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Una regione a statuto...Molto particolare

Un raccontino agrodolce sulle porcate che sono successe e continuano a succedere quasotto...
di Salvatore Mica - giovedì 26 gennaio 2006 - 4650 letture

Il Bunker è pieno di brusio. Salgo sul palco, provo il microfono, si fa silenzio.

"Buongiorno signori, Sono stato inviato dall’oligarchia dominante in Terronia per relazionarvi sullo status della mia regione. Si chiama Sicilia, so che non la conoscete, durante la conferenza v’indicherò sulla cartina geografica la sua esatta locazione per fugare i vostri dubbi. In Sicilia vige da decenni ciò che voi, Padroni del Nord, chiamate "devolution".Il mio compito sarà mostrarvi i pregi e i difetti, e indicherò soprattutto CHI godrà dei vantaggi e chi subirà invece gli svantaggi derivanti da questa pratica, so che questa è la cosa che più vi interessa conoscere. (risolino d’approvazione della sala) Tenete pure i cellulari accesi, i vostri affari sono importanti e non vanno trascurati. Cominciamo subito. D’ora in poi introdurrò di volta in volta varie U.C.* che vi relazioneranno su diversi aspetti che saranno di vostro sicuro interesse: toccheremo vari argomenti, che spazieranno dall’amministrazione del potere politico, alla libertà del potere economico ecc.. Introdurrò adesso un U.C.C.** che vi presenterà la sua relazione sull’amministrazione Siciliana."

"Caro fratello Salvatore, che vivi in continente, ti scrivo da questa bella Catania, ca chiù sta e chiù bedda addiventa*" così esordiva il Grande Turi Ferro in una famosa trasmissione Radio. Turi Ferro è un siciliano, un catanese per essere preciso, comico che utilizzava questo spazio per denunciare con ironia il degrado della società Siciliana.

Malamministrazione omicida

A novembre fa buio presto, alle cinque del pomeriggio, è già sera. Almeno noi che viviamo in un mondo tecnologico abbiamo le luci nelle strade che leniscono questa prematura oscurità. Io ho potuto vivere le emozioni di un tuffo nel passato, ho potuto provare ciò che provavano i miei genitori e i miei nonni,alle 5 del pomeriggio, a Novembre: l’oscurità totale. A settembre, infatti, nella mia agiata strada abitata da elementi della media e dell’alta borghesia, le luci si sono fulminate, si lo so è molto riprovevole che le luci una volta ogni 5 anni si fulminino e vadano cambiate, ma non è colpa di nessuno; l’amministrazione non l’ ha presa bene evidentemente. Abbiamo gentilmente segnalato a metà ottobre all’ufficio competente, il "disservizio", l’ufficio competente ha gentilmente ricevuto la segnalazione e ci ha salutati, promettendoci che il problema sarebbe stato risolto di li a poco. Dopo 15 giorni, il problema era ancora li, ritelefonammo all’ufficio competente, che rispondeva una volta ogni 20 tentativi negli orari d’ufficio e dopo aver segnalato un’altra volta il disservizio, l’impiegato ci disse candidamente che la luce non sarebbe stata riparata fino a quando il comune non avesse organizzato un appalto per questo lavoro. "Un appalto per sostituire la lampadina?!" mi confermarono il problema, senza un appalto, mi dissero, non si poteva fare nulla, seguiamo le regole del mercato, non siamo mica statalisti noi! La lampadina non fu riparata. Passò un mese, due, tre, poi un anno, la lampadina non fu riparata e la gente che abitava nella mia strada si abituò a vivere in un romanzo di Dickens. Questo è un disservizio da niente, una stupidaggine, noi in Sicilia siamo abituati a contare i servizi e non i disservizi, perché vi chiederete voi, è presto detto: si fa prima. Questa bazzecola però mi ha fatto pensare, l’amministrazione è tarda, diciamo pure inesistente, in questi frangenti il problema è ben poca cosa ma l’amministrazione comunale e/o regionale non si interessa solo di queste bazzecole, si interessa di molte cose, dallo smaltimento dei rifiuti, al pagamento degli stipendi dei dipendenti alla tutela del territorio ecc... Se l’amministrazione si è mostrata così menefreghista per questa stupidaggine, potrebbe fare lo stesso anche per le questioni più importanti? L’interrogativo non è rimasto senza risposta.

