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Vizzini, la città di Giovanni Verga

Il 27 gennaio 1922 moriva il più celebre rappresentante del Verismo.

di Piero Buscemi - mercoledì 13 aprile 2022 - 1556 letture

Il 2022 vedrà la celebrazione dei centenari di diversi personaggi della cultura nazionale e internazionale. Spaziando tra il grande schermo, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman e Pier Paolo Pasolini per citarne qualcuno, e la letteratura con Marcel Proust e Jack Kerouac, ci si potrebbe soffermare sulla maestosità e l’influenza che questi nomi hanno segnato nella vita delle generazioni future.

Tra questi, essendo di parte, vogliamo ricordare forse il più incisivo e carismatico scrittore del Verismo italiano, il nostro Giovanni Verga. Per farlo quale migliore scelta se non recarsi nei luoghi che lo hanno visto nascere e maturare le riflessioni e l’analisi sulla società del suo tempo, assorbendo dalla gente del posto quelle ispirazioni che gli hanno consentito di scrivere i capolavori letterari che, più di altri, hanno sempre trovato un ottimo riscontro e fascino da parte degli studenti di qualsiasi latitudine.

Non ci perderemo nelle scontate citazioni dei titoli del suo indimenticabile curriculum letterario, né ci soffermeremo nella descrizione e nella personale interpretazione del carattere e della personalità dei suoi personaggi. Ci limiteremo a raccontarvi in breve la nostra visita a Vizzini, la cittadina ombelico della caratteristica zona della Sicilia orientale, appartenente alla provincia di Catania nei territori tra il ragusano e il siracusano.

Vizzini è raggiungibile percorrendo la 194, conosciuta coma la Catania-Ragusa che consente di raggiungere le altre località note nella zona, tra le quali Buccheri e Militello Val di Catania, per proseguire una volta giunti a Vizzini fino a Caltagirone e Gela. Il paese ospita il Museo "Immaginario Verghiano" che raccoglie gran parte delle testimonianze sulle trasposizioni teatrali e cinematografiche tratte dalle opere di Verga.

Il museo si raggiunge da Piazza Umberto, che ci accoglie con due grandi drappi che adornano il Palazzo municipale e salendo i gradoni della Scalinata in maiolica posta proprio alla destra della facciata del palazzo. Una breve svolta a destra e il palazzo settecentesco che ospita il museo e che fu di proprietà del noto medico Gesualdo Costa, si offre ai visitatori. Qui, accolti da due giovani guide, è possibile visitare al piano terra la ricostruzione fedele del mondo rurale e contadino di oltre un secolo fa, con gli ambienti che ospitano gli oggetti, le macchine e gli abbigliamenti raccolti nella sezione etnoantropologica.

Il piano superiore ci immerge nell’immaginario verghiano. Locandine della Cavalleria Rusticana, costumi di scena, una tuba e un gilet dello scrittore, alcuni documenti scritti di suo pugno sarebbero sufficienti per giustificare la visita. Il museo, però, ci consente di scoprire e ammirare la seconda e meno conosciuta vena artistica di Giovanni Verga. La sua passione per la fotografia in un periodo in cui le lastre, i sali argentei, le ingombranti macchine fotografiche e il fascino di sfuocati bianco e nero ci regalano uno spunto di immaginazione che ci consente di ricostruire nelle nostre menti un periodo storico siciliano, non così troppo lontano dal nostro presente e che spesso ci ha deliziati nei racconti dei nostri nonni.

Un’atmosfera che meriterebbe maggiore rispetto e valorizzazione per questo alto patrimonio culturale che la storia della Sicilia ha tramandato alle nuove generazioni. Non è piacevole, diremmo di cattivo gusto giungere davanti alla piazza che ospita il municipio ed essere costretti a deviare auto parcheggiate alla meno peggio, per usare un eufemismo. Altra immagine sgradevole è vedere i luoghi, i palazzi di un altro angolo di barocco siciliano, deturpati e offesi da contaminazioni che insudiciano di modernismo quanto non si è perso per sempre già con il terremoto del 1693 e la sua ricostruzione.

La competenza e la disponibilità delle nostre guide ha compensato in parte questo senso di abbandono e trascuratezza, all’interno del museo non abbiamo registrato un afflusso particolarmente copioso di visitatori, nonostante la nostra visita fosse di sabato pomeriggio, ma ci auguriamo che la durata degli eventi commemorativi allo scrittore che si svolgeranno per tutto il 2022 in Sicilia in varie località possa giustificare in parte questa latitanza. Le due giovani guide ci hanno condotto con un necessario sentimento nostalgico dentro le trame che abbiamo ammirato e abbiamo rese nostre, come pezzi di vita che apparteranno per sempre al nostro cassetto di ricordi. Un percorso obbligato con il quale rispecchiarsi nel passato, immergersi nel presente e immaginare un futuro.

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Vizzini panorama
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Abiti appartenuti allo scrittore
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Locandina
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Biblioteca
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Ingresso museo
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Foto di Verga al Duomo di Como
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Foto scattata presso lo Stelvio
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Foto scattate per strada
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Particolare della famosa foto "Ragazza alla finestra"
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Picciotto fotografato seduto su un covone di paglia
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Bambina
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Palazzo municipale
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Ritratto

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