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Virginia Woolf e la sua cuoca

Personaggi e autori: Marina, Thema, Ho La Coreana; Virginia Woolf e la sua cuoca Nelly

di Pina La Villa - mercoledì 18 febbraio 2004 - 8597 letture

14 febbraio

Lo yoga insegna: occorre fare ciò che si può. Ma provarci, continuamente, costantemente. Faticare per scoprirlo, ma non forzare, e si scopre che possiamo tante più cose di quanto non immaginiamo...

15 febbraio

Sergej Bolmat, I ragazzi San Pietroburgo, BURnarrativa, 2002 Il libro inizia con due personaggi che ritroveremo solo alla fine del libro. Si tratta di Ksenia Petrovna e Valentin Viktorovic. Hanno intrapreso un’attività economica e devono fare i conti col racket delle estorsioni. Decidono di far fuori il loro persecutore. Dapprima ingaggiano un ragazzino, ma gli danno una pistola senza caricatore , e il ragazzino muore. Si passa poi a due ragazzi Thema e Marina, con loro anche la compagna di stanza di Marina, Ho la coreana. Thema e Marina sono stati insieme, poi lui l’ha picchiata e si sono lasciati. Thema è un poeta, ma l’unica prospettiva che ha è quella di partecipare a un concorso per scrivere i testi della pubblicità La loro vita si svolge tra i due apprtamenti che i ragazzi dividono con amici e vari locali, fumando e bevendo un po’ di tutto. Mentre si trova in uno di questi locali Marina assiste a una sparatoria, in pratica è l’unica a salvarsi...familiarizza col killer, escono dal locale, passeggiano insieme. Mentre camminano, il killer viene travolto e ucciso, gli saltano dalle tasche chiavi cianfrusaglie e soprattutto il cellulare, Marina lo usa per chiamare l’ambulanza e poi se ne appropria. Essendo il cellulare di un killer riceverà una telefonata di lavoro, un incarico: deve uccidere Charin (scopriremo che si tratta del taglieggiatore dei primi due). Marina e Ho la Coerana decidono di fissare un appuntamento con i loro committenti, all’obitorio, dove Marina lavora come truccatrice dei cadaveri. Si prendono i soldi, intanto, poi conoscono Charin ma non si decidono a eseguire il loro lavoro. Anche se Marina è tentata, soprattutto quando Charin cerca di farsela mentre sono in auto. Nel frattempo seguiamo la storia d’amore di Marina e Thema. Thema ha conosciuto Vera. Si incontrano tutti e quattro (Marina è con Charin, Thema è con Vera) in un locale. Thema viene minacciato dagli uomini di Charin. Finale confuso, sarà Thema a uccidere Charin, mentre Marina si limita a sognarlo, ma alla fine in realtà è tutta una sparatoria, nella casa che Charin sta costruendo per viverci con Marina, alla quale ha chiesto di sposarlo. Nel frattempo Marina, incinta al nono mese, partorisce e al ritorno dall’ospedale è fissato il matrimonio. In chiesa due bare, una è quella di Charin, Thema si confessa col prete e il prete cerca di ucciderlo (è il fratello di Charin). Alla fine Thema uccide pure Vera, l’ultimo ostacolo alla loro unione...

Trama poco plausibile, a volte difficile da seguire per l’affastellarsi di situazoni e descrizioni, fra pause e riprese. Ma il ritmo non manca, anzi sembra quasi di correre all’impazzata nella confusione delle situazioni. Situazioni dell’immaginario dei film d’azione di questi anni, in cui l’autore inserisce la descrizione di luoghi, personaggi, confronti col passato, fascino dei nuovi consumi (l’orologio senza lancette di Thema). Ma non bisogna guardare ai personaggi e alla storia pensando che sia realistica. Il genere, dei personaggi e del racconto, è quello demenziale-spettacolare di Quentin Tarantino, e il libro è una specie di lunga citazione di situazioni tratte da film e telefilm americani, sullo sfondo di una città, San Pietroburgo, la cui tipicità è data dai riferimenti a poeti, libri, autori del passato della letteratura russa. Insomma una specie di dichiarazione di appartenenza ormai acquisita dell’autore, ma anche della nuova Russia, all’occidente americanizzato. Non è un caso che Bolmat , in una conferenza su San Pietroburgo, abbia parlato dello Zar Pietro in termini entusiastici, riferendo della sua opera di modernizzazione compiuta attraverso la conoscenza delle principali città d’europa e l’invito ad artisti e tecnici a costruire la città che poi sarebbe diventata Leningrado e poi di nuovo San Pietroburgo.

