gt;incipit&lt;/i&gt; che tutto rivela:&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;i class=&quot;spip&quot;&gt;&#200; bello essere neutri. &lt;br /&gt;
Voglio avere gambe senza senso. &lt;br /&gt;
Ci sono cose insopportabili.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Capiamo bene il motivo della scelta. L'identit&#224; &#232; un peso di cui liberarsi. L'inno alla morte della forma e la decreazione non possono che confermare il tempo presente e renderlo &#8220;presente che non passa&#8221;. L'innovazione si tinge di conservazione politica e sociale, infatti poesia afferma ancora:&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;i class=&quot;spip&quot;&gt;Bevi tutto il sesso che c'&#232;.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Insomma niente di nuovo sotto il cielo dell'innovazione. Abbiamo bisogno di politica, di principi e di realt&#224;, invece sempre la solita solfa del &#8220;sesso&#8221; che non scandalizza nessuno e non suscita nulla, semplicemente invita a chiudersi in un privato giocoso, mentre il capitalismo avanza, ed infatti:&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;i class=&quot;spip&quot;&gt;Disprezzo, principi reali, questa &lt;br /&gt;
piccola taglia &lt;br /&gt;
del morire &lt;br /&gt;
La mia poesia personale &#232; un &lt;br /&gt;
fallimento. &lt;br /&gt;
Non voglio essere una persona.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Noi, invece, abbiamo bisogno di dare valore alla vita, ai progetti e di formare persone capaci di capire e lottare contro la barbarie, e solo chi ha una identit&#224; forte pu&#242; contribuire ad innovare una realt&#224; omicida e genocida come la nostra.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Avere una identit&#224; non significa usarla come fosse una testa d'ariete contro le altrui identit&#224;, anzi solo chi ha una identit&#224; pu&#242; comunicare e dialogare, coloro che invece sono informi sono solo presenze passive a cui il sistema applaude. Temi quali l'incomunicabilit&#224;, il non senso e l'apertura ad un essere generico e indefinito sono ormai frusti, davvero necessitiamo di orientarci diversamente e faticosamente.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>



	<item>
		<title>Anne Carson &#232; nobel 2026 per la letteratura</title>
		<link>https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/Anne-Carson-e-nobel-2026-per-la.html</link>
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		<dc:date>2026-10-08T16:25:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione Antenati</dc:creator>

<category domain="https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/-Flash-.html">Flash</category>


		<description>La scrittrice canadese ha 76 anni ed &#232; nota per i suoi libri poetici e sperimentali, che intrecciano cultura classica e contemporanea

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&lt;a href="https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/-Flash-.html" rel="directory"&gt;Flash&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La scrittrice canadese Anne Carson ha vinto il premio Nobel per la Letteratura 2026. Le &#232; stato assegnato dall'Accademia svedese per &#171;la sua opera audace e innovativa che, in un dialogo giocoso con la tradizione classica, ha creato nuove forme per la letteratura contemporanea&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Carson ha 76 anni e per buona parte della sua vita ha alternato la scrittura alla carriera accademica. Ha insegnato lettere classiche e letterature comparate in varie universit&#224; statunitensi e canadesi, e per un certo periodo ha lavorato anche come traduttrice.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Inquadrare la sua letteratura in un genere preciso non &#232; facile. Carson &#232; infatti un'autrice con interessi molto eterogenei: si occupa di narrativa, poesia, saggistica, arti visive e traduzioni, e i suoi libri provano a muoversi tra questi diversi ambiti. Hanno per&#242; alcune caratteristiche ricorrenti, come i richiami alla letteratura greca e latina e alle opere di Emily Bront&#235;, Gertrude Stein, Simone Weil, Virginia Woolf e altre autrici, che Carson ha indicato tra i suoi riferimenti.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;I siti di scommesse davano Carson come possibile vincitrice del Nobel gi&#224; da qualche anno, spesso insieme all'autrice cinese Can Xue.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;In Italia alcuni libri di Carson sono stati tradotti solo recentemente, molti anni dopo l'edizione originale. Tra questi c'&#232; La bellezza del marito. Un saggio romanzato in 29 tanghi, pubblicato nel 2022 da La nave di Teseo. &#200; un libro estremamente sperimentale, a partire dalla struttura: semplificando molto, &#232; suddiviso in 29 sezioni poetiche (definite &#8220;tanghi&#8221;, per l'appunto) e racconta l'inizio e la fine di un matrimonio. La Nave di Teseo ha in catalogo anche Autobiografia del Rosso (1998), un romanzo in versi che reinterpreta l'antico mito greco di Gerione.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Nel 2023 Utopia ha pubblicato Decreazione, un saggio incentrato sul tema dell'annientamento del s&#233; nelle relazioni amorose, che come i suoi altri libri mescola generi e registri diversi. Due anni prima Utopia aveva pubblicato anche Eros il dolceamaro, il saggio d'esordio di Carson, che usc&#236; nel 1986. Come suggerisce il titolo &#232; incentrato sul concetto di eros nella Grecia antica, analizzato a partire dalla figura della poetessa Saffo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;L'anno scorso Crocetti aveva invece fatto uscire Come l'acqua, altro saggio ibrido e difficilmente catalogabile. Parte dal mito e dalla letteratura antica per riflettere su concetti pi&#249; generali come amore, perdita, desiderio e trasformazione.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Pur essendo una scrittrice ambiziosa e d'avanguardia, Carson si interessa anche di argomenti decisamente pi&#249; pop. A settembre per esempio era molto circolato un suo approfondito e appassionato saggio dedicato alla cantante spagnola Rosal&#237;a, pubblicato sulla London Review of Books. Prima della premiazione Carson era tra i nomi pi&#249; citati nelle sconfinate discussioni a tema Nobel pubblicate sul World Literature Forum, uno dei pi&#249; importanti forum letterari al mondo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Fonte: &lt;a href=&quot;https://www.ilpost.it/2026/10/08/premio-nobel-letteratura-2026&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;Il Post&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;hr class=&quot;spip&quot; /&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;L'elenco con tutti i nobel per la letterartura: su &lt;a href=&quot;https://www.girodivite.it/antenati/appendix/nobel.htm&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;Antenati, storia delle letterature&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;hr class=&quot;spip&quot; /&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>



	<item>
		<title>Il dialogo tra popoli e culture &#232; la via maestra della pace</title>
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		<dc:creator>Laura Tussi</dc:creator>

<category domain="https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/-Segnali-di-pace-.html">Segnali di pace</category>


		<description>La pace non nasce dalla paura dell'altro, n&#233; dall'omologazione delle differenze. Nasce dalla capacit&#224; di incontrarsi, di ascoltarsi, di riconoscere nell'altro un essere umano...

