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Verità e giustizia per Abdallah Said

di Redazione - lunedì 11 gennaio 2021 - 1314 letture

Abdallah Said, migrante minore di origine somala affetto da tubercolosi, è morto all’ospedale

Cannizzaro di Catania per encefalite il 14 settembre 2020, dopo aver trascorso diversi giorni sulla nave quarantena GNV Azzurra, in rada al porto di Augusta.

Il confinamento sulla nave, giustificato dalle misure per il contenimento della pandemia da Covid-19, si è svolto in condizioni di mancanza di assistenza sanitaria e di tutela del diritto alla salute e alla vita, nonché alla protezione in quanto minore.

Infatti, è emerso che le condizioni di salute di Abdallah erano già gravi durante il trasbordo sulla nave quarantena GNV Azzurra, dove aveva manifestato sintomi di malessere. La patologia tubercolare di cui era affetto non è stata seriamente presa in carico e il ritardo nell’identificazione del suo stato di sofferenza ha provocato l’aggravamento delle condizioni di salute del minore: Abdallah è morto per encefalite conseguente alla tubercolosi, dopo essere stato trasferito - con grave ritardo ed in condizioni critiche - dalla nave Azzurra (dove non ci sono riscontri che gli sia stato fatto il tampone) all’ospedale Muscatello di Augusta e poi, in seguito al suo aggravamento ,all’ospedale Cannizzaro di Catania.

La terza morte a bordo di una nave quarantena - dopo quella di Bilal Ben Messaud a maggio 2020 e di Abou Dakite ad ottobre 2020 - dimostra che questi luoghi non sono in grado di svolgere la funzione di presidi sanitari. Condizioni di promiscuità, di affollamento e di non rispetto delle misure sanitarie, fanno delle navi quarantena dei luoghi non idonei alla tutela della salute, nonché dei dispositivi privativi della libertà personale che producono gravi violazioni dei diritti.

In modo particolare le navi colpiscono i diritti delle persone vulnerabili, come i minori stranieri non accompagnati (MSNA). Abdallah - come Abou e come molti altri minori trattenuti sulle navi - sono stati confinati illegittimamente sulle navi quarantena senza nessuna garanzia di tutela dei diritti previsti per legge che dovrebbe accompagnare la presa in carico e l’accoglienza dei MSNA.

Vogliamo verità e giustizia per Abdallah Said, ennesima vittima delle politiche di segregazione e di negazione della salute e della vita che accompagnano le procedure di quarantena a cui sono sottoposti i migranti.

Pretendiamo la tutela e la presa in carico immediata dei MSNA sottoposti a misure di quarantena.

Esigiamo il rispetto dei diritti di tutti i migranti - quello alla salute, all’accoglienza, alla protezione legale.

Chiediamo l’immediata dismissione delle navi quarantena e l’accesso alle cure e alla sanità in luoghi idonei.

Catania 9 gennaio 2021 - Promotori: LasciateCIEntrare, Rete Antirazzista Catanese, CarovaneMigranti, Associazione Accoglienza ControVento



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