A Messina un bambino giocava per strada con un pallone, un calcio dato con un’angolazione sbagliata e....Il pallone finisce vicino ad un muro, il bambino prende la palla e tocca involontariamente un filo che pendeva dall’alto. Il filo portava la corrente, il bambino è morto. Genitori disperati, la gente protesta, qualcuno ricordava che pochi giorni prima gli operai erano lì a lavorare, per fare cosa non è dato saperlo; qualcuno addirittura sospetta che quel filo lo abbiano messo loro senza proteggerlo adeguatamente. L’amministrazione in Sicilia è quella che è ma la giustizia è amministrata in modo diverso: scattante ed efficiente, il magistrato apre subito una bell’inchiesta sull’argomento. Sono passati molti mesi e dell’inchiesta non se ne sente più parlare. Il bambino è morto. A Palermo, qualche volta piove...Ebbene si, lo ammettiamo, nella patria del sole, paradiso dei turisti del nord ’Italia e del Nord Europa, qualche volta piove. No, vi prego di non disdire i vostri viaggi, non ci rovinate! Tutta la nostra economia è basata sul vostro divertimento, sulla vostra soddisfazione...Dicevo qualche volta piove, solo pochi giorni l’anno. Un giorno di questi un ragazzo si è fatto trovare impreparato dalla pioggia, voleva tornare a casa e cercava di non inzupparsi le scarpe camminando per strada. E’ difficile qui in Sicilia non bagnarsi le scarpe quando si va a piedi e piove, il drenaggio è inesistente, i tombini esplodono, le strade si allagano immediatamente, l’acqua stagna per molti giorni in strade che hanno l’asfalto a chiazze. Il ragazzo non voleva bagnarsi le scarpe, faceva passi lunghi per trovare zone d’asciutto, ha messo un piede su un tombino, è morto.Si, è morto perché li passava la corrente elettrica. Genitori disperati, la gente protesta. L’amministrazione in Sicilia è quella che è ma la giustizia è amministrata in modo diverso: scattante ed efficiente, il magistrato apre subito una bell’inchiesta sull’argomento. Sono passati molti mesi e dell’inchiesta non se ne sente più parlare. Il ragazzo è morto. Non mi ricordo se i TG nazionali ne hanno parlato...Forse si, forse no, i politici erano impegnati in uno scontro dal vago sapore elettorale , come sempre, e quindi la faccenda non ha interessato né la destra né la sinistra.

Tre giorni fa un bambino albanese di nome Jamalo, giocava a pallone con i suoi amichetti, siamo a Francofonte, si è avvicinato troppo ad un torrente ed è affogato. Il bambino è morto. Genitori disperati, la gente protesta, qualcuno ricordava che in passato era già successa una "disgrazia" simile, e qualcuno si era azzardato ad ipotizzare che forse sarebbe stato meglio se attorno al torrente ci fosse stato un recinto, uno steccato, un po’ di paglia... Ovviamente nulla è stato fatto, la cosa non mi stupisce, mi stupisce che qualcuno abbia pensato di poter fare qualcosa per la gente, sicuramente sarà stato un fanatico estremista, o forse, come adesso, eravamo in campagna elettorale. L’amministrazione in Sicilia è quella che è ma la giustizia è amministrata in modo diverso: scattante ed efficiente, il magistrato apre subito una bell’inchiesta sull’argomento. Sono passati molti mesi e dell’inchiesta non se ne sente più parlare. Il bambino è morto. I TG non ne hanno parlato, solo qualche giornale ha scritto un articoletto. Ho finito." *U.C. In terronia la gente è definita U.C. Ovvero Unità Carbonio ** U.C.C. Unità Carbonio Cittadino *** Per i non bilingui: "...ti scrivo da questa bella Catania, che diventa sempre più bella con lo scorrere del tempo."

