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VivaTicket e abbasso i rimborsi

Spettacoli annullati per Coronavirus. A quando i rimborsi o i voucher? Consumatori impotenti
di Adriano Todaro - mercoledì 9 dicembre 2020 - 1213 letture

È una storia di ordinaria mancanza di rispetto nei confronti dei propri clienti. Una storia, quella che racconto, dove chi ci rimetterà saranno solo i consumatori, coloro che hanno acquistato biglietti per eventi musicali o teatrali che, a causa del Covid-19, non si sono potuti effettuare.

La protagonista della kafkiana vicenda ‒ che chiameremo Annamaria ‒ è una milanese appassionata di teatro e il 15 marzo scorso decide di recarsi al Teatro della cooperativa di Milano per seguire “Il matto 4, la verità sul caso Regeni”. Annamaria acquista i biglietti attraverso la piattaforma VivaTicket e paga regolarmente. In totale 36 euro.

Tutto bene ma il Covid-19 è in agguato e le conseguenze sono che tutti gli spettacoli sono sospesi. Tutto bloccato. Comincia la prima fase della pandemia. E i soldi versati anticipatamente? Niente paura. VivaTicket comunica di fare richiesta per gli spettacoli annullati nel periodo 8 marzo-30 settembre 2020.

Annamaria, fiduciosa, fa la richiesta per ottenere i voucher/rimborso e attende. Attende fiduciosa. Passano i giorni poi, finalmente una mail di VivaTicket: «Abbiamo ricevuto e registrato la sua richiesta per i voucher sostitutivi dei biglietti acquistati per lo spettacolo IL MATTO 4 del 15 marzo. Non appena avremo notizie riguardo la ripresa delle nostre normali attività, la contatteremo per accordarci sulla riconsegna dei tagliandi già in suo possesso e l’emissione del relativo voucher».

Per settimane, mesi, non arriva nulla. Annamaria è esasperata per essere trattata in questo modo. Il 19 maggio scrive un nuovo sollecito e le viene comunicato che «I suoi dati sono stati registrati e a breve la sua pratica verrà presa in carica dall’ufficio competente…». In una delle tante email scritte, si parla che i voucher saranno saldati entro 4/6 settimane. Che passano inutilmente nel silenzio più assoluto. Nel sito di VivaTicket c’è anche una voce “Aiuto e assistenza” e Annamaria crede di essere nel posto giusto per rivendicare un suo diritto.

Troppo semplice. Dopo aver cliccato su questa voce, si apre un’altra pagina con la seguente scritta: «Abbiamo creato questa pagina per fornirti un aiuto in maniera facile e veloce.

Interroga VivaBot!

È un sistema di risposta automatica attivo 24/24h, scrivi la tua domanda in modo sintetico all’interno della chat e riceverai la risposta».

Annamaria è tutta contenta e interroga, subito, VivaBot! Risultato pari a zero. Ma non è preoccupata perché a fianco di VivaBot! c’è un’altra scritta tranquillizzante: «Se non hai ottenuto la risposta desiderata dal nostro chatbot o se la tua richiesta è molto complessa, compila il nostro modulo di assistenza Siamo qui per aiutarti, ti risponderemo il prima possibile! Per tutte le richieste relative ai Voucher Digitali, scrivici a hdvoucher@vivaticket.com». Annamaria scrive subito, convinta che la risposta arriverà nel giro di qualche giorno.

Siamo, come detto, a metà maggio. Le date sono importanti in questa vicenda. Il 16 settembre, di nuovo, Annamaria scrive una mail di protesta per il ritardo e, incredibilmente, sette minuti dopo, riceve risposta: «Abbiamo preso in carico la segnalazione, riceverà una risposta al più presto. Il codice di riferimento della sua segnalazione è…», E qua c’è un codice da citare nelle eventuali mail. Passano i giorni e non succede nulla.

Il 12 ottobre Annamaria scrive l’ennesima mail citando il codice di segnalazione. Al momento dell’invio della mail sono le 10,47. Alle 10.52 ‒ miracolo! ‒ c’è già la risposta di VivaTicket: «Abbiamo preso in carico la segnalazione, riceverà una risposta al più presto. Il codice di riferimento della sua segnalazione è…». Le stesse parole, la stessa formula della precedente. Cambia solo il codice di segnalazione.

È, ovviamente, una risposta automatica. Il 14 ottobre, Annamaria riprova ad inviare un’altra mail. Questa volta lo fa dallo stesso sito di VivaTicket. Silenzio assoluto. Nebbia completa. Siamo a dicembre ma VivaTicket non ha ritenuto ancora di inviare i voucher per spettacoli, come questo di Annamaria annullati il 15 marzo scorso. Nove mesi! Se Annamaria restava incinta a marzo, a quest’ora non avrebbe avuto il rimborso/voucher, ma un figlio sì.

Non sappiamo come finirà questa vicenda e se Annamaria deciderà di ricorrere al giudice di pace. Certo è che la cosa più evidente di questa vicenda è che il consumatore non ha potere, è bistrattato e non ha garanzie. Una volta che hai pagato, diventa difficile recuperare i tuoi soldi che hai dato per un servizio che non hai ricevuto. Tanto chi fa causa per recuperare 36 euro? Solo un matto e non certo quello del titolo della rappresentazione teatrale annullata.


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