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Zodiac

Un film di David Fincher. Con Jake Gyllenhaal, Robert Downey Jr., Mark Ruffalo, Anthony Edwards, Elias Koteas, Brian Cox, Chloë Sevigny e Philip Baker-Hall.

di Antonio Cavallaro - mercoledì 23 maggio 2007 - 4945 letture

La storia di uno dei serial-killer più famosi di tutti i tempi, Zodiac, che terrorizzo la costa occidentale degli Stati Uniti tra gli anni sessanta e settanta, rivisitata attraverso gli omicidi commessi, quelli che si volle attribuire e gli effetti che la sua comparsa determinò nell’opinione pubblica e nei media, nella vita dei poliziotti, dei giornalisti e di un vignettista che seguirono la sua vicenda.

Scritto da James Vanderbilt sulla base dei documenti investigativi, il film trae spunto proprio dal best-seller del vignettista Robert Graysmith (interpretato da Jake Gyllenhal), che trasformatosi in investigatore, scrisse un libro che ripercorreva in maniera meticolosa tutti gli avvenimenti, finendo per proporre l’identità del possibile colpevole. Infatti il caso Zodiac a più di trent’anni di distanza rimane un caso aperto, dato che la polizia non ha mai arrestato nessuno e lo stesso maggiore indiziato è morto poco prima di poter essere processato.

Con la collaborazione di un intero cast d’attori in stato di grazia, Fincher realizza un film misurato ed equilibrato (pieno di dialoghi e pause che non devono trarre in inganno), che trova proprio in queste misure la sua forza. Senza concedere nulla alla spettacolarizzazione, Fincher orchestra con grande abilità gli elementi a disposizione forniti dalla sceneggiatura, riuscendo comunque a mantenere alta la tensione per tutta la durata del film, fornendo una sorprendente prova di maturità, quella stessa maturità (o accortezza) deficitaria nei suoi film più famosi (Seven e Fight Club), che gli aveva precluso la realizzazione del “capolavoro”.

Thriller molto al di fuori dagli schemi e dai canoni di genere quindi, al quale Fincher però non rinuncia a porre il suo marchio autoriale, quella missione ossessiva di cui si fanno carico i protagonisti dei suoi film, che questa volta grava su un folto numero di soggetti: protagonisti e comprimari, vittime e carnefice. Una curiosità: il film è stato montato più volte perché non riusciva a incontrare i favori del pubblico dei test di prova di gradimento, ma anche dopo, uscito nelle sale, è stato snobbato e quasi ignorato. Nota finale per il grande Philip Baker Hall al suo secondo Zodiac.


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