Zanotelli: perché Ucraìna sì e Congo no?

Il Giornale ufficialmente venduto ‒ Benedetto XVI il primo ad usare Twitter ‒ 1954: nasce la Rai-Tv ‒ Aumenta costo-copia per il Fatto Quotidiano e Le Monde ‒ Per sconfiggere la noia usate i social, ma…

di Adriano Todaro - mercoledì 4 gennaio 2023 - 2110 letture

UFFICIALE: Il GIORNALE VENDUTO ‒ Ormai è ufficiale. Il Giornale di Berlusconi è stato venduto al gruppo della famiglia Angelucci proprietaria di altre testate e di diverse cliniche nel Lazio che fanno capo al gruppo San Raffaele. Antonio Angelucci è stato eletto per quattro volte deputato nelle liste de Il Popolo della Libertà e di Forza Italia. Nel 2022 è passato alla Lega.

APPELLO DI ZANOTELLI ‒ Padre Alex Zanotelli, missionario comboniano ha rivolto ai giornali un appello affinché raccontino quello che sta avvenendo oggi in Africa, in particolare in Congo per la guerra scatenata dal Rwanda per annettere le confinanti province dell’Ituri e del Nord Kivu, ricche di minerali fondamentali per l’industria high tech. E accusa i giornalisti occidentali di avere due diversi atteggiamenti nei confronti della guerra: in Ucraina, seguitissima, e in Congo, dimenticata. «Il mio è un pressante appello a voi giornalisti e giornaliste perché facciate conoscere la drammatica situazione in cui vive la popolazione del Congo. Alcuni anni fa vi avevo rivolto un altro appello: "Rompiamo il silenzio sull’Africa" con il quale non vi chiedevo atti eroici, anche perché sappiamo bene che i media sono nelle mani dei ‘poteri forti’, ma uno sforzo per diffondere qualche notizia in più sui tanti drammi che vivono i popoli dell’Africa. E ringrazio tutti coloro che continuano a prodigarsi per questo. Ora sono qui a chiedervi di fare lo stesso per il Congo che vive una immensa tragedia». «La guerra in Ucraìna ‒ continua Zanotelli ‒ ha visto uno slancio di umanità e solidarietà senza precedenti… È incredibile notare quanto sia abbondante l’informazione sulla guerra ucraina e quanto silenzio ci sia sulla guerra in Congo, ma anche su tanti altri conflitti africani dimenticati, come quello in Sud Sudan. Una guerra, quella del Congo, che dura da sessant’anni e ha già fatto dodici milioni di morti. E tutto questo per l’immensa ricchezza mineraria del Congo che è diventata la sua maledizione. In quel Paese, infatti, ci sono i minerali essenziali per l’high-tech come il coltan (80% della produzione mondiale), il cobalto, il litio, (e molti altri) che sono elementi fondamentali per i nostri telefonini, per le pile elettriche delle nostre auto….».

BENEDETTO XVI IL PRIMO PAPA COL CINGUETTIO ‒ «Cari amici – aveva scritto - è con gioia che mi unisco a voi via twitter. Grazie per la vostra generosa risposta. Vi benedico tutti di cuore». Era il dicembre 2012, pochi giorni prima di Natale e Benedetto XVI, Joseph Ratzinger, per la prima volta usava Twitter. Da quel momento l’account Twitter @Pontifex, è diventato la voce ufficiale anche di Papa Francesco.

NASCE LA RAI-TV ‒ Il 3 gennaio 1954 nasce Rai-Tv. Dopo un annuncio letto da Fulvia Colombo la mattina di domenica 3 gennaio 1954, il primo programma – ricorda Adnkronos – in onda è "Arrivi e partenze", condotto da Mike Bongiorno dedicato ai vip in transito a Roma. Chiude i programmi la prima edizione della "Domenica Sportiva".

AUMENTA COSTO-COPIA IL FATTO E LE MONDE ‒ Con l’anno nuovo Il Fatto Quotidiano ha aumentato il costo-copia del quotidiano. Da 1,80 euro è passato a 2 euro. La motivazione? A causa ‒ spiega il quotidiano ‒ «dell’aumento del costo della carta, degli altri costi di produzione e il calo della pubblicità». Il Fatto è uno dei pochi organi di stampa che non riceve finanziamenti pubblici. La stessa cosa avviene in Francia e riguarda Le Monde. Il quotidiano annuncia l’aumento del prezzo della sua versione cartacea di 20 centesimi in settimana, per un totale di 3,40 euro, e di 30 centesimi nel week-end, con il supplemento M Le magazine du Monde. Anche in questo caso ‒ come riporta l’Ansa ‒ l’aumento è dovuto alla «forte inflazione dei nostri costi industriali (prezzo della carta raddoppiato, ma anche aumento dei costi di produzione e dell’energia)».

NOIA? USATE I SOCIAL, MA… ‒ Da uno studio coordinato dal Trinity College di Dublino, ripreso dall’Ansa, apprendiamo che i social media si rivelano molto utili per alleviare la noia ma, allo stesso tempo, possono bloccare la creatività e la possibilità di scoprire nuove passioni perché richiedono troppo tempo e moltissime energie. Il Covid-19, e il lockdown hanno fornito a molte persone la rara opportunità di sperimentare i due livelli della noia, quella superficiale e quella profonda, identificati dal filosofo tedesco Martin Heidegger. La noia superficiale, quella più comune, può essere definita come la sensazione d’irrequietezza, familiare a molti, che spinge a cercare distrazioni temporanee dalla vita quotidiana: in questo ambito, i social media e gli smartphone giocano un ruolo fondamentale.


- Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -