Vocabolario resistente: Lettera C
Nuova puntata del Vocabolario Resistente, di Alessandra Calanchi. Questa settimana tocca alla lettera C...
1 Cancer Moonshot
2 Carbon emissions mitigation, c. footprint, c. market, c. pricing, c. sequestration
3 CEC
4 changing climate, climate, c. accountability, c. change (con e senza trattino), c. crisis, c. consulting, c. model(s), c. resilience, c. risk, c. science, c. smart, c.s. agriculture, c.s. forestry, c. variability
5 chestfeed + people, c. + person (vedi settimana 2 breastfeed)
6 clean energy, c. fuel, c. power, c. water
7 commercial sex worker
8 community, c. diversity, c. equity
9 confirmation bias
10 contaminants of environmental concern
11 continuum
12 Covid-19
13 critical race theory
14 cultural competence, c. differences, c. heritage, c. relevance, c. sensitivity; culturally appropriate, c. responsive
1, Cancer Moonshot
Si tratta di un’iniziativa nata in USA al fine di ridurre in maniera significativa i morti per cancro e di migliorare la vita di coloro che ne sono affetti. Inaugurato nel 2016, il progetto è stato rinnovato nel 2022 sotto la presidenza Biden, con l’obiettivo di ridurre la mortalità di almeno il 50% nei prossimi 25 anni, dopo aver iniziato nel 2020 a fare ricerca mirata per individuare un vaccino anticancro. Nei primi mesi del 2025 i pesanti tagli alle università di Harvard e Columbia hanno penalizzato questo programma, che ora DT tenta di far sparire anche dal linguaggio. Soprattutto i NIH (National Institutes for Health) si sono visti ridurre drasticamente fondi legati alla ricerca sul cancro e altre malattie gravi. In una nazione già molto penalizzata dalla mancanza di una sanità pubblica, le conseguenze di questo non possono che essere disastrose.
Facciamo circolare le notizie anche in Italia, dove (quasi) nessuno ne parla? [1]
2 Carbon emissions mitigation, c. footprint, c. market, c. pricing, c. sequestration = riduzione delle emissioni di carbonio, impronta del c., mercato del c., prezzo del c., sequestro del c.
Una carbon footprint (raffigurata proprio come l’impronta di un piede) rappresenta la quantità complessiva di gas serra (compresi il diossido di carbonio e altri gas come il metano) rilasciati nell’atmosfera a causa delle attività umane. È un mezzo per misurare l’impatto di queste attività sul cambiamento climatico, e un’ampia impronta indica un ampio contributo al riscaldamento globale. Può essere calcolata per individui, organizzazioni, prodotti e perfino paesi. Tutte le altre espressioni sono facilmente deducibili e sono legate a diversi contesti. Senza entrare in dettagli tecnici, il cosiddetto “sequestro del carbonio” rappresenta una delle possibili opzioni per diminuire l’anidride carbonica atmosferica.

- carbon footprint
Se volete sapere qualcosa di più sui 7 miliardi di tonnellate di emissioni in più che avremo grazie al cosiddetto BBB (Big Beautiful Bill).
Per quanto riguarda l’Italia, in questi giorni sono stati fatti i primi passi significativi per la decarbonizzazione l’ex Ilva…
3 CEC
Concedetemi un momento di ilarità. Il problema con gli acronimi è che ce ne sono tanti, che si moltiplicano ogni giorno, e che a volte si sovrappongono fino a creare un labirinto alla Borges, un luogo in cui i significati si perdono anziché mostrarsi. CEC può stare per:
A), tecnologia CEC (Consumer Electronics Control) ovvero quella che consente di controllare i dispositivi HDMI con un telecomando.
B), “macchina cuore-polmone” o circolazione extracorporea (CEC), un dispositivo che supporta temporaneamente le funzioni del cuore e dei polmoni durante interventi chirurgici, specialmente in cardiochirurgia. Ma questo vale per l’italiano.
C), ed è il nostro caso, CEC sta per Congressional Equality Caucus.
Si tratta di un gruppo (in origine chiamato Congressional LGBTQ+ Caucus e formato da rappresentanti gay per sostenere i diritti LGBTQ+. Grazie al Caucus sono state presentate diverse leggi, tra cui il Respect for Marriage Act, firmato da Biden nel 2022, e l’Equality Act, che non è mai passata al Senato.