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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/IMG/arton41049.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;150&quot; height=&quot;98&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il dialogo interculturale non come semplice buona intenzione, ma come scelta concreta contro la logica della contrapposizione, mettendo al centro popoli, minoranze, dignit&#224; e pace.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La pace non nasce dalla paura dell'altro, n&#233; dall'omologazione delle differenze. Nasce dalla capacit&#224; di incontrarsi, di ascoltarsi, di riconoscere nell'altro un essere umano portatore della stessa dignit&#224;, anche quando la sua storia, la sua cultura, la sua lingua, la sua fede o la sua appartenenza sono profondamente diverse dalle nostre.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#200; questo il significato pi&#249; alto del dialogo interculturale: non una formula diplomatica, non un esercizio accademico, ma una scelta di civilt&#224;. In un mondo attraversato da guerre, migrazioni, discriminazioni, nazionalismi e nuove forme di esclusione, dialogare significa costruire ponti l&#224; dove altri vorrebbero innalzare muri.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Le differenze non sono una minaccia&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Per troppo tempo le differenze tra popoli sono state utilizzate come strumento politico per alimentare paure e contrapposizioni. La diversit&#224; culturale &#232; stata presentata come un problema da controllare, anzich&#233; come una ricchezza da valorizzare. E cos&#236; l'identit&#224;, invece di diventare occasione di incontro, &#232; stata talvolta trasformata in una frontiera.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ma nessuna cultura vive isolata. Le civilt&#224; sono il risultato di incontri, contaminazioni, scambi, viaggi, migrazioni, traduzioni, conoscenze condivise. La storia dell'umanit&#224; &#232; una storia di popoli che si sono incontrati e trasformati reciprocamente.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Difendere la propria identit&#224; non significa dunque chiudersi all'altro. Al contrario, una identit&#224; consapevole non ha bisogno di costruire un nemico per affermarsi.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il dialogo interculturale parte proprio da qui: dalla consapevolezza che nessun popolo possiede da solo tutta la verit&#224; e che ogni essere umano pu&#242; contribuire alla costruzione di un patrimonio comune di conoscenze, valori e speranze.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Ascoltare le minoranze significa difendere la democrazia&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Una societ&#224; veramente democratica si misura anche dalla capacit&#224; di ascoltare chi ha meno voce.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Le minoranze culturali, linguistiche, religiose ed etniche non devono essere considerate presenze tollerate, quasi fossero ospiti provvisori della societ&#224;. Sono parte integrante della comunit&#224; umana e hanno diritto a partecipare pienamente alla vita sociale, culturale e civile.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il rispetto delle minoranze non &#232; una concessione della maggioranza. &#200; un principio fondamentale della convivenza.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Quando una persona viene discriminata per il colore della pelle, per la lingua che parla, per la religione che professa o per la propria origine, non viene ferita soltanto quella persona. Viene indebolita l'intera comunit&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Per questo il dialogo deve cominciare proprio dai margini, da coloro che troppo spesso non vengono ascoltati: migranti, minoranze, popoli indigeni, comunit&#224; religiose, persone costrette a lasciare la propria terra, giovani che vivono in contesti di esclusione.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Dare loro parola significa restituire umanit&#224; alla politica e alla societ&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;La pace &#232; anche una cultura quotidiana&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Parlare di pace soltanto quando esplode una guerra &#232; insufficiente. La pace deve diventare una cultura quotidiana, presente nella scuola, nelle universit&#224;, nei luoghi di lavoro, nei quartieri, nelle famiglie, nei mezzi di comunicazione.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Educare alla pace significa insegnare a discutere senza trasformare l'avversario in un nemico. Significa imparare a riconoscere la complessit&#224;, distinguere i fatti dalle semplificazioni, rifiutare il linguaggio dell'odio e della disumanizzazione.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Significa soprattutto comprendere che nessuna guerra comincia davvero il giorno in cui vengono sparati i primi colpi. Prima vengono le parole che disumanizzano, le propagande che dividono, le paure coltivate, la rappresentazione dell'altro come una minaccia assoluta.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Per questo anche il giornalismo e la comunicazione hanno una responsabilit&#224; enorme. Raccontare i popoli significa restituire loro un volto, una storia, una voce. Significa impedire che milioni di persone vengano ridotte a numeri, statistiche o categorie indistinte.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Dalla conoscenza nasce la fiducia&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Non possiamo chiedere a persone che non si conoscono di fidarsi automaticamente le une delle altre. La fiducia si costruisce attraverso l'incontro.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Conoscere una cultura significa comprenderne la storia, le ferite, le speranze, le tradizioni. Significa scoprire che dietro ogni differenza esistono persone che desiderano vivere, amare, lavorare, educare i propri figli e costruire un futuro.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ecco perch&#233; lo scambio culturale &#232; una forma concreta di diplomazia popolare.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Gli studenti che incontrano altri studenti, le associazioni che collaborano oltre i confini, le comunit&#224; religiose che pregano e dialogano insieme, gli artisti che lavorano su progetti comuni, i ricercatori che condividono conoscenze: tutti contribuiscono, nel loro piccolo, alla costruzione di una comunit&#224; internazionale fondata sulla relazione anzich&#233; sulla contrapposizione.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;La pace non pu&#242; essere soltanto assenza di guerra&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;L'ideale sommo della pace non pu&#242; essere ridotto al semplice silenzio delle armi.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La pace richiede giustizia, diritti, accesso all'istruzione, dignit&#224; del lavoro, tutela dell'ambiente, libert&#224; religiosa, rispetto delle minoranze e possibilit&#224; per ogni popolo di determinare il proprio futuro senza essere schiacciato dalla violenza.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Non pu&#242; esserci pace duratura dove milioni di persone sono costrette a vivere nella povert&#224;, dove intere comunit&#224; vengono private della propria dignit&#224;, dove i bambini crescono conoscendo soltanto paura e violenza.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La pace &#232; dunque un progetto sociale prima ancora che diplomatico.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#200; la scelta di destinare risorse alla scuola invece che alla cultura della guerra; alla sanit&#224; invece che alla distruzione; alla cooperazione invece che alla competizione permanente; alla conoscenza invece che alla propaganda.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Un nuovo umanesimo dell'incontro&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Di fronte alle grandi crisi del nostro tempo, abbiamo bisogno di un nuovo umanesimo dell'incontro.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Un umanesimo capace di tenere insieme ci&#242; che spesso viene artificialmente separato: identit&#224; e apertura, memoria e futuro, libert&#224; e responsabilit&#224;, diritti individuali e solidariet&#224; collettiva.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il dialogo interculturale non chiede di cancellare le differenze. Chiede di trasformarle in una possibilit&#224; di conoscenza reciproca.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#200; questa la grande sfida davanti alle nuove generazioni: costruire un mondo nel quale essere diversi non significhi essere nemici.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La pace comincia quando smettiamo di guardare l'altro come una minaccia e iniziamo a considerarlo come una persona.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Comincia quando una lingua diversa non ci fa paura, quando una religione diversa non ci induce alla diffidenza, quando un'origine diversa non diventa motivo di esclusione.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Comincia quando comprendiamo che nessun popolo pu&#242; salvarsi da solo e che la sicurezza di ciascuno &#232; legata alla dignit&#224; di tutti.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;In definitiva, il dialogo tra genti, culture e popoli non &#232; una strada secondaria rispetto alla pace. &#200; una delle sue condizioni fondamentali.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Perch&#233; la pace non si impone: si costruisce.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;E si costruisce insieme, giorno dopo giorno, riconoscendo nell'altro non un confine da difendere, ma una persona da incontrare.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>