16 febbraio

Una poesia di Salvo Basso, letta sui muri di Lentini

La pazienza dei muri sarà tutta nei tuoi occhi la strada che sale si lascia alle spalle il bosco dei semafori fermati...è un attimo indiscreto come una farfalla

17 febbraio

Leggo l’ultimo libro di Alicia Giménez-Bartlett, Una stanza tutta per gli altri, Sellerio, 2003, Tit. originale Una habitaciòn ajena (1997) Il pretesto del libro è il ritrovamento del diario della cuoca di Virginia Woolf. Mischiando presunte pagine di diario di Virginia Woolf e della sua cuoca Nelly , e cucendoli insieme con l’altra finzione del romanzo ancora da scrivere,Alicia parla del gruppo di Bloomsbury, un gruppo, dice, che ha esercitato sempre un certo fascisno sulla generazione sessantottina (a cui la scrittrice appartiene) perché aveva realizzato l’idea di attività intellettuale e vita privata insieme sotto il segno della libertà. Alicia Giménez-Bartlett è una scrittrice spagnola di cui è possibile leggere in italiano alcuni romanzi, editi da Sellerio, imperniati su un’ispettrice di polizia, Petra Delicado, e ambientati a Barcellona. Questo libro è invece una specie di racconto-saggio che mette in scena un personaggio cardine del pensiero femminista. Ma non ha perso nulla rispetto agli altri libri della scrittrice spagnola quanto a qualità della scrittura e capacità di avvincere con la storia e con i personaggi. Anche se in un’intervista la scrittrice dice che in Spagna il libro ha avuto meno successo dei gialli. L’intenzione è, era, probabilmente, quella di parlare del circolo di Bloomsbury (Il gruppo di intellettuali che negli anni ’20 e ’30 si riuniva attorno a Virginia Woolf: Maynard Keynes, Thomas Stearns Eliot, Lytton Strachey, Nora Carrington, Vita Sackiville-West, Katherine Mansfield, Roger Fry, E. Morgan Forster) da un diverso angolo visuale. Ma la cosa più interessante del racconto risulta la storia delle due domestiche, Nelly la cuoca e Lottie la cameriera, la loro vita, e i rapporti fra di loro e con la padrona di casa. Le conosciamo durante la guerra, giovani donne, e le seguiamo fino agli anni trenta, ne possiamo ricostruire quindi la crescita e la conseguente evoluzione dei rapporti.Dapprima Nelly appare quella più influenzabile e Lottie la più ribelle, quella che resta attaccata alla visione delle cose tipica della sua classe e ai relativi valori e desideri . Si vuole sposare, giudica in maniera malevola il tenore di vita e le relazioni strane della famiglia e degli amici di Virginia. Nelly invece è affascinata da Virginia, ne subisce l’influsso,diventa in qualche modo anche lei una libera pensatrice. Così però si accentua anche il suo rapporto conflittuale con la scrittrice, Nelly è pur sempre una domestica, malgrado i rapporti in quella casa siano più "umani" e più liberi che in altre case. E Virginia non riesce ad uscire dai limiti della sua appartenza di classe. Ma il punto è che in un racconto che assomiglia a un saggio,o meglio un racconto che finge di essere una serie di appunti per scrivere un romanzo, in un racconto che parla di Virginia Woolf e del suo gruppo, in realtà viene raccontato il rapporto fra due donne sole, Lottie e Nelly. Ed è una storia di formazione, in cui le due donne, nel confronto con Virginia, tra di loro e con la storia - la guerra, la disoccupazione e la crisi del dopoguerra, le lotte operaie e per il diritto al voto delle donne - "prendono coscienza" - di classe, soprattutto - avremmo detto in altri anni - in pratica maturano e capiscono e cadono le illusioni. La cosa interessante del libro è che sotto forma di racconto, dando vita, nel vero senso della parola, a due personaggi come Nelly e Lottie, Alicia affronta la questione del rapporto tra il femminismo borghese e le rivendicazioni della classe operaia.