Caucus indica, precisamente, una riunione dei dirigenti di un partito politico per la scelta di candidati alle elezioni o a ricoprire cariche pubbliche, per stabilire programmi o fissare l’ordine del giorno per le assemblee generali del partito; più genericamente, riunione o raggruppamento. L’etimologia è interessante: il termine deriva da una lingua nativa americana, l’algonchino, e significava “Consiglio”.
4 changing climate, climate, c. accountability, c. change (con e senza trattino), c. crisis, c. consulting, c. model(s), c. resilience, c. risk, c. science, c. smart, c.s. agriculture, c.s. forestry, c. variability = clima che cambia, clima, responsabilità climatica, cambiamento climatico, crisi climatica, consultazione sul clima, modelli climatici, resilienza climatica, rischio climatico, scienza del clima, climaticamente intelligente (adattato/a al clima), agricoltura climaticamente intelligente (adattata al c.), attività forestali climaticamente intelligente (adattate al clima), variabilità climatica.
Qui la questione è semplice: la parola tabu è clima. Bastava quella. Tutte le altre ci girano intorno, ma sempre di clima si parla. Nel momento in cui abbiamo un bollettino meteorologico, le previsioni del tempo, qualcuno che ci dice se dobbiamo prendere o no l’ombrello, se è meglio andare al mare o in montagna, tutto il resto è di scarsa importanza. Perché preoccuparsi di un fenomeno che è sotto i nostri occhi, ma per affrontare il quale dovremmo fare tutti un passo indietro, fare rinunce, sacrifici, organizzare un percorso a ritroso che ci riporti a quella fase dell’antropocene (pardon, capitalocene) in cui era ancora possibile prendere dei provvedimenti? Le nazioni organizzano incontri, e rimandano sempre al futuro scelte che sarebbe già tardi fare adesso. Meglio nascondere le parole.
Invece no, noi non le nascondiamo.
Cerchiamo, nel nostro piccolo, di utilizzarle, e di farle seguire dall’azione. Risparmiamo sul riscaldamento. Sull’auto. Sul condizionatore. Sugli elettrodomestici. Diamo il buon esempio ai nostri amici, ai nostri figli. Alle generazioni che verranno. Se verranno.
5 chestfeed + people, c. + person (cfr. agosto, settimana 2, punto 8)
Chest è il petto, il torace. In questo caso, femminile.
A meno che non sia proibito a un uomo di allattare tenendo stretto al petto un biberon.
6 clean energy, c. fuel, c. power, c. water = energia pulita, carburante pulito, acqua pulita/potabile
E qui torniamo ai punti 2 e 4. Il presidente si ripete, nel suo orgasmo censorio. Tanto da vedere nella pulizia qualcosa di pericoloso, come nel prefisso bio. A lui evidentemente piace lo sporco, ciò che inquina, ciò che fa ammalare – ma che fa guadagnare, tanti tanti milioni.
A me la parola pulizia piace, evoca l’ecologia, l’igiene, la salute. Purché non diventi pulizia etnica, ovvero quel programma di eliminazione delle minoranze, realizzato attraverso il loro allontanamento coatto o ricorrendo ad atti di aggressione militare e di violenza. Quella sì che piace al presidente, ma lui la chiama orgogliosamente deportazione e la attua con i migranti, i messicani, gli studenti stranieri, e non solo.
7 commercial sex worker = lavoratrice/lavoratore del sesso
Si tratta di un’espressione poco usata in italiano, e generalmente più riferita all’ambito femminile, che significa “prostituta” o “escort” ma che può descrivere chiunque lavori in tutti i settori dell’industria del sesso, inclusa la pornografia. È tuttavia importante distinguere tra chi svolge questo lavoro liberamente e chi è vittima di tratta e sfruttamento sessuale. Probabilmente DT, pur con la sua expertise nel campo dell’industria del sesso, preferisce una terminologia più tradizionale – o forse nega l’evidenza.
