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Vivi in una casa di merda?

Siena è nota come "la città universitaria", eppure per gli studenti fuori sede affittare un posto letto (spesso in nero) costa in media 250 euro al mese ; e le condizioni di moltissimi appartamenti sono anormali più che a norma. E’ una faccia di un fenomeno più ampio, che riguarda moltissime città universitarie e che intacca un diritto imprescindibile, il diritto allo studio.

di Antonio Vesco - mercoledì 1 dicembre 2004 - 6958 letture

"Vivi in una casa di merda?" è il titolo di una mostra fotografica sulle condizioni degli appartamenti in affitto agli studenti di Siena. L’iniziativa è partita da un gruppo di studenti universitari stanchi dell’inerzia di un’amministrazione e di una società civile che della sinistra conservano solo il nome. Sabato 20 novembre 2004, in una via del centro storico della città sono stati esposti pannelli con foto di appartamenti disastrati in affitto ad alcuni studenti di Siena. Una dimostrazione in toni di protesta allegra per mostrare la condizione disagiata di tanti studenti universitari di Siena. Il successo è stato confortante. Molti studenti passando si sono trovati davanti a immagini cui erano fin troppo abituati (loro malgrado) e hanno potuto esprimere la propria solidarietà (la più sincera) agli organizzatori. La gente del luogo si è invece mostrata sorpresa e indignata dall’ "ospitalità" riservata dai propri concittadini a coloro che sono (insieme ai turisti) il vero motore dell’economia senese.

I promotori dell’ iniziativa, appoggiati nel progetto dall’ UDU (unione degli universitari), non intendono fermarsi al semplice atto di sensibilizzazione: si tratta dell’inizio di un percorso in direzioni più concrete. Verrà istituito un gruppo di lavoro che si occuperà di svolgere un’inchiesta sui prezzi degli affitti (in media un posto letto costa 250 euro al mese) e sulle evasioni da parte dei locatori: Siena è infatti fra le città con la maggiore percentuale di affitti in nero. Nel frattempo è stato istituito un comitato sugli affitti, formato da membri delle istituzioni cittadine e da due rappresentanti degli studenti; e tanti -primi fra tutti gli organizzatori della mostra fotografica- si augurano che non sia l’ennesima soluzione di facciata, per conservare il finto volto democratico di una società (solo una parte di essa, chiaramente) che tende a considerare l’altro (l’immigrato, il turista) solo in funzione del potenziale economico che rappresenta (limoni da spremere).

Ma al di là delle peculiarità del caso, il problema del caro-affitti riguarda quasi tutte le città universitarie. Un problema che va a toccare molto seriamente un diritto imprescindibile, il diritto allo studio (già abbondantemente bistrattato dalla politica recente del nostro governo): a questi costi sono troppi gli studenti che devono rinunciare a una scelta libera per il proprio percorso di studi. La maggior parte dovrà accontentarsi di frequentare l’ateneo più vicino a casa, scegliendo un corso di laurea spesso incompatibile con i propri obiettivi. Se quello che si pretende dall’università pubblica è la garanzia di una formazione per tutti coloro che la richiedono, allora il sistema più giusto è diverso da questo, e va cercato.

Questo movimento di studenti è tanto più bello perché nasce dal basso, da una presa di coscienza dell’ anomalia cui si è costretti. Io credo che ci sia un gran bisogno di questo tipo di partecipazione, e credo ci sia altrettanto bisogno di controinformazione perché questa partecipazione sia possibile. Altri hanno parlato del problema affitti, raccontando altre realtà. L’invito è a continuare a farlo.


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> Vivi in una casa di merda?
2 dicembre 2004

http://www.girodivite.it/article.php3?id_article=501
    > Vivi in una casa di merda?
    3 dicembre 2004, di : annalisa

    Bravi!!!! Il senese medio è, diceva un famoso slogan, come un ravanello: rosso di fuori e bianco nel cervello! Scherzi a parte, la società e le amministrazioni senesi, toscane in generale,soffrono di schizofrenia: a volte sono esempio di civiltà e democrazia reale che mi rende orgogliosa di essere nata e vissuta qua, ed allo stesso tempo capaci di atteggiamenti degni della peggiore destra razzista e sfruttatrice, in questo caso sono un po’ meno orgogliosa ovviamente. Ma le cose possono cambiare...
> Vivi in una casa di merda?
3 dicembre 2004, di : Francesco Chiantese

certo che può cambiare. Se siamo i primi a cambiare vestito...ed a non accetare certe situazioni "scomode" quando ci fanno comodo.

Non è una critica. E’ un invito. Che faccio anche a me.