	<item>
		<title>La scuola come palestra di democrazia</title>
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		<dc:creator>Laura Tussi</dc:creator>

<category domain="https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/-Educare-.html">Educare</category>


		<description>La partecipazione studentesca in Italia

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&lt;a href="https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/-Educare-.html" rel="directory"&gt;Educare&lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/IMG/arton41048.png&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;150&quot; height=&quot;59&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La partecipazione studentesca non &#232; un elemento accessorio della vita scolastica, ma una componente essenziale della formazione democratica. La storia dei movimenti giovanili dimostra che, quando gli studenti scendono in piazza, non esprimono soltanto un dissenso: spesso segnalano una distanza tra la realt&#224; quotidiana della scuola e le risposte offerte dalle istituzioni. La sfida, oggi, &#232; trasformare questa energia critica in partecipazione consapevole, rappresentanza effettiva e capacit&#224; di proposta, rafforzando gli strumenti democratici gi&#224; presenti nella scuola e aprendone di nuovi.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La scuola non &#232; mai stata soltanto un luogo di trasmissione neutrale dei saperi. &#200; anche uno spazio sociale e civile nel quale si incontrano generazioni diverse e si riflettono le tensioni, le speranze e le contraddizioni della societ&#224;. Fin dal secondo dopoguerra, e con particolare intensit&#224; a partire dal Sessantotto, i movimenti studenteschi italiani hanno interrogato il significato stesso della democrazia scolastica, ponendo al centro del dibattito il diritto allo studio non come semplice concessione amministrativa, ma come principio fondamentale della cittadinanza.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La partecipazione degli studenti, dunque, non pu&#242; essere considerata una parentesi della vita scolastica. &#200; parte integrante di quel processo educativo attraverso il quale ragazze e ragazzi imparano a esercitare diritti, assumere responsabilit&#224;, confrontarsi con posizioni differenti e costruire collettivamente soluzioni.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Le radici storiche del dissenso e della rappresentanza&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;L'evoluzione della protesta giovanile in Italia ha attraversato fasi profondamente diverse, passando dalla contestazione dei modelli autoritari tradizionali alla progressiva ricerca di spazi di partecipazione riconosciuti all'interno delle istituzioni scolastiche.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;I Decreti Delegati degli anni Settanta hanno rappresentato una tappa importante di questo percorso, introducendo gli organi collegiali e formalizzando la partecipazione delle diverse componenti della comunit&#224; scolastica. &#200; stato un passaggio significativo: la scuola ha iniziato a essere concepita non soltanto come struttura amministrativa, ma come comunit&#224; nella quale studenti, docenti, famiglie e personale scolastico sono chiamati, con ruoli differenti, a concorrere alla vita dell'istituzione.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Tuttavia, il rapporto tra le istanze di rinnovamento provenienti dal mondo studentesco e la struttura burocratica della scuola &#232; rimasto complesso. Nel corso dei decenni, le mobilitazioni hanno assunto forme e contenuti differenti: dalle proteste contro le riforme scolastiche alle iniziative per il clima, dalle rivendicazioni sul diritto allo studio alle battaglie per la sicurezza degli edifici e la qualit&#224; degli spazi educativi.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Al di l&#224; delle singole vertenze, emerge una questione ricorrente: la percezione da parte degli studenti che gli strumenti ordinari di ascolto non siano sempre sufficienti a intercettare la rapidit&#224; e la profondit&#224; dei cambiamenti sociali.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Dalla protesta alla proposta: i canali democratici&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Nel contesto contemporaneo, il diritto allo studio e la partecipazione studentesca si collocano su un crinale delicato tra mobilitazione e rappresentanza.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Comitati studenteschi, rappresentanti d'istituto, Consulte Provinciali e altri strumenti di partecipazione costituiscono importanti canali attraverso i quali ragazze e ragazzi possono esercitare una cittadinanza attiva. Ma la loro efficacia non dipende soltanto dalle regole formali: dipende soprattutto dalla disponibilit&#224; della comunit&#224; scolastica a prendere sul serio la voce degli studenti.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Docenti, dirigenti, personale scolastico e famiglie hanno una responsabilit&#224; decisiva: riconoscere nella partecipazione studentesca non un ostacolo alla didattica, ma una componente del processo educativo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Una scuola democratica non &#232; quella nella quale il conflitto viene eliminato. &#200; quella nella quale il conflitto pu&#242; essere espresso, discusso e trasformato in confronto civile e proposta.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Quando il dialogo istituzionale si interrompe o non riesce a rispondere a problemi percepiti come urgenti, la protesta torna inevitabilmente a essere uno strumento per reclamare attenzione. Questo non significa che ogni forma di protesta sia automaticamente condivisibile o efficace. Significa, piuttosto, che occorre interrogarsi sulle ragioni che la producono e sulla capacit&#224; delle istituzioni di ascoltarle.