8 community, c. diversity, c. equity = comunità, diversità nella comunità, equità nella comunità
Si tratta di definire innanzitutto la “comunità” e poi abbinarle due nozioni che sono la “diversità” e l’ “equità”. Molto più semplice bandirle tutte e tre. Comunità è un termine usato in molti casi, dai gruppi che frequentano la chiesa (es. la comunità dei cristiani) alle comunità linguistiche, montane, fino alle communities del web o virtuali (gruppi di persone che interagiscono tra loro online, spesso condividendo interessi, passioni o obiettivi comuni. Una comunità del tipo che spaventa DT è evidentemente quella in cui tutti i membri godano degli stessi diritti, di identiche opportunità e di eguale accesso alle risorse, indipendentemente dal loro background, dalla loro identità o da altre variabili (sesso, età, ecc.). Ciò include la garanzia che tutti possano usufruire dei servizi essenziali, e che abbiano diritto all’istruzione, al lavoro, e la possibilità di esprimere la propria opinione.
A me sembra qualcosa di assolutamente condivisibile, e non mi riferisco a Marx ma alla Dichiarazione d’Indipendenza (1776). Un pericoloso documento sovversivo?
9 confirmation bias
Della bias abbiamo già parlato (agosto, settimana 2, punto 3). Con confermation bias si intende la tendenza a ricercare, interpretare e richiamare informazioni che si allineano a nostri valori, opinioni o credenze preesistenti. Ci si riferisce cioè alla raccolta di informazioni che amplificano quello che crediamo già, invece di esercitare un pensiero critico e valutare altre possibilità. È un errore cognitivo che influenza il modo in cui elaboriamo le informazioni, portandoci a minimizzare o sottovalutare interpretazioni diverse, o anche dati che non ci piacciono, rafforzandoci nei nostri pregiudizi. Molto usata in ambito politico, questa tendenza va evitata come la peste; viceversa, la parola va detta, ripetuta, ribadita, problematizzata, studiata a scuola e riconosciuta come nociva alla comunicazione e al pensiero libero.
10 contaminants of environmental concern = contaminanti nocivi per l’ambiente
Tre parole pericolose: contaminazione (bisogna essere negazionisti e negare che esista, come l’inquinamento o il cambiamento climatico); preoccupazione (l’unica preoccupazione è e deve essere MAGA, Make America Great Again; di nocivo ci sono solo i woke); ambiente (qualcosa che è sempre esistito e sempre esisterà, con buona pace degli ambientalisti). Se le eliminiamo dal nostro lessico, vivremo per sempre felici e contenti.
Vogliono farcelo credere, ma io vi suggerisco di dare un’occhiata all’Orologio dell’Apocalisse, secondo il quale a inizio gennaio 2025 siamo a 89 secondi dalla fine del mondo.
11 continuum
Onestamente, non ho idea del perché questa parola sia sulla lista nera. Viene naturalmente dal latino, la usiamo anche in italiano, e significa qualcosa che continua, un insieme costituito di molte parti, o anche una gamma (di fenomeni o situazioni) che è sempre presente. Può indicare una sequenza di elementi adiacenti non percettibilmente diversi l’uno dall’altro, ma i cui estremi sono distinguibili. Ancora, può rappresentare un’area che viene divisa all’infinito. È anche una semplificazione che rende possibile investigare il movimento della materia su scale maggiori rispetto alla distanza fra singole particelle. Il termine è usato in matematica, nella meccanica dei fluidi, e naturalmente in fisica: per esempio, il continuum spazio-temporale è uno dei concetti più interessanti emersi dalla teoria della relatività. Chiamato anche spaziotempo, è infatti un concetto fisico e matematico che unisce spazio e tempo in un’unica entità quadridimensionale. In questo modello, ogni evento nell’universo ha una posizione nello spazio e un istante nel tempo, e questi due aspetti sono considerati inseparabili.
In psicologia, il continuum rappresenta una sorta di linea dove agli estremi ci sono due variabili opposte, ad esempio a un estremo possiamo trovare l’introversione e all’altro l’estroversione. In base alla sua posizione lungo il continuum, un individuo è più o meno estroverso/introverso, mentre se si trova su uno dei due estremi è totalmente polarizzato su di esso. Che c’entra DT in tutto questo, e perché non gradisca questo concetto, ripeto: non ne ho la minima idea.
Continuiamo nell’indagine, ci avviciniamo forse alla soluzione. In sociologia, continuum indica un rapporto di continuità, fra due fatti o situazioni sociali, quando fra questi fatti o situazioni non si può stabilire una polarità assoluta. Continuum, quindi, si può considerare l’opposto di dicotomia.
Per esempio, parlare dell’esistenza di un continuum rurale-urbano significa negare l’esistenza di un rapporto di reciproca delimitazione ed esclusione fra il mondo rurale e quello urbano e accettare invece l’idea di una loro interdipendenza e compenetrazione.