"Grazie U.C.C. puoi tornare nei tuoi ranghi. Come avete sentito, l’amministrazione in Sicilia è totalmente assente, le U.C. sono abbandonate a se stesse, nessuno potrà mai protestare, ed è questa la nostra forza, la carta vincente del sistema "devolutionato", le istituzioni siamo noi, le proteste che cadono al di fuori delle istituzioni sono ritenute irrilevanti, per di più inoffensive e come avrete già potuto intuire dalla relazione dell’U.C.C. la gente si è rassegnata, accetta lo status quo come un qualcosa di ineluttabile. Vi stiamo dando su un piatto d’argento il sistema perfetto, se ne seguirete i precetti riuscirete ad ottenere molte U.C. disponibili, docili, rassegnate e produttive. Ma non voglio tediarvi oltre signori, cedo la parola al nostro prossimo ospite che vi relazionerà sulla libertà d’azione che il potere economico esercita in Sicilia. Il nostro ospite è un U.C.L.****

Vuoti a perdere

"Buongiorno Signori Io lavoro all’Enichem di Priolo, una cittadina popolata da U.C.L. come me, la cittadina si è creata attorno alle industrie che si sono stabilite lì intorno agli anni cinquanta...Sarò breve, non sono molto bravo a parlare come l’U.C.C. precedente. Io sono un lavoratore, un operaio, la mia categoria era vista in passato con diffidenza, ma vi assicuro signori, che adesso non siamo più a rischio, non siamo più pericolosi per i vostri interessi....E ciò che vi sto narrando ne è la prova. Un giorno nella mia bellissima fabbrica c’è stato un incidente, capita a volte. Nell’incidente sono morti due miei compag.....Scusate, volevo dire due miei colleghi, uno era sposato e l’altro aveva tre figli. Il sindacato ha protestato in maniera blanda ed ordinata: si è limitato a chiedere maggiori misure di sicurezza, ovviamente la richiesta non è stata accolta. Oltretutto i nostri padroni hanno appurato che le misure di sicurezza con l’incidente non c’entravano per niente, il sindacato non aveva perso occasione per dimostrare la sua totale inefficienza, perché mi chiederete voi... Ve lo dico subito, il problema e quindi l’incidente è stato causato da un errore dei due miei colleghi morti, non dalle misure di sicurezza assenti. Io lavoro dalle cinque del mattino fino al pomeriggio, a volte di meno a volte di più, non c’è un orario fisso, dipende dal lavoro che c’è da fare, e la fatica si fa sentire, lo capisco e quindi è facile che si sbagli. Un’altra volta è successo un incidente, stavolta il collega era un ragazzo di 23 anni, mi ha fatto una pena...Genitori disperati...Ma in ogni caso i nostri padroni hanno dimostrato senza ombra di dubbio che l’incidente è stato causato da un errore umano. I sindacati hanno detto che in quest’ultimo periodo le misure di sicurezza erano state completamente smantellate, che il profitto dei nostri amati padroni si era quintuplicato sulle spalle degli operai che morivano come mosche a causa delle incurie amministrative...In effetti io ho notato che molte persone che lavoravano nella mia zona scomparivano da un giorno all’altro, ma sapete com’è non ci ho perso troppo tempo a pensarci, credevo fosse una normale ristrutturazione, ultimamente ne hanno fatto molte, per risparmiare, ci hanno anche decurtato lo stipendio e c’è un continuo aumento delle ore di lavoro...Ci sono stati moltissimi incidenti, ultimamente sono aumentati vistosamente, incidenti letali e non, incidenti dove un collega si è ferito o ne è uscito mutilato, incidenti senza feriti, fumate nere, esplosioni, fuoriuscita di gas tossici ecc... Spesso da Siracusa, la città vicino a Priolo, sono arrivate segnalazioni di percentuali elevatissime di gas diffusi nell’aria provenienti dalle nostre fabbriche, ma nessuno s’è n’è preoccupato più di tanto...Li capisco, i padroni dico, c’è da tenere testa alla concorrenza internazionale e quindi stanno uscendo le unghie, è normale, sono le leggi del mercato. Comunque, dato che i morti ultimamente sono stati tanti e le proteste del sindacato sono diventate sempre meno blande, i nostri padroni hanno stampato delle statistiche che dimostravano senza ombra di dubbio che i morti sul lavoro erano regolari, voglio dire....Mi sono espresso male, scusate, voglio dire che gli incidenti letali sul lavoro rientravano nella media

**** U.C.L. Unità Carbonio Lavoratore

nazionale, e quindi rientrano nella norma.. Infine esasperati dalle richieste, spesso incivili dei sindacati, i nostri amati Padroni hanno dichiarato testualmente che se dovessero cedere alle astruse richieste dei rappresentanti dei lavoratori,fallirebbero, e i lavoratori che vorrebbero tutelare si ritroverebbero senza lavoro, in mezzo ad una strada. Ho finito, grazie."

