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Vietato vietare

L’appuntamento con la manifestazione nazionale antiproibizionista è per sabato, 21 febbraio
di Cesare Piccitto - domenica 18 aprile 2004 - 6537 letture

L’appuntamento con la manifestazione nazionale antiproibizionista è per sabato, 21 febbraio 2004. Canna, sigaretta farcita, spliff, spino, spinello, joint, porro, trombone, carciofo, bomba, baffo, struffolo, tuono, petardo. Ve ne sono di hashish o marijuana, comunemente denominate "droghe leggere", come tutti i derivati della cannabis. Principio attivo: il Thc, tetraidrocannabinolo.

Lo scorso 13 novembre 2003 il Consiglio dei Ministri ha approvato all’unanimità il disegno di legge Fini sulle droghe, e subito è scoppiata la polemica. Proibizionisti contro antiproibizionisti. La destra approva e riscopre l’unità perduta, la sinistra s’indigna e minaccia battaglia, la parte più retriva della comunità ecclesiastica festeggia.

E i consumatori? Una storia lunga una vita che ha segnato le vicende politiche di molti governi e ha fatto la storia d’interi movimenti. Oggi di colpo la proposta di legge Fini ci riporta indietro nel tempo, quando della cannabis si sapeva ancora meno di oggi. Prevenzione, recupero e repressione: il ddl del vicepresidente del Consiglio parla chiaro, drogarsi non è un diritto anche quando drogarsi significa solo fumarsi uno spinello. Scompare nel testo di legge la "dose minima per uso personale", perché scompare il concetto di "uso personale".

Per dire no a questa legge sabato gli antiproibizionisti di tutta Italia sfileranno da piazzale dei Partigiani alle 15, lungo viale Aventino per giungere alla Bocca della Verità, dove sarà allestito un palco per gli interventi e la musica che andrà avanti fino a mezzanotte. Il corteo si preannuncia molto coreografico vista la presenza ufficiale fino ad ora di 18 carri allegorici, giocolieri e bande musicali.

Dietro lo striscione d’apertura "Giusto o sbagliato non può essere reato" l’innumerevole lista di sigle che hanno aderito alla giornata antiproibizionista: subito i Sert, le strutture pubbliche, la Cgil e il Progetto di riduzione del danno, che raccoglie tutte quelle cooperative che si occupano dallo scambio di siringhe al lavoro informativo. In coda la lunga fila di carri di centri sociali e gruppi come il GICA, galassia d’intervento creativo antiproibizionista o il Pic, pazienti impazienti cannabis. Molti i treni e i pullman organizzati che giungeranno a Roma dalle varie parti d’Italia. Previste anche carovane di canapai dall’Umbria, dalla Toscana e dalla Lombardia.

Il cartello delle adesioni è riuscito a concordare un programma unitario con al centro due «no» fondamentali: il primo alla carcerizzazione di massa dei consumatori e il secondo al corpo della proposta di legge Fini, di prossima approvazione.

Già da alcuni mesi, inoltre, il GICA ha avviato un’iniziativa antiproibizionista tutte le prime domeniche del mese. Al tramonto dal faro del Granicolo alla statua di Giordano Bruno a Campo dei fiori. Due luoghi simbolo nella lotta per la liberalizzazione delle droghe leggere: il faro è il posto da dove comunemente si salutano i carcerati di Rebibbia; Giordano Bruno, invece, il simbolo della persecuzione. L’appuntamento con le prime domeniche del mese continuerà fino a maggio. Nel frattempo si moltiplicano gli incontri e i dibattiti anche a livello universitario sulle nuove sanzioni amministrative e penali previste dalla legge Fini.


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