Dunque, ciò che infastidisce il presidente potrebbe la sostituzione, a livello dell’immaginario collettivo, del concetto di dicotomia (dualismo, manicheismo, distinzione) con quello di continuità. È certamente più facile governare sulla base che il bene è tutto da una parte e il male è tutto dall’altra, che una cosa può essere bianca o nera, che una risposta può essere solo sì o no, rispetto ad aprire la mente a una gamma pressoché finita di possibilità. Per semplicità, facciamo un salto in Oriente e pensiamo al simbolo del Tao, in cui l’intreccio (dinamico, mai statico) di Yin e Yang racchiude un enigma antico: opposti che non si scontrano ma si fondono, rivelando l’ordine nascosto dell’universo.
Nulla è solo luce o ombra, ma il divenire di tutte le cose e un continuo fluire tra le forze primordiali.
12 Covid-19
Non nominare il Covid (anzi: un amico mi spiegava alcuni giorni fa che si sarebbe dovuto dire LA Covid, perché sta per corona virus disease e disease in italiano è malattia, nome comune singolare femminile) è parecchio difficile, anche se negli US si è usato soprattutto corona virus nella comunicazione. Ricorderemo bene la colpevolizzazione della Cina da parte del Nostro, la sua sfiducia aggressiva nei vaccini, la leggerezza con cui trattava l’argomento (propose a un certo punto di bere candeggina, o è un mio ricordo alterato?). Ciliegina sulla torta, oggi non c’è altro da fare che dimenticarne il nome, cancellando la memoria dei 18 milioni di decessi nel mondo di cui 1 milione negli Stati Uniti (il paese più colpito al mondo, con oltre 100 milioni di casi confermati al 1° gennaio 2023). Nel suo delirio negazionista, riuscirà a imporre a Hollywood e alle compagnie televisive di eliminare le mascherine dai film che le ritraggono nei periodi della pandemia? Riuscirà a farle cancellare dai giornali dell’epoca e soprattutto dai testi scientifici e dai manuali di medicina? Per il momento, ha annunciato il ritiro dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
13 critical race theory = teoria critica della razza
Si tratta di un quadro analitico usato in ambito giuridico per studiare il razzismo sistemico e istituzionale, cioè non quello basato su semplici pregiudizi individuali ma quello interiorizzato a livello sociale e politico. Abbreviato come CRT, è da anni osteggiato dai Repubblicani soprattutto per quanto riguarda l’istruzione: non vogliono infatti che questi argomenti vengano insegnati, né a scuola né all’università, in quanto considerati divisivi. Le famiglie conservatrici temono che gli insegnanti vogliano indottrinare gli allievi con una storia revisionista e antiamericana, mentre quelle più progressiste ritengono che la realtà americana non debba essere nascosta ai loro figli.
Nata negli anni ’70, sull’onda dei movimenti per i diritti civili, la CRT accusa la cultura americana e bianca di aver rinchiuso all’interno dei suoi schemi culturali e linguistici razzisti le minoranze etniche, di retaggio schiavistico o migratorio, dell’Occidente. La mancanza di inclusività della società americana, che per i sostenitori della CRT sarebbe ancora fortemente penalizzante nei confronti delle minoranze etniche (prima tra tutte quella afroamericana), sarebbe quindi causata dalla struttura stessa dell’ordinamento sociale degli Stati Uniti, creato da e per i bianchi nonostante le avvenute conquiste nel campo dei diritti e dell’abolizione della segregazione razziale negli stati del Sud.
Slavoj Zizek ricorda che con un ordine esecutivo firmato il 27 marzo 2025, DT ha incaricato il vicepresidente di bloccare i finanziamenti pubblici destinati a “mostre o programmi che degradano i valori americani condivisi, dividono gli americani in base alla razza, o promuovono ideologie o iniziative in contrasto con le leggi e le politiche federali”. (Trump e il fascismo liberale, Ponte alle Grazie 2025). Principale oggetto del provvedimento è lo Smithsonian, il complesso museale più grande del mondo, eccellenza americana e icona globale, oggi “caduto sotto l’influenza di un’ideologia divisiva, incentrata sulla razza” (M. Williams, su CNN Politics, 28 marzo 2025).