Un applauso accompagna la fine del discorso dell’U.C.L. forse la sua riverenza servile ha ispirato tenerezza ai Padroni del Nord.

" Grazie U.C.L. la tua testimonianza è stata preziosa. Scuserete la difficoltà di comunicare del nostro caro U.C.L. ma, come ben saprete: "L’operaio sa una parola e il padrone mille, per questo lui è operaio e l’altro è padrone" (risata d’approvazione).

Il potere economico è esercitato da gente come voi; persone che rischiano quotidianamente la pagnotta, esseri superiori che cercano di destreggiarsi tra le richieste dei lavoratori e la competitività del mercato....Basta una piccola concessione alle U.C.L. e si è fuori dal mercato, senza pietà, il mercato non ha bisogno di perdenti. Per questa ragione gente come voi ha sempre più fame di zone franche, dove il liberismo e il neoliberismo non abbiano freni, dove un imprenditore, che per antonomasia è una persona leale e coraggiosa, può costruire il suo futuro e di conseguenza quello di tutti i suoi collaboratori che lo seguiranno fedelmente in questo difficile cammino. La Sicilia è una di queste zone, avete sentito come L’U.C.L. definiva i sindacati? I sindacati sono stati alienati dalla visione dell’U.C.L. non sono più considerati come loro difensori ma come intralci ai loro benefattori, c’è voluta molta fatica per fare loro il lavaggio del cervello, anni e anni di propaganda ma alla fine le U.C.L. sono d’accordo con noi, hanno capito chi veramente fa i loro interessi: i padroni, vale a dire voi. Quale operaio del Nord parlerebbe come l’U.C.L. che avete sentito prima, dite la verità? La Sicilia ha bisogno di sviluppo, c’è tanta gente che ha bisogno di lavorare e loro stessi sono disposti a tutto. La nostra tattica non è neanche tanto nuova, divide et impera lo avete sentito dire no? No....? In ogni modo era una tattica degli antichi romani. Noi dividiamo gli operai, anche idealmente, la cosiddetta "classe operaia" non esiste neanche nella testa degli stessi, è scomparsa, ammesso che sia mai esistita. La Sicilia è molto isolata, poco istruita e abbastanza povera, questo è quello che vogliamo, questo è quello che abbiamo ottenuto dopo decenni di correlazione tra potere politico e potere economico, dopo decenni di controllo sociale: pace e povertà come carota, morte e paura come bastone, dopo secoli di omertà e ricatti sociali che adesso qualche intellettuale delle vostre parti chiama Mafia, dopo tutto questo siamo riusciti ad ottenere finalmente una massa omogenea, uniforme, obbediente ed operativa. La correlazione tra il potere economico legato a doppia mandata con la criminalità organizzata, e il potere politico è diventato talmente stretto, che oramai non si distingueva più la differenza, l’omertà, il ricatto sociale, la povertà, la disperazione erano strumenti funzionali allo status quo, nessuno voleva cambiare le cose, anche perché gli unici che stavano male all’interno del sistema erano gli stessi che non avevano il potere di cambiarlo. L’assemblea regionale come specchio dei rapporti di forza del sistema, nessun bipolarismo, nessun vero stato di conflitto se non quello celato dalla classe dominante per non apparire tale. Questa la definizione dell’Assemblea Regionale Siciliana: interessi che si scontrano, interessi personali e di potenti lobby che si scontrano. Così nell’assemblea regionale posso trovare il medico che chiede ai malati il voto e in cambio promette loro l’assistenza che lo stato dovrebbe garantire loro, posso trovare l’avvocato che ha difeso solo mafiosi, posso trovare l’uomo venuto dal nulla che rappresenta gli interessi dei proprietari terrieri o dei palazzinari, posso anche trovare persone che vengono dal sindacato e strisciando a mo di lombrichi sono riusciti tramite furbate, ricatti, spiate, minacce e favoritismi ad entrare in un partito politico che ha assicurato loro la candidatura e la conseguente vittoria. L’identità tra il potere economico e il potere politico è però messa in pericolo dagli interessi nazionali, è messa in pericolo da tutto ciò che non è contingente e non è invischiato dal background del territorio: il diritto, la costituzione, i diritti umani, tutte queste carte scritte da gente con pochi interessi e molto tempo da perdere avrebbero potuto mettere a repentaglio l’armonico ciclo di identità istituito con gran fatica in Sicilia. Ma il potere si autoconserva, è naturale. La Sicilia è una regione a statuto speciale, il presidente dell’assemblea regionale siciliana (ARS) ha la stessa dignità e autonomia di un ministro del parlamento nazionale. La Sicilia avrebbe potuto usare questa peculiarità amministrativa a proprio vantaggio, ma non è accaduto questo. O forse si, ma in un altro senso. L’autonomia Siciliana è assolutamente inesistente, i cittadini...Scusate le U.C. non hanno assolutamente goduto d’alcun vantaggio derivante dall’autonomia Siciliana, al contrario hanno subito tasse particolari, istituite dall’ARS e l’ARS si è permessa di sostituire il potere politico centrale in "affari" che erano di sua competenza, proprio grazie a quest’autonomia amministrativa che, come avrete già capito è utilizzata soltanto per tutelare gli interessi del ceto dominante che si divide tra l’ARS e gli esponenti del potere economico. Uno degli esempi più illuminanti di questo sodalizio tra potere economico e potere politico, e nel contempo dell’utilizzazione dell’autonomia amministrativa come mera legittimazione dei propri atti tendenti esclusivamente a difendere interessi dei componenti il sistema, lo abbiamo proprio qui, ve lo proponiamo adesso. Cedo la parola ad un altro U.C.C. che vi presenterà la sua relazione dal titolo:

