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Vauro reporter e vignettista ospite al "Quintiliano" di Siracusa

Vauro reporter e vignettista ospite al "Quintiliano" di Siracusa in seno al progetto "La ricerca di sè nell’altro da sè: Emergency, un esempio di associazionismo"

di Donatella Guarino - lunedì 2 aprile 2007 - 3683 letture

Il Liceo Polivalente “Quintiliano” di Siracusa, il 16 marzo scorso, ha ospitato Vauro Senesi, noto vignettista e reporter di guerra che da anni lavora a fianco di Emergency, l’associazione fondata 11 anni fa da Gino Strada, nata per dare assistenza medico-chirurgica alle vittime civili delle guerre e delle mine antiuomo.

In seno al progetto extracurriculare “La ricerca da sé nell’altro da sé: Emergency, un esempio di associazionismo volontario” svolto dalle professoresse Anna Maria Di Carlo, Elisabetta Giarrizzo e Giovanna Quadarella, che hanno lavorato con le classi IIIBX, IVBX e IVCL in collaborazione con i volontari di Emergency di Siracusa, è stato possibile realizzare questo evento.

Il Dirigente Scolastico dell’Istituto di via Tisia Carmelo Cappuccio, ha introdotto i lavori presentando Vauro come “giornalista che si occupa dei diritti dell’uomo e della pace”. Le docenti hanno spiegato le motivazioni che le hanno spinte alla scelta di un simile progetto. Esso ha “fatto sperimentare alle alunne che cosa significa essere portatori di diritti umani”. Così si è espressa la prof.ssa Di Carlo , che ha tra l’altro aggiunto: “Il 90% di vittime di guerra sono civili…Non si può ignorarlo…Bisogna parlare ai giovani di speranza, sogni, utopie: i giovani non possono crescere senza questo”. E’ stato illustrato il percorso didattico seguito, quali contenuti e quali metodologie sono state applicate e i processi pedagogici attivati. “Ha prevalso”, ha detto la prof.ssa Giarrizzo, “la logica della condivisione delle emozioni suscitate”. Donatella Crucitti, fondatrice di Emergency a Siracusa, ha detto di aver visto cambiare, a poco a poco, queste ragazze che hanno capito davvero lo spirito dell’associazione. Si sono occupati della Sierra Leone e dell’Afghanistan e “questo” ha aggiunto la Crucitti, “è uno dei progetti più belli ai quali io e gli altri volontari abbiamo partecipato. Ci ha emozionato molto perché c’è stata una bella sinergia con tutte le alunne e anche con le professoresse”.

E poi Vauro. Ha parlato direttamente a loro, ai giovani. Di guerra, di democrazia, di terrorismo, di diritti civili negati. Ha dichiarato: “La giovinezza è una risorsa e non bisogna sprecarla. Forse è il desiderio di alcuni potenti del mondo di avere giovani disinteressati a cui va bene tutto, anche la guerra”. Ha raccontato della sua esperienza nei luoghi tormentati dai conflitti e negli ospedali, a fianco di Emergency, con cui ormai lavora costantemente da anni. In Iraq o in Afghanistan. Ha detto che quando è partito per l’Iraq alla vigilia della guerra ricordava di avere lasciato in Italia tante bandiere arcobaleno con la scritta “Pace” e ciò gli dava speranza che qualcosa si potesse fare e che “nessuno è solo”. Ha affermato: “E’ difficile fare una classifica degli elementi negativi della guerra, uno è senz’altro la solitudine”.

Vauro ha condotto una conversazione fatta di nomi, di facce, di vite umane che non perché diversi dai nostri nomi, dalle nostre facce, dalle nostre vite hanno meno valore. Ha raccontato episodi strazianti, ha parlato del rumore della guerra e del “silenzio imbarazzato” per la sofferenza e la morte di tanti bambini. Delle mine antiuomo e della totale mancanza di logica che spinge ad usarle.

Inevitabile il riferimento alla stampa, ai talk show e alla trattazione di notizie quali scandali e vallettopoli, mentre si amplia il panorama del terrore. I focolai di guerra nel mondo sono già numerosi , e destinati a crescere ancora di numero. E la stampa trova giusto occuparsi di altro. Dice: “Non abbiamo la percezione di ciò che stiamo facendo accadere. Ci raccontano che siamo democratici…ma forse questo è il segno della nostra barbarie, della nostra regressione. Noi siamo considerati i civili, quelli che non sgozzano ma poi bombardano Falluja col fosforo bianco e carbonizzano i mujiaidin”.

Con uno sguardo diretto, determinato, continua: “Perché chi è favorevole alla guerra non è considerato pericoloso? Alcuni si permettono di dire che chi è contro la guerra è un estremista, chi è per la guerra un moderato…Non ci sono motivi per giustificare il macello della guerra”.

Pone una domanda forte:”Dov’è il confine tra guerra e terrorismo? Continuo a non capire come può la guerra, strumento di terrore, contrapporsi al terrorismo”.

Si sofferma, poi, sui diritti umani negati. “I diritti è facile denunciarli, ma se non li si praticano non vivono e diventano senza nessun legame con la realtà…Se un diritto non è condiviso è un furto per chi non ne gode e le guerre vengono scatenate per difendere dei privilegi economici, per avere l’accesso alle zone ricche di energia”. “Non sarà che questo terrorismo che dobbiamo combattere sono civili? Bambini, uomini, donne, feriti, coi corpi straziati dalle mine antiuomo?”. E racconta la sua esperienza negli ospedali a Kerbala dove dice “mancava tutto tranne i feriti…”.

Inevitabile il riferimento a Daniele Mastrogiacomo e alla sua prigionia (ora mentre scriviamo libero, n.d.r.) come inevitabile l’amarezza e la rabbia per Sayed Agha – l’autista del reporter ucciso dai talebani perché ritenuto una spia – o per i tanti Farah o Ali che non hanno nessuna chance di liberazione e la loro sorte è rischiosissima.

Continua: “Si parla di pace parlando, purtroppo, di guerra. Essa è distruzione. Non ci sono bombardamenti chirurgici, c’è solo il massacro. L’Iraq è diventato un mattatoio, ma anche l’Afghanistan. Parlare di pace è un’utopia che mi piace perché è qualcosa che si realizzerà; anche la schiavitù era un’utopia che si è realizzata…”.

Domande, interventi e riflessioni da parte delle alunne hanno concluso questa tappa del lavoro. Il progetto terminerà a fine mese con una mostra fotografica e un’ installazione che racconterà una immagine di guerra. E un altro atteso incontro: quello con Cristofannini, altro esponente nazionale e collaboratore di Emergency.

Info: www.emergency.it cell. 3490587122 /mail: emergency.siracusa@libero.it


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