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;La responsabilit&#224; degli adulti&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La questione della partecipazione studentesca interpella innanzitutto il mondo adulto.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Troppo spesso gli studenti vengono considerati destinatari delle decisioni anzich&#233; interlocutori. Ma educare alla cittadinanza significa anche creare condizioni concrete nelle quali la cittadinanza possa essere esercitata.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ascoltare non significa accettare ogni richiesta. Significa riconoscere l'interlocutore, discutere le proposte, spiegare le ragioni delle decisioni e rendere trasparenti i processi attraverso i quali vengono assunte.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La scuola pu&#242; diventare cos&#236; un vero laboratorio di democrazia: un luogo nel quale si impara che il dissenso non &#232; un fallimento del dialogo, ma pu&#242; esserne una componente; che i diritti comportano responsabilit&#224;; che la partecipazione richiede competenze, conoscenza, organizzazione e rispetto delle persone.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Dalla rappresentanza alla partecipazione permanente&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La sfida non &#232; dunque scegliere tra protesta e istituzioni. &#200; costruire un rapporto virtuoso tra mobilitazione, rappresentanza e proposta.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Per questo occorre rafforzare gli strumenti gi&#224; esistenti e sperimentare nuove forme di partecipazione. I rappresentanti degli studenti dovrebbero poter disporre di momenti periodici e strutturati di confronto con dirigenti e docenti, non soltanto in occasione delle emergenze. Le Consulte potrebbero essere maggiormente coinvolte nell'elaborazione delle politiche territoriali riguardanti scuola, trasporti, spazi culturali, orientamento e diritto allo studio.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Anche le assemblee studentesche possono essere valorizzate come luoghi di formazione alla cittadinanza, favorendo il confronto documentato sulle questioni sociali e politiche senza trasformarle in semplici occasioni di contrapposizione.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Per rendere effettivo questo modello servono strumenti semplici e verificabili. Si potrebbero istituire incontri periodici tra rappresentanti degli studenti, dirigenza e docenti, accompagnati da verbali pubblici e dalla verifica degli impegni assunti.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Sarebbe inoltre utile rafforzare il ruolo delle Consulte Provinciali degli Studenti, mettendole maggiormente in relazione con istituzioni locali e realt&#224; associative, affinch&#233; le questioni emerse nelle scuole possano arrivare ai tavoli nei quali vengono prese le decisioni.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Un altro intervento importante riguarda l'educazione alla cittadinanza democratica. Gli studenti dovrebbero conoscere concretamente il funzionamento degli organi collegiali, i propri diritti, le procedure decisionali e gli strumenti attraverso i quali possono presentare proposte e richieste.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Andrebbero poi creati spazi permanenti di ascolto dedicati alle criticit&#224; relative alla sicurezza, all'inclusione, ai trasporti, alle strutture e alla qualit&#224; della vita scolastica. Dove le condizioni lo consentono, potrebbe essere sperimentata anche una forma di bilancio partecipativo studentesco, destinando una quota delle risorse disponibili a progetti scelti attraverso procedure trasparenti.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Fondamentale sarebbe infine investire sulla formazione dei rappresentanti degli studenti, affinch&#233; possano raccogliere le esigenze dei compagni, verificarle, documentarle e trasformarle in proposte realistiche. In questo modo la rappresentanza smetterebbe di essere soltanto una funzione formale e diventerebbe una vera palestra di responsabilit&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Una scuola che ascolta prepara i cittadini&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La vera posta in gioco non riguarda soltanto la gestione delle proteste studentesche. Riguarda il modello di cittadinanza che vogliamo trasmettere alle nuove generazioni.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Una scuola nella quale gli studenti vengono ascoltati, chiamati a confrontarsi con le proprie responsabilit&#224; e messi nelle condizioni di elaborare proposte concrete &#232; gi&#224;, nel suo piccolo, una scuola che educa alla democrazia.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La protesta pu&#242; essere il punto di partenza, ma non dovrebbe rappresentare necessariamente il punto di arrivo. L'obiettivo &#232; trasformare il conflitto in confronto, il confronto in proposta e la proposta in partecipazione.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;In questo senso, la scuola non deve aver paura degli studenti che fanno domande, contestano o chiedono cambiamenti. Deve preoccuparsi, piuttosto, di una generazione che smetta di farle.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Perch&#233; una democrazia viva non si costruisce soltanto nelle istituzioni adulte: si impara ogni giorno nei luoghi in cui ragazze e ragazzi sperimentano per la prima volta il significato concreto della parola cittadinanza.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>