Una regione sotto ricatto

Buongiorno Io un giorno mi sono alzato come ogni mattina, sono andato a lavorare come ogni mattina, sono tornato a casa come ogni giorno, ho mangiato e come ogni pomeriggio ho visto il telegiornale. Il tg regionale annunciava l’inizio di uno sciopero, come ogni giorno, e come ogni giorno non me ne preoccupai più di tanto. Il giorno dopo mentre ripetevo il rituale intonso della mia vita felice e produttiva ho notato qualche cambiamento intorno a me: la gente sembrava nervosa, più del solito e i benzinai molto affollati. La situazione nei giorni successivi andò via via degenerando in un’isteria collettiva che m’incuriosì; scuotendomi dal torpore permanente, il Tg regionale m’informò che lo sciopero era perpetrato dai camionisti e fu quest’evento che causò lo sconvolgimento della mia posata vita. In poco tempo mi resi conto della situazione. Lo sciopero consisteva nel blocco totale dei trasporti e quindi niente benzina, niente medicine, niente generi alimentari. Mi sembrava impossibile che l’ARS potesse permettere una cosa simile, del resto gli scioperi sono sempre stati tollerati, ma non si eccedeva in nessuna maniera, si doveva avvertire molti giorni prima dello sciopero, lo sciopero doveva essere mediato tra i sindacati e le istituzioni, doveva essere ordinato composto ecc... Insomma lo sciopero doveva essere una rassegnata marcia silenziosa, composta e preannunciata. (mormorio d’approvazione da parte dei Padroni del Nord) Stavolta queste regole tacite non avevano trovato applicazione, perché? Non capivo la situazione, non capivo soprattutto l’atteggiamento dell’istituzione nei confronti di questo sciopero....Lungi da me pensare male delle istituzioni...Ma, volevo avere le idee chiare. La situazione di giorno in giorno peggiorava nelle città: la benzina scarseggiava, l’isteria aumentava, i latticini erano scomparsi dai banconi dei supermarket, non si trattava di mancanza di soldi, anche avendo soldi, molti soldi, non si potevano comprare i beni di prima necessità; la cosa mi sgomentava. I miei sentimenti erano paragonabili a quelli d’altri cittadini di cinquant’anni fa, o più, quando c’era la guerra e tutto scarseggiava, sembrava un crimine solo il cercare cibo, la clandestinità diventava uno status irrinunciabile nella vita del cittadino la cui unica colpa era non voler morire di fame. Mi sentivo come mio nonno mi raccontava si sentisse...Tanto tempo fa.La cosa che più mi stupiva era la TOTALE indifferenza della stampa nazionale, nessuno parlava dell’angoscia surreale in cui una lobby di "lavoratori" ha fiondato il popolo siciliano. Dopo un paio di settimane capii. I "Lavoratori" non erano tali, in realtà lo sciopero era perpetrato dai cosiddetti padroncini, e neanche tanto ini, a dire il vero, fra i contestatori vi era tutto il padronato dell’ambiente dei camionisti. Volevano uno sconto sulla benzina, potevo essere d’accordo o meno, su questo non si discute, ma bloccare la vita di una regione intera mi sembrava veramente eccessivo....Almeno per quella ragione, in altri scioperi sarei stato il primo a compiere azioni clamorose per ottenere lo scopo prefisso dai contestatori....Sempre nel rispetto della legge s’intende....L’ARS non appariva disturbata da questo sciopero, anzi, avevo capito che lo cavalcava senza alcun ritegno! Centrale in quest’ambigua situazione, fu il lavoro di Rotella assessore al turismo mi sembra. Quest’uomo aveva attratto la mia attenzione già prima di questo tumulto per due ragioni. 