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Venezia, straordinaria location di film indimenticabili

A pochi giorni dall’inizio del festival una carrellata del cinema in laguna

di Orazio Leotta - sabato 22 agosto 2015 - 6426 letture

Venezia con le sue calli, i canali, i ponti, le gondole, i tramonti è una naturale, fantastica culla dei sogni che i più bravi registi di ogni tempo hanno provato a trasformare in film, prodotti che nella maggior parte dei casi, sia pur nella loro diversità, costituiscono vere e proprie pietre miliari della settima arte. Lo scorso 28 aprile, tanto per cominciare per una volta dalla fine, sono iniziate le riprese di “Inferno”, terzo capitolo della saga di Don Brown, con Tom Hanks e Omar Sy, ove i fortunati turisti accorsi in piazzetta San Marco e sotto i portici di Palazzo Ducale hanno potuto puntellare la loro vacanza di un valore aggiunto niente male assistendo ai ciak e alle direttive dell’ex “Happy Days” Ron Howard.

Egli, come tanti suoi colleghi registi, rimasto talmente affascinato dalla città lagunare, da struggersi per non averla scoperta prima. Un po’ come Woody Allen che per la prima volta vide Venezia solo a cinquant’anni, ma diventata poi da quel momento uno dei posti del cuore assieme a Parigi e New York (“Tutti dicono I love you” è stato girano in queste città). A Venezia Woody Allen celebra le sue terze nozze ed è grazie a una sua generosa donazione che ha potuto riprendere vita il Teatro “La Fenice” dopo l’incendio del gennaio 1996.

Registi, dicevamo, ammaliati dall’ex Repubblica marinara; annoveriamo tra questi il premio Oscar per “Le Vite degli Altri” Florian Henckel von Donnersmarck che la scelse per il suo “The Tourist” con Angelina Jolie e Johnny Depp, film interamente girato a Venezia; James Ivory, che vi girò il cortometraggio della sua laurea “Venice: Themes and Variations”, e dove può considerarsi di casa tra gondole acquistate, turista in incognito, lezioni all’Università Cà Foscari e persino la presentazione di un libro fotografico dal titolo “Vivere a Venezia” di Rossi-Jaussaud, di cui ha curato la prefazione.

Oltre a “Senso” (1954), Luchino Visconti vi adattò il romanzo breve di Thomas Mann “Morte a Venezia” con protagonisti Romolo Valli e Silvana Mangano; Enrico Maria Salerno fece trascorrere ai non più marito e moglie Tony Musante e Florinda Bolkan (David di Donatello per la miglior attrice) una giornata intrisa di amarcord nel ricordo dei bei tempi passati assieme in un contesto lagunare decadente e malinconico ornato dalle celebri note del maestro Stelvio Cipriani; Tinto Brass (che gioca in casa) vi ha girato ben cinque pellicole: "Chi lavora è perduto” (1963, catalogato tra i 100 film italiani da salvare), “L’Urlo” (1973), il celeberrimo “La Chiave” con Stefania Sandrelli, “Tra(sgre)dire” (2000) del filone riconducibile all’ultimo Brass, quello del soft-erotico con la bella ucraina Yuliya Mayarchuk nonché "Senso 45" che, al pari del capolavoro viscontiano, anch’esso si ispira alla medesima novella di Camillo Boito. Ben tre le pellicole avente per protagonista l’Agente Speciale 007, “Dalla Russia con Amore” con Sean Connery, “Moonraker-Operazione Spazio” con Roger Moore e “Casinò Royale” con Daniel Craig.

Infine, non potendoli citare tutti - e sono tantissimi - concludiamo segnalando le due trasposizioni shakespeariane avente come location la città lagunare: il restaurato “Otello” (1952) e il ritrovato e restaurato “Il Mercante di Venezia” (1969) di Orson Welles che troveranno entrambe spazio nella sezione “Venezia Classici” alla 72.ma Mostra del Cinema il cui inizio è davvero imminente, senza naturalmente non menzionare la versione con Al Pacino nei panni di Shylock e con Jeremy Irons in quelli di Antonio, presentata sempre a Venezia, fuori concorso, nel 2004.

Anonimo Veneziano The-Tourist Tutti dicono I love you westin-venezia_650x447


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