	<item>
		<title>La rivoluzione silenziosa della Fattoria di Alice</title>
		<link>https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/La-rivoluzione-silenziosa-della.html</link>
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		<dc:creator>Laura Tussi</dc:creator>

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		<description>Quando la psichiatria territoriale arretra, la Tuscia risponde con la terra.

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&lt;a href="https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/-Flash-.html" rel="directory"&gt;Flash&lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La storia del welfare italiano &#232; un cantiere permanente di riforme incompiute: un patrimonio di leggi avanzate e principi innovativi che troppo spesso si scontra con risorse insufficienti, servizi fragili e una quotidianit&#224; fatta di difficolt&#224; per le persone con sofferenza psichica e per le loro famiglie. A partire dalla legge Basaglia, l'Italia ha scelto di superare il manicomio come luogo di segregazione, affermando un principio radicale: restituire dignit&#224;, diritti e cittadinanza alle persone con disturbi psichici. Ma il passaggio dalla riforma alla sua piena attuazione si &#232; misurato, e continua a misurarsi, con le difficolt&#224; della sanit&#224; pubblica, con la disomogeneit&#224; dei servizi territoriali e con il peso spesso insostenibile che ricade sulle famiglie.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#200; dentro questa realt&#224; che la Tuscia offre una testimonianza significativa di cittadinanza attiva. Una storia nella quale l'impegno delle famiglie non si limita alla richiesta di assistenza, ma diventa capacit&#224; di costruire relazioni, opportunit&#224; e percorsi concreti di inclusione.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Trent'anni di impegno contro lo stigma&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Nata nel 1993, l'Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia rappresenta da oltre trent'anni un punto di riferimento per un territorio nel quale la questione della salute mentale continua a interrogare istituzioni, servizi e comunit&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La sua esperienza non si &#232; esaurita in una funzione assistenziale. L'associazione ha svolto anche un ruolo di sollecitazione nei confronti delle istituzioni e dei servizi pubblici, contribuendo a mantenere al centro il tema dei diritti e della partecipazione sociale delle persone con sofferenza psichica.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#200; una prospettiva che mette in discussione un'idea ancora troppo diffusa: quella secondo cui la salute mentale riguarderebbe esclusivamente il singolo e la sua famiglia. Al contrario, la sofferenza psichica coinvolge l'intera comunit&#224; e chiama in causa il modo in cui una societ&#224; costruisce inclusione, relazioni e opportunit&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;La Fattoria di Alice: dalla cura alla partecipazione&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#200; in questo percorso che si colloca l'esperienza della Fattoria di Alice, progetto nel quale l'agricoltura sociale diventa uno strumento concreto di inclusione e di riabilitazione.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La terra, il lavoro manuale, la relazione con gli altri, la responsabilit&#224; e la possibilit&#224; di vedere riconosciuto il proprio contributo assumono un valore che va oltre la semplice attivit&#224; occupazionale. Il lavoro agricolo diventa occasione per recuperare autonomia, relazioni sociali e senso di appartenenza alla comunit&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La persona con sofferenza psichica non viene cos&#236; considerata soltanto nella dimensione della malattia o del bisogno assistenziale, ma nella sua complessit&#224;: come persona capace di fare, produrre, partecipare e assumere responsabilit&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#200; questo forse l'aspetto pi&#249; significativo dell'esperienza: spostare il baricentro dalla sola cura alla possibilit&#224; di costruire una vita sociale riconosciuta e dignitosa.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Quando il volontariato diventa una supplenza&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Proprio per questo, esperienze come quella della Fattoria di Alice pongono una domanda politica che non pu&#242; essere elusa. Quanto pu&#242; essere affidato alla capacit&#224; di mobilitazione delle famiglie, delle associazioni e del volontariato ci&#242; che dovrebbe essere garantito attraverso politiche pubbliche strutturate?&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La straordinariet&#224; di una buona pratica territoriale non dovrebbe trasformarsi nella giustificazione della sua precariet&#224;. Al contrario, dovrebbe diventare un punto di partenza per rafforzare i servizi pubblici, sostenere i percorsi di inclusione e costruire una rete stabile tra sanit&#224;, servizi sociali, famiglie, associazioni e territorio.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il rischio, altrimenti, &#232; quello di celebrare le esperienze virtuose senza affrontare le condizioni che le rendono necessarie. Si riconosce il valore di chi, dal basso, costruisce risposte concrete, ma non sempre si interviene sulle fragilit&#224; strutturali che quelle stesse esperienze cercano quotidianamente di compensare.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Dalla Tuscia una lezione per il welfare&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La lezione che arriva dalla Tuscia &#232; dunque importante: la salute mentale non pu&#242; essere affidata n&#233; alla solitudine delle famiglie n&#233; a una concezione puramente assistenziale della cura.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Servono diritti esigibili, servizi territoriali adeguati, risorse e continuit&#224; nei percorsi di presa in carico. Ma serve anche un cambiamento culturale: riconoscere che la persona con sofferenza psichica non coincide con la propria diagnosi e che l'inclusione non pu&#242; ridursi all'assenza di esclusione.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La Fattoria di Alice mostra, attraverso la concretezza della terra e del lavoro, che la riabilitazione pu&#242; significare anche partecipazione, responsabilit&#224; e cittadinanza. &#200; una piccola ma significativa rivoluzione dal basso.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;E proprio per questo pone alle istituzioni una domanda semplice e radicale: se questi percorsi dimostrano che l'inclusione &#232; possibile, perch&#233; non trasformarli da esperienze isolate in una componente stabile delle politiche pubbliche per la salute mentale?&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>



	<item>
		<title>La NATO inizia una rischiosa esercitazione aerea nei nostri cieli</title>
		<link>https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/La-NATO-inizia-una-rischiosa.html</link>
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		<dc:date>2026-10-08T16:11:54Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Laura Tussi</dc:creator>

<category domain="https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/-Segnali-di-pace-.html">Segnali di pace</category>


		<description>Steadfast Noon 2026: deterrenza nucleare, potere aereo e guerra europea.