Per quanto riguarda l’Italia, ricordo agli/alle smemorati/e che abbiamo avuto nel 1938 le ignobili Leggi Razziali, definite “Leggi per la difesa sella razza”, che miravano a discriminare e perseguitare gli ebrei con l’obiettivo di creare una società “ariana”, e che preparavano il terreno allo sterminio nei lager nazisti [2]
In realtà l’Italia è rimasto un paese molto razzista, lo si vede da come ci comportiamo con i migranti e i profughi, e non solo: raccomando la lettura di Anna Curcio, L’Italia è un paese razzista, DeriveApprodi 2024.
14 cultural competence, c. differences, c. heritage, c. relevance, c. sensitivity; culturally appropriate, c. responsive = competenza culturale, differenze c., retaggio c., rilevanza c., sensibilità c.; culturalmente appropriato/a/i/e, c. reattivo/a/i/e.
Wow, una lunga lista davvero, questa che conclude la lettera C. Si prende gioco di noi, il linguista che è in DT? Cioè: possiamo dire “cultura” tutte le volte che vogliamo? Il sostantivo sì, ma l’aggettivo e l’avverbio no? I suoi calcoli si fanno sempre più sofisticati. Mi ci perdo. Quasi quasi mi arrendo, e non sono neanche a un terzo dell’alfabeto! Eppure, i tagli alla cultura sono sotto gli occhi di tutti. Quindi ce l’ha anche con la cultura in sé. O la taglia, o vuole ridisegnarla. Vedasi le Università e i Musei.
Ci ricorda un po’ quel che accade in Italia: tagli alla scuola, all’università, alla sanità… e l’implorante grido di trionfo: “basta con l’egemonia culturale della sinistra!” (o “sub-culturale”, come la chiamava Marcello Veneziani già nel 2022) che si permetteva pure di citare Antonio Gramsci e Umberto Eco.
Per par conditio, cito Marco Bascetta da Il Manifesto:
[…] quell’«egemonia culturale» cui confusamente ci si riferisce nel dibattito pubblico significa poco più che una questione di poltrone e poteri amministrativi. Se guardiamo invece alle cose che contano, quelle che incidono sui caratteri di una società, se ci riferiamo a ciò che il linguaggio dotto chiamava una «temperie», scopriremmo che la destra, e non solo quella italiana, detiene l’egemonia culturale da più di un quarantennio e che la sinistra, convinta del suo primato intellettuale, versa da altrettanto tempo in una condizione di beata e inconsapevole subalternità [3].
Sulla diversity, rimandiamo alla lettera D
Buona settimana!
Questo articolo fa parte della serie Vocabolario resistente.
Vocabolario resistente, di Alessandra Calanchi
Ricordiamo bene la “neolingua” di 1984 (Orwell 1949) e anche i libri proibiti di Fahrenheit 451 (Bradbury 1953), ma ora la realtà ha superato la distopia più estrema. Mi riferisco naturalmente all’elenco di parole “non gradite” al regime dell’attuale presidente USA, un elenco grottesco e preoccupante che invece di suscitare ilarità e un TSO ha sollevato un po’ di indignazione per poi essere accettato dalle amministrazioni pubbliche, incapaci – salvo pochi casi – di disobbedire (un verbo caro a Thoreau, filosofo e scrittore americano che nell’800 finì in carcere per essersi rifiutato di pagare le tasse che avrebbero finanziato la guerra contro il Messico, autore della Disobbedienza civile, 1848). Così molte università hanno iniziato a cambiare nome a programmi di studio, svuotandoli dei contenuti sgraditi, e perfino la NASA ha scelto di cancellare i riferimenti alla “prima donna sulla Luna” o a “un nero nello Spazio”. La mia nuova rubrica si occuperà di commentare ogni singola parola invisa al regime Trump 2, e di raccomandarne l’uso, anche nel nostro Paese, invitando alla resistenza linguistica e culturale, una resistenza disarmata ma potente, efficace, e a costo zero.
Trovate la lista qui, ma è incompleta perché nuove parole vengono aggiunte. La lista è stata definita “chilling”, letteralmente: “agghiacciante”. Il fatto stesso che ci sia una lista lo è.
[1] Leggi: Democrats appropriations ; The Lancet ; OncoDaily.com.
[2] Leggi: Leggi entiebraiche in pdf ; e su: AllacciatiLeStorie.
[3] Su: Il Manifesto.
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