1) Ricopriva la carica d’assessore al turismo durante il periodo in cui L’ARS era governata dal centro sinistra, ed è rimasto assessore al turismo quando ci fu il ribaltone e l’ARS fu assaltata dal centro destra. Come aveva fatto? Era un uomo super partes? Assessore in ogni caso? Strano non vi sembra? 2) Questo particolare essere aveva una peculiarità somatica: rideva sempre, qualsiasi cosa succedesse, lui rideva, se domani l’Etna cominciasse ad eruttare e seppellendo la Sicilia, lui avrebbe continuato a ridere Dopo aver assistito al suo operato in quest’occasione, unii il mio giudizio su di lui come uomo e come politico soprannominandolo Iena Ridens. Quando riuscii ad intuire la machiavellica rete di compromessi e accordi che i politici e gli scioperanti avevano silenziosamente tessuto, mi resi conto della noncurante ferocia dei nostri rappresentanti, e contemporaneamente l’agghiacciante situazione divenne finalmente chiara: I politici VOLEVANO, lo sciopero, avrebbe portato vantaggi anche all’ARS. Per questa ragione lo sciopero fu favorito dalle istituzioni, strozzando, di fatto, l’economia siciliana, e quel che è peggio, mettendo a soqquadro la vita dell’intero popolo siciliano. Quest’epifania non era tanto orribile per quello che mi aveva rivelato, ma per quello che sottintendeva: i politici avevano il potere di vita e di morte sui cittadini, il pensiero era quantomeno grottesco, non siamo più nel medioevo. O si? Quello che mi sconvolgeva era pensare a quello che avrebbero potuto fare solo se avessero voluto. Il loro potere diveniva assoluto, la loro tecnica era tanto semplice da risultare banale si sarebbero dovuti frapporre tra lo Stato e la massa amorfa delle U.C. sfruttando il loro potere. Se si ci pensa bene è la stessa tecnica usata dalla Mafia. La reazione dello stato sarebbe stata lenta e le U.C. ne avrebbero sofferto ma questo era un dato irrilevante. Effettivamente le U.C. erano ostaggi dei loro rappresentanti, che chiedevano al parlamento centrale delle facilitazioni economiche. Si servivano degli scioperanti come facciata, questo sporco affare non l’avrebbero mai potuto gestire esponendosi direttamente. Rotella faceva ufficialmente da intermediario, mentre muoveva le file delle marionette che l’assemblea gli aveva gentilmente fornito. Dopo un po’ di tempo il governo centrale si è degnato, tra un impegno propagandistico e l’altro, di venire a negoziare. Qualcuno ha ottenuto qualcosa, lo sciopero si è dileguato, tra la soddisfazione dell’ARS, consapevole del bel lavoro "di mediazione" svolto. La stampa s’è n’è occupata poco e niente, uno scorcio ritagliato tra le notizie importanti e lo sport. L’ARS sappiamo come ha vissuto la faccenda. Il governo nazionale se n’è occupato quando ha potuto, senza fretta. Le U.C. hanno visto i loro supermarket vuoti, la carne deperita, i latticini immangiabili, hanno temuto per la scarsità delle medicine nelle farmacie e negli ospedali, hanno tremato nell’apprendere che alcune bande armate si erano preparate a "fare sul serio" se la benzina avesse continuato ad essere assente dal mercato siciliano....Tutto questo importa a poche persone, troppo poche, neanche tutto il popolo siciliano si è reso conto di quello che è successo e soprattutto non immagina neanche quello che potrebbe succedere in futuro. Grazie"