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&lt;a href="https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/-Segnali-di-pace-.html" rel="directory"&gt;Segnali di pace&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/IMG/arton41046.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;150&quot; height=&quot;98&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;L'esercitazione militare della NATO denominata &#171;Steadfast Noon 2026&#187; si colloca nel complesso quadro della strategia di guerra altamente disastrosa e distruttiva europea e della strategia di deterrenza nucleare e atomica dell'Alleanza Atlantica. Prevista dal 13 al 20 ottobre 2026 e destinata a svolgersi prevalentemente nello spazio aereo del Mar Tirreno, l'attivit&#224; coinvolger&#224; direttamente almeno cinque basi dell'Aeronautica Militare italiana, tra cui quella di Ghedi, in provincia di Brescia. La sua rilevanza non deriva tuttavia soltanto dalle dimensioni operative dell'esercitazione, ma soprattutto dalla funzione che essa svolge nell'ambito della pi&#249; pericolosa pianificazione strategica della NATO e del suo controllo territoriale altamente armato e di sistema bellico distruttivo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Steadfast Noon rappresenta infatti la principale esercitazione annuale dell'Alleanza dedicata alla componente aerea della deterrenza nucleare. Il termine &#171;deterrenza&#187; indica, nel linguaggio strategico e nelle relazioni internazionali, la capacit&#224; di dissuadere un potenziale avversario dall'intraprendere un'azione militare attraverso la prospettiva di una risposta sufficientemente credibile e costosa e mortale per la popolazione e per l'assetto climatico e per l'ambiente nella sua variet&#224; e biodiversit&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Nel caso della deterrenza nucleare, tale logica assume una dimensione particolarmente delicata, poich&#233; coinvolge armi il cui impiego ha conseguenze di portata eccezionale e devastante sul piano umano, politico e ambientale.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;L'esercitazione assume quindi un significato che va oltre la semplice attivit&#224; di addestramento delle forze armate. Essa consente agli Stati membri interessati di verificare procedure, capacit&#224; operative, sistemi di comunicazione e coordinamento tra le diverse componenti militari coinvolte nella pianificazione della deterrenza nucleare. Pur trattandosi di un'esercitazione, e dunque di un'attivit&#224; addestrativa, la sua stessa esistenza testimonia il ruolo che la componente nucleare continua a rivestire nella strategia aberrante di difesa dell'Alleanza Atlantica, per cui veramente molto rischiosa e altamente devastante.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Un elemento particolarmente significativo riguarda il coinvolgimento dell'Italia. Il Paese appartiene al gruppo degli Stati europei che partecipano alla condivisione nucleare della NATO e sul cui territorio sono conservate armi nucleari statunitensi nell'ambito degli accordi dell'Alleanza. In questo contesto, la base aerea di Ghedi riveste una particolare importanza. La presenza di infrastrutture e capacit&#224; militari connesse alla deterrenza nucleare rende infatti alcune installazioni italiane parte integrante dell'architettura strategica attraverso cui la NATO mantiene una capacit&#224; di risposta e di contrapposizione altamente rischiosa, ossia di deterrenza militare nucleare e atomica.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La localizzazione dell'esercitazione nello spazio aereo del Mar Tirreno introduce inoltre una dimensione geografica di particolare interesse. Il Mediterraneo costituisce da decenni un'area pericolosa per l'assetto europeo, poich&#233; mette in relazione il continente europeo con il Nord Africa, il Medio Oriente e le principali rotte marittime internazionali.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La natura stessa di Steadfast Noon comporta un significativo livello di rischio e pericolosit&#224;. Le forze armate non rendono generalmente pubblici tutti i dettagli relativi alle modalit&#224; operative delle esercitazioni, soprattutto quando queste riguardano la componente nucleare della deterrenza, in quanto altamente devastante.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Alcune informazioni possono comunque emergere attraverso documenti relativi alla gestione dello spazio aereo. &#200; questo il caso delle informazioni contenute nei cosiddetti &#171;AIP Supplement&#187;, pubblicazioni che integrano temporaneamente le informazioni aeronautiche ufficiali e che vengono utilizzate per comunicare modifiche o condizioni particolari riguardanti la navigazione aerea.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;L'interesse devastante e rischioso suscitato da Steadfast Noon deriva dunque dall'intersezione di pi&#249; dimensioni. Da un lato, l'esercitazione costituisce uno strumento attraverso cui la NATO mantiene e verifica le proprie capacit&#224; di deterrenza a discapito della tutela del benessere della popolazione civile; dall'altro, la sua presenza sul territorio e nello spazio aereo italiano rende visibile una componente della politica di alti livelli e fattori di rischio che normalmente rimane lontana dall'attenzione quotidiana dell'opinione pubblica.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La questione assume particolare rilievo anche alla luce dell'evoluzione del contesto internazionale. La deterrenza nucleare rimane uno degli elementi pi&#249; oscuri dell'ordine di dinamica militare contemporaneo. I suoi sostenitori la considerano uno strumento destinato a prevenire conflitti di ampia portata, mentre i suoi critici, ossia il mondo del pacifismo, sottolineano i rischi associati alla permanenza di arsenali nucleari, alla possibilit&#224; di errori di valutazione e alle conseguenze assolutamente catastrofiche di un loro eventuale impiego. L'esistenza di esercitazioni come Steadfast Noon si colloca precisamente all'interno di questa complessa dialettica tra deterrenza, preparazione militare e rischio strategico.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Analizzare un'esercitazione di questo tipo significa pertanto andare oltre la descrizione dei movimenti degli aeromobili o dell'impiego delle singole basi. Steadfast Noon rappresenta un momento nel quale diventa osservabile, seppure attraverso informazioni parziali, il funzionamento concreto di una parte dell'architettura di alto livello di rischio e distruzione della strategia euro-atlantica. La sua dimensione addestrativa non ne riduce il valore politico e strategico: al contrario, dimostra come la deterrenza nucleare richieda non soltanto la disponibilit&#224; delle armi, ma anche infrastrutture, personale, procedure, capacit&#224; di comando e sistemi di comunicazione costantemente sottoposti a verifica, ma che non sono mai assolutamente prive di rischio distruttivo assoluto a livello nucleare.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Nel caso italiano, il coinvolgimento di basi come Ghedi rende particolarmente evidente il rapporto tra la dimensione nazionale e quella collettiva della strategia invasiva e distruttiva NATO. Le infrastrutture presenti sul territorio italiano non rispondono infatti esclusivamente a esigenze nazionali, ma sono inserite in una struttura di addestramento militare pi&#249; ampio. Ci&#242; pone inevitabilmente interrogativi di carattere politico e strategico sul rapporto tra sovranit&#224; nazionale, impegni internazionali e partecipazione alla politica di deterrenza.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Steadfast Noon 2026 pu&#242; dunque essere interpretata come una esercitazione concreta della continuit&#224; della deterrenza nucleare nel sistema di guerra e devastazione europeo. La sua rilevanza non risiede soltanto nelle operazioni che verranno condotte nei cieli italiani, ma nel significato pi&#249; ampio che esse assumono. L'esercitazione mostra infatti come, nonostante i cambiamenti intervenuti nello scenario internazionale, la componente nucleare continui a occupare un posto centrale nella strategia bellica e distruttiva della NATO.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>



	<item>
		<title>Il presente assoluto, l'IA e i segni dell'Apocalisse</title>
		<link>https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/Il-presente-assoluto-l-IA-e-i.html</link>
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		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Salvatore A. Bravo</dc:creator>

<category domain="https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/-Filigrana-del-presente-.html">Filigrana dei tempi presenti</category>


		<description>Il mondo che verr&#224; non &#232; iscritto in una profezia, ma nei segni del presente da cui possiamo dedurre ipotesi e problemi.