E’ banale e non credo voglia essere un rimprovero a Virginia, ma mentre lei parlava di "Una stanza tutta per sé",come spazio vitale per le donne, nel suo famoso saggio del 1929, le sue due domestiche hanno dormito per anni nella stessa stanza, lottando per il pomeriggio libero e a rischio continuo di licenziamento, in una situazione difficile come quella del primo dopoguerra e della crisi del ’29. Molto significativo il seguente brano:

"Nelly bussa alla porta dietro la quale lavora Virginia Woolf e solo dopo qualche istante si ode una voce fuori dai denti.
- Si?
- Signora, sono Nelly, è successa una cosa importante. Senza aspettare il permesso di Virginia, Nelly irrompe nella stanza.
- Signora, la Camera dei Lords ha approvato il voto alle donne! Virginia posa la penna, si gira su se stessa e abbraccia la spalliera della sedia. Guarda Nelly con gravità, in silenzio.
- Ne parlavano al mercato.
- Lo so, Nelly, lo so. L’ho sentito alla radio. Ma calmati un po’, stai gridando.
- Mi scusi, signora, ma volevo che lei lo sapesse subito.
- Siediti, per favore. [...]
- Sei sposata, Nelly?
- No, signora, lei lo sa.
- Di sicuro al mercato non si parlava delle condizioni previste da questa legge. Per votare, Nelly, è necessario essere sposate, o avere più di trent’anni ed essere capofamiglia, oppure avere un titolo universitario o possedere una proprietà il cui reddito annuo superi le cinque sterline. Temo che tu non rientri in nessuna di queste categorie e che, quindi, non abbia il diritto al voto.
- Ma lei sì, signora.
- Ah,sì, certo, io sì! Veramente non stavo pensando a me quando sono venuta a darle la notizia, ero solo contenta per lei, con tutte le conferenze che ha tenuto a quella lega delle donne! Credevo che le avrebbe fatto piacere.
- Che gioia! Finalmente i padri della patria si sono degnati di dare una caramellina alle bambine, ringraziomoli tutte in coro e baciamo le mani. Bah! Questo non è che un sotterfugio per tenerci buone, quando in realtà ci disprezzano. Si gira e riprende la penna. Nelly rimane in silenzio a guardarla, non capisce se abbia finito di parlare.
- Nelly?
- Si, signora?
- Potresti chiudere la porta quando esci?E’ una mattinata davvero fredda. Nelly si alza come se fosse stata svegliata da un orologio nel cuore della notte.(pp.75-77)


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Io ho fatto la tesi su Una habitacion ajena......
23 febbraio 2007, di : Francesca

Mi ha fatto molto piacere leggere l’articolo su Virginia Woolf e Nelly dal momento che proprio io ho fatto la tesi sul medesimo argomento tre anni fa all Universita’ di Verona’; il titolo era "Studio di una habitacion Ajena di Alicia Gimenez Bartlett" e tratta proprio del difficile rapporto tra le due. Se qualcuno desiderasse scrivermi qualcosa a riguardo mi farebbe molto piacere! Francesca
    HELP
    16 aprile 2007, di : MONICA

    Ciao Francesca; io sono Monica ed ho letto che hai fatto una tesi su "Una stanza tutta per gli altri ".Io sto cercando un titolo per la mia di tesi e a proposito della stessa autrice e libro!Visto che la conosci ,avresti dei suggerimenti?grazie in ogni caso:

    MONICA

Virginia Woolf e la sua cuoca
22 maggio 2007, di : marianna

Ciao,mi chiamo Marianna e anch’io devo fare la tesi su "una habitacion ajena"...non riesco però a reperire il materiale.Se Francesca o chiunque altro potesse aiutarmi ne sarei felice!
Virginia Woolf e la sua cuoca
19 dicembre 2007, di : FRANCESCA

Monica, Marianna, mi spiace per il ritardo; è un pò che non visito il sito. Avete già fatto le tesi? Fatemi sapere!

Francesca

Virginia Woolf e la sua cuoca
7 febbraio 2008, di : debby

ciao Francesca, ho letto che hai fatto una tesi sul libro "una stanza tutta per gli altri". Anch’io vorrei fare una tesi su questo libro e approfondire il femminismo di virginia woolf...potresti darmi qualche consiglio riguardo alla bibliografia che hai utilizzato? grazie mille

debby