" Vi prego di non considerare i commenti superflui e a volte arroganti che l’U.C. ha voluto esternare: avrebbe potuto risparmiarceli. C’è ben poco da dire signori, abbiamo già trattato quest’argomento, la relazione dell’U.C. precedente vi ha solo mostrato la veridicità di quanto ho detto. Possiamo definire questo sciopero una "Prova generale" della devolution, un esperimento, abbiamo verificato ciò che avevamo supposto: le U.C. non hanno altri referenti all’esterno delle istituzioni e queste rappresentano l’oligarchia dominante, le interferenze nazionali non ci devono più preoccupare. Infine introduco un’U.C. che vi relazionerà sullo stretto legame che esiste tra i possidenti e l’ARS. I possidenti sono U.C. particolari, hanno molti soldi, posseggono molte case e sono una categoria protetta della società"

Ego te absolvo...

Io vivo da quando sono nato in Sicilia per l’esattezza a Siracusa,ho 52 anni. Il mare nella mia città si vedeva e si sentiva dappertutto. Si sentiva l’odore, si vedeva da ogni angolo, anche perché di case c’è n’erano poche...Poi, piano piano, con il passare degli anni si sono costruiti i primi palazzi: enormi, squadrati, orrendi, coprivano tutto il paesaggio, che prima era verde e blu, era pieno di campagna dappertutto, dominava il verde e il blu come sfondo era una costante. Mi sembrava assurdo un paesaggio senza uno scorcio di mare in fondo, lo cercavo con gli occhi istintivamente. L’unica volta che ho visto un paesaggio senza mare è stato per una vacanza a Perugina con i miei: era orrendo, il mare non c’era trovavo solo montagne. Tutta la mia città in futuro si murò da sola,si isolò dal mare. Palazzi su palazzi ovunque, il mare che prima era un bene comune divenne un lusso per pochi. Per vederlo, per sentirlo, era....Ed è necessario andare in luoghi particolari, come la cosiddetta Marina. Il mare è stato murato non c’è più, solo poche volte, se il vento è abbastanza forte se ne sente l’odore. Eppure c’erano tanti chilometri di costa prima liberi e fruibili, adesso che cosa ne è stato? Ci vado adesso con i miei figli, voglio vedere ma soprattutto voglio far vedere loro. So cosa mi aspetta. Il cielo è azzurro il caldo è quasi insopportabile, l’arsura mi uccide, c’è il clima tipico di questa zona siciliana, caldo secco e sereno assoluto, una nuvola è merce rara di questi tempi, azzurro forte, tanto forte che mi fanno male gli occhi. Arriviamo dove avevo deciso di portarli, da bambino li il mare era stupendo, adesso il mare è ancora stupendo....Forse, non lo so non posso vederlo da qui. Ci sono troppe case, costruite in cemento armato, case ad un piano a due piani, villette, ville enormi...E’ un intero villaggio, costruito dove c’era il mare. E io non posso entrare, il mare è proprietà privata adesso, io non sono un padrone, o un possidente come volete chiamarlo....M’incazzo, non me ne frega niente della proprietà privata, rientro in macchina e accelero, sgommo ed entro nel villaggio. Il dedalo di strade è labirintico ma non mi arrendo: voglio rivedere il mare, il mare è mio, nessuno può togliermelo. Mentre mi districavo in quel gomitolo di strade, pensavo, sarà abusivo questo villaggio? O meglio sarà considerato abusivo dall’oligarchia dominante? In ogni caso per me è abusivo, mi toglie un diritto, toglie un diritto a me e lo toglie a