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&lt;a href="https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/-Filigrana-del-presente-.html" rel="directory"&gt;Filigrana dei tempi presenti&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/IMG/arton41045.png&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;150&quot; height=&quot;112&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il mondo che verr&#224; non &#232; iscritto in una profezia, ma nei segni del presente da cui possiamo dedurre ipotesi e problemi. Mi capita di parlare degli studi dei figli di amici che frequentano le scuole elementari in quartieri difficili. Il primo dato negli ultimi anni &#232; la contrazione degli scritti, infatti scuole che ospitavano anche un migliaio di alunni, negli ultimi anni riescono a formare un paio di prime elementari.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il depopolamento avanza inesorabile. Sicuramente l'iperpresenza di stranieri disagiati e di diversa provenienza conducono a dirottare le iscrizioni verso i quartieri del centro della citt&#224;. Se ci fossero mediatori linguistici e strutture adeguate probabilmente il problema non sussisterebbe. I docenti sopravvivono in contesti classe eterogenei, per cui si lasciano andare e stanchi si adattano a tutto.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Decenni di &#8220;odio&#8221; contro la famiglia e di esaltazione della sessualit&#224; quale strumento per addestrare i pi&#249; giovani, che ora non sono pi&#249; tali, al consumo e alla vendita di s&#233; sul mercato della seduzione hanno sicuramente contribuito a disarticolare la stabilit&#224; dei liberi affetti e hanno consolidato il &#8220;principio che ognuno vende ci&#242; che ha e pu&#242;&#8221;. Se si &#232; giovani, ci si espone nel mercato della seduzione e tale &#8220;addestramento alla libert&#224;&#8221; &#232; la premessa per &#8220;educare all'imprenditorialit&#224;&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Tutto &#232; merce e tutto &#232; mercato, e chiunque osi sollevare dubbi razionali su tale modello sociale che non conosce &lt;i class=&quot;spip&quot;&gt;paideia&lt;/i&gt; &#232; tacciato di &#8220;oscurantismo&#8221;. La libert&#224; &#232; unidirezionale, &#232; solo libert&#224; mercantile che in modo religioso &#232; incarnato nei corpo delle giovani e dei giovani sempre pi&#249; palestrati e tatuati e sempre meno &#8220;coscienti di essere dominati senza prospettive&#8221;. Ora in questo clima si inserisce l'uso smodato e privo di limiti dell'IA.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Bambini che frequentano le scuole elementare gi&#224; la usano a casa e a scuola per svolgere le consegne degli insegnanti. Il merito si fa benedire, per cui i risultati risultano ottimi. I docenti, a dire dei miei amici, sanno e fingono di non vedere e di non sapere. Se sollevassero il problema riceverebbero l'ostilit&#224; dei genitori che li accuserebbero di &#8220;pregiudizi verso i pargoli&#8221;. Se denunciassero in direzione, sarebbero oggetto di &#8220;larvata ostilit&#224;&#8221;. Se si &#232; severi e se si applicano rigidamente le circolari ci sarebbe il rischio di un'ulteriore contrazione degli iscritti.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;In media i genitori hanno acquisito la forma mentis del capitalismo, ovvero conta il risultato e non certo &#8220;il processo&#8221;. Non vogliono problemi, gi&#224; lottano quotidianamente contro la precariet&#224; se poveri, e se benestanti i risultati dei figli nella giungla dei social servono per affermare che sono sempre dei vincenti.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Molti figli sono gi&#224; orfani perch&#233; abbandonati dai genitori e dalla scuola e sono consegnati all'IA e alla rete (volutamente in corsivo). Non conoscono l'impegno, aborrono la disciplina e sono convinti che solo la scaltrezza e il calcolo governino il mondo, per cui si adattano alla &#8220;violenza legalizzata del mercato&#8221;. In fondo le parole: azienda, mercato, competizione con uso dell'inglese e dell'angloitaliano si sommano per formare alla capacit&#224; imprenditoriale.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Sono espressioni e parole ripetute in modo continuo, cos&#236; da non lasciar sfuggire nessuno all'addestramento alla grammatica del padrone (multinazionali e servidorame). Non conoscono altro e non hanno modelli per effettuare semplici raffronti critici, per cui tutto &#232; mercato, dove solo il pi&#249; scaltro sopravvive.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ma c'&#232; di pi&#249;, poich&#233; con l'uso smodato dell'IA le nostre giovani leve sono e diventeranno dei semianafabeti violentissimi e perennemente dipendenti e incapaci di pensare e di differire il desiderio. La violenza frutto di tale dispositivo capitalistico lo chiamano &#8220;patriarcato&#8221;, in tal maniera si evita il problema reale e si pu&#242; continuare l'operazione malvagia di distruzione delle menti, delle coscienze e delle relazioni affettive e sociali.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Un operaio nell'Ottocento aveva capacit&#224; di pensare e di agire assai migliori per qualit&#224; ed etica che uno studente o un giovane adulto del nostro tempo racchiuso nella grammatica della compravendita, e molto spesso il prodotto &#232; lui-lei, non le sue braccia o le sue competenze, ma nella totalit&#224; del corpo e della mente ed &#232; egli stesso a vendersi, in quanto, ripeto, non conosce altro. La democrazia e la tensione dialettica &#232; mito ideologico del nostro tempo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;L'autodeterminazione di cui i liberisti biascicano e che innalzano a trofeo per affermare la differenza tra Occidente e Oriente &#232; solo un mito fondativo, e pertanto &#232; falso come la logica che lo sottende. Questo &#232; il nostro tempo e con questo stato di perenne tensione distruttiva dobbiamo confrontarci. Le eccezioni ci sono, sono forse i martiri del presente o gli eroi che sostengono il peso di una civilt&#224; che si sta estinguendo per lasciare spazio ad una barbarie senza prospettiva, i cui segni sono tutti nel presente e sono ferite sempre pi&#249; profonde che si incidono negli individui e nel corpo sociale. Ritorna, ancora una volta, il monito e la domanda di Lenin:&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#8220;Che fare?&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il capitalismo nella sua fase imperiale &#232; una autentica Apocalisse e il futuro appare pi&#249; fosco del presente. In questo contesto non la resilienza, ma la resistenza &#232; l'unica risposta. Resistere significa conservare la propria malandata umanit&#224; per testimoniare un'altra prospettiva nella speranza che possa trasformarsi in prassi.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il dato certo &#232; che l'incuria verso i nostri giovani prepara la violenza quotidiana e futura e, dobbiamo cominciare, taluni gi&#224; lo fanno, a dimostrare le sorgenti reali della violenza che sembra ammorbare il nostro tempo in modo polimorfico e totalitario. In tempo di magra ogni contributo &#232; prezioso, per cui ogni gesto e ogni parola invisibile e visibile pu&#242; contribuire a cercare l'alternativa alla barbarie del &#8220;presente assoluto&#8221;. Costanzo Preve scriveva del &#8220;capitalismo assoluto&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Oggi dovremmo parlare e scrivere, anche, del &#8220;presente assoluto&#8221; senza memoria e senza futuro nel quale l'Occidente affonda. Chi non ha memoria del passato non pu&#242; certo pensare il &#8220;presente&#8221;. Spezzare il &#8220;presente assoluto&#8221;, per riaprire i &#8220;chiavistelli della storia&#8221; forgiati con il mercato senza limiti e con l'IA ad esso asservita.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>



	<item>
		<title>Persone: Barbara Spinelli, giornalista</title>
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		<dc:date>2026-10-08T04:01:15Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>

<category domain="https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/-Storia,574-.html">Memoria: Persone</category>


		<description>&#200; morta la giornalista e politica Barbara Spinelli: aveva 80 anni.

