Una sola guerra

Un film sull’aggressione imperialista all’Iran e al Libano

di Alberto Giovanni Biuso - lunedì 31 agosto 2026 - 936 letture

Il Medio Oriente non si arrende

(The middle east bloodied but unbowed)

di Olga Kirij e Michele Alaeddin

Iran-Russia, 2026

Versione integrale del film

Lo scorso 29 agosto alla Casa Rossa di Milano è stato proiettato e discusso il film Il Medio Oriente non si arrende, girato quest’anno in Iran e nel Libano. Il film dura 40 minuti ed è visibile (e scaricabile) anche attraverso il link che si trova qui sopra.


Ma guardarlo attraverso alcune testimonianze e in un luogo ben preciso è stata un’esperienza esistenziale e politica molto arricchente. Il luogo è la Casa Rossa di Milano, uno dei pochi spazi politici che resiste al trionfo del capitalismo finanziario e predone, che sostiene rigorose posizioni antimperialiste e anticolonialiste. Coerente con tale identità è stata la proiezione condivisa di un documentario che testimonia gli effetti sulle popolazioni civili dell’aggressione anglosionista (vale a dire degli eserciti della coalizione Epstein degli USA e di Israele) iniziata il 28 febbraio del 2026.

Migliaia di morti tra donne, bambini, uomini di ogni età. Interi villaggi libanesi cancellati dalla faccia della Terra e quartieri di Beirut ridotti in macerie. Profughi a migliaia che vivono in condizioni disumane all’aperto, nelle strade, senza più possedere nulla. Comunità disgregate e dissolte.


Vittime e distruzioni anche in Iran, in particolare le bambine assassinate a Minab mentre erano a scuola; colpite da un tipo di missile che si muove guidato con precisione assoluta. Si è trattato quindi di un omicidio di massa della coalizione Epstein con l’obiettivo di abbattere il morale degli iraniani e contribuire a innescare una rivolta contro la Repubblica islamica che ovviamente non c’è stata. Ovviamente perché uno degli errori dell’anglosionismo sta non soltanto nella generale ignoranza delle culture altre, e di quella persiana in particolare, ma anche nell’attribuire alle società che vengono attaccate gli stessi atteggiamenti delle società degli aggressori. E invece le culture e le comunità umane sono per fortuna diverse e non tutte sono intrise di ferocia, di cinismo, di culto per il denaro, come invece lo è da troppo tempo l’occidente anglosassone.

Ospiti dell’evento alla Casa Rossa sono stati registi e produttori dell’emittente Russia Today (RT) e, in collegamento, due giornalisti: Vincenzo Lorusso da Lugansk (capoluogo del Donbass liberato) e Hanieh Tarkian, da una città iraniana.


L’insieme del film, delle presentazioni, della discussione ha fatto emergere con grande chiarezza la realtà di una sola guerra, di una guerra unica che l’occidente capitalista e ultraliberista conduce su vari fronti con l’obiettivo comune di accaparrarsi le grandi risorse energetiche - soprattutto petrolifere - di Paesi come l’Iran, il Venezuela, la Russia. Con l’obiettivo di predare le risorse allo scopo di mantenere l’artificio finanziario del dollaro e del suo primato, senza il quale gli Stati Uniti d’America crollerebbero in poco tempo, dato il loro tenore di vita così superiore alle effettive risorse che possiedono. Le quali sono certamente molto consistenti ma insufficienti al dominio planetario. Si tratta di un obiettivo intriso di ὕβρις e quindi per fortuna irrealizzabile ma che produce stragi, lutti, sofferenza, genocidi, guerra. Tali sono infatti e sempre gli effetti del colonialismo e dell’imperialismo.

Prima della proiezione la Casa Rossa ha avuto il privilegio di ricevere una visita della Digos. Si tratta di un’unica guerra, anche contro i diritti che la Costituzione della Repubblica Italiana garantisce ai suoi cittadini.

www.biuso.eu


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