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Utopie a colori

Ogni festa epiloga con un’esplosione iridea nel cielo. Solo i sogni utopistici si risvegliano nel sudore.

di Piero Buscemi - mercoledì 8 settembre 2004 - 3842 letture

Era una notte calda. Calda come ogni notte di estate siciliana da consumare nel dormiveglia di un’insonnia non richiesta. Voci che si confondono tra musiche ad alto volume che violentano il buio, oltre le nostre orecchie. Passeggiate a piedi scalzi fino alla bottiglia d’acqua nel frigo e cicale che fanno l’amore per far trascorre i minuti.

Udivo quel ronzìo incessante di televisione provenire dall’appartamento vicino. Un commentatore entusiasta descriveva le immagini che, con mia sorpresa, si specchiavano sul finestrone del mio balcone, per uno strano gioco di riflessi.

E potevo vedere migliaia di persone che acclamavano tra luccichii e bandiere sventolanti. E potevo ascoltare gli inni nazionali di centinaia di paesi del mondo. E potevo estasiarmi con le parole di eleganti mecenati che si alternavano sul palco. Ed erano parole di speranza e di pace fra i popoli. E di gioia di vivere e voglia di costruire un mondo migliore.

Cominciai a sentire meno caldo ed un bizzarro entusiasmo conquistò la mia mente. E non so se fu solo suggestione o una sequenza di immagini distorte, ma vidi volti conosciuti seduti uno accanto all’altro. E c’era Putin che stringeva la mano ai terroristi ceceni ed insieme concordavano che tutto era stato un errore, che tutto si sarebbe risolto senza spargimento di sangue. E c’era Bush che davanti a quelle migliaia di persone, faceva un discorso di pentimento e finalmente ammetteva che la guerra è la peggiore invenzione dell’uomo. Poi interveniva Bin Laden, che si toglieva la maschera e scopriva la sua vera identità. Confessava di essere un attore squattrinato di Hoollywood che a Natale, si vestiva anche da Santa Claus per le strade di New York e che aveva fatto tutto quel casino, l’11 settembre, perchè era stato licenziato senza giusta causa. Poi, parlava il presidente cinese Jiang Zeming e annunciava che avrebbe abolito la pena di morte e che nessun uomo ha diritto di uccidere un altro uomo.

Infine, tutti i partecipanti alla festa si univano in un grosso abbraccio e in quel momento, il piu’ bel gioco pirotecnico colorava il cielo di migliaia di stelle colorate.

Fu in quell’attimo che la bottiglia d’acqua mi scivolò dalle mani, ridestandomi. Guardai ancora una volta l’immagine specchiata sul vetro. La gente stava ancora là ammassata, tra sorrisi e bandiere. Poi, si udì l’inno cinese e un arrivederci a Pechino 2008. Compresi che avevo visto soltanto, la Cerimonia di chiusura dell’ultima edizione dei Giochi Olimpici.


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