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&lt;a href="https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/-Storia,574-.html" rel="directory"&gt;Memoria: Persone&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Barbara Spinelli, giornalista, saggista ed ex europarlamentare italiana, &#232; morta a 80 anni. Era la figlia di Altiero Spinelli, uno degli intellettuali che scrissero il cosiddetto &#8220;Manifesto di Ventotene&#8221;, un documento per la promozione dell'unit&#224; europea, e che &#232; considerato tra i padri fondatori dell'Unione Europea. La notizia della morte &#232; stata comunicata dal Fatto Quotidiano, con cui collaborava dal 2016, e dove si occupava soprattutto di politica internazionale.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Spinelli cominci&#242; la carriera di giornalista scrivendo per il quotidiano romano Il Globo, e nel 1976 contribu&#236; a fondare Repubblica; in seguito collabor&#242; anche con il Corriere della Sera e La Stampa, per poi tornare come editorialista a Repubblica.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Nel 2014 fu eletta al Parlamento europeo con la lista L'Altra Europa con Tsipras, occupando tra le altre cose il ruolo di vicepresidente della Commissione affari costituzionali del Parlamento europeo e quello di membro della Commissione per le libert&#224; civili, la giustizia e gli affari interni. L'anno successivo lasci&#242; la lista, continuando a far parte delle istituzioni europee come membro indipendente. Tra i suoi libri pi&#249; noti ci sono Il sonno della memoria. L'Europa dei totalitarismi, Ricordati che eri straniero, Il soffio del mite. Beati i miti, e La sovranit&#224; assente.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Fonte: &lt;a href=&quot;https://www.ilpost.it/2026/10/07/barbara-spinelli-giornalista-morta&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;Il Post&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;hr class=&quot;spip&quot; /&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>



	<item>
		<title>Pfizer licenzia a Catania</title>
		<link>https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/Pfizer-licenzia-a-Catania.html</link>
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		<dc:date>2026-10-08T03:58:38Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione Lavoro</dc:creator>

<category domain="https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/-Flash-.html">Flash</category>


		<description>L'azienda farmaceutica Pfizer ha confermato il licenziamento di 330 dipendenti del suo stabilimento a Catania.

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&lt;a href="https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/-Flash-.html" rel="directory"&gt;Flash&lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Marted&#236; 6 ottobre 2026, dopo un incontro al ministero delle Imprese e del Made in Italy, la multinazionale farmaceutica Pfizer ha confermato l'avvio delle procedure per il licenziamento di 330 dipendenti del suo stabilimento di Catania, su un totale di 550. Anche se negli ultimi anni Pfizer &#232; cresciuta molto grazie alle forniture del vaccino contro il coronavirus, gi&#224; all'inizio del 2022 aveva annunciato l'intenzione di ridurre il numero dei dipendenti dello stabilimento catanese. La ragione &#232; che vi si producono farmaci la cui richiesta &#232; in forte calo, cio&#232; quelli iniettabili a base di penicillina e per uso ospedaliero.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;I sindacati Filctem, Femca e Uiltec hanno fatto sapere che il reparto per la produzione di penicilline chiuder&#224;, e che al momento l'azienda esclude interventi per reintegrare il personale. I sindacati hanno comunque chiesto che il piano di licenziamenti venga ritirato e che l'azienda formuli un piano di rilancio per lo stabilimento. Nei prossimi giorni sono in programma le assemblee dei lavoratori per valutare eventuali mobilitazioni.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Fonte: &lt;a href=&quot;https://www.ilpost.it/2026/10/07/pfizer-licenziamento-dipendenti-stabilimento-catania&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;Il Post&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;hr class=&quot;spip&quot; /&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Palazzolo Acreide (SR), 9 ottobre 2026: la storia di Testa dell'Acqua</title>
		<link>https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/Palazzolo-Acreide-SR-9-ottobre.html</link>
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		<dc:date>2026-10-08T03:53:42Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>

<category domain="https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/-Eventi-in-giro-.html">Eventi in giro</category>


		<description>Comune di Palazzolo Acreide - Museo dei Viaggiatori in Sicilia - BCsicilia &lt;br /&gt;Invito alla presentazione del libro di Maurizio Dimartina Uomini, terre e santi : Storia di Testa dell'Acqua, borgo dell'altopiano di Noto &lt;br /&gt;Saranno presenti: &lt;br /&gt;Salvatore Gallo, Sindaco di Palazzolo Acreide &lt;br /&gt;Francesca Gringeri Pantano, Direttrice del Museo dei Viaggiatori &lt;br /&gt;L'autore Maurizio Dimartina dialogher&#224; con Luigi Lombardo, Presidente BCsicilia sede di Palazzolo Acreide &lt;br /&gt;Carmelo Scandurra, Condirettore del Museo dei (...)


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&lt;a href="https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/-Eventi-in-giro-.html" rel="directory"&gt;Eventi in giro&lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Comune di Palazzolo Acreide - Museo dei Viaggiatori in Sicilia - BCsicilia&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Invito alla presentazione del libro di Maurizio Dimartina &lt;i class=&quot;spip&quot;&gt;Uomini, terre e santi : Storia di Testa dell'Acqua&lt;/i&gt;, borgo dell'altopiano di Noto&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Saranno presenti:&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/dist/puce.gif&quot; width=&quot;8&quot; height=&quot;11&quot; alt=&quot;-&quot; /&gt; Salvatore Gallo, Sindaco di Palazzolo Acreide&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/dist/puce.gif&quot; width=&quot;8&quot; height=&quot;11&quot; alt=&quot;-&quot; /&gt; Francesca Gringeri Pantano, Direttrice del Museo dei Viaggiatori&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/dist/puce.gif&quot; width=&quot;8&quot; height=&quot;11&quot; alt=&quot;-&quot; /&gt; L'autore Maurizio Dimartina dialogher&#224; con Luigi Lombardo, Presidente BCsicilia sede di Palazzolo Acreide&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/dist/puce.gif&quot; width=&quot;8&quot; height=&quot;11&quot; alt=&quot;-&quot; /&gt; Carmelo Scandurra, Condirettore del Museo dei Viaggiatori&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Venerd&#236; 9 ottobre 2026 - Ore 18.00 - Museo dei Viaggiatori in Sicilia, Via Maestranza, 5 - Palazzolo Acreide&lt;/p&gt; &lt;dl class='spip_document_35056 spip_documents spip_documents_center' &gt;
&lt;dt&gt;&lt;img src='https://www.girodivite.it/index.php/ecrire/IMG/jpg/Palazzolo_Acreide_9_ottobre_2026_-_Uomini_terre_e_santi.jpg' width='500' height='708' alt='JPEG - 224 Kb' /&gt;&lt;/dt&gt;
&lt;dt class='spip_doc_titre' style='width:350px;'&gt;&lt;strong&gt;Palazzolo Acreide, 9 ottobre 2026 - Uomini, terre e santi&lt;/strong&gt;&lt;/dt&gt;
&lt;/dl&gt;&lt;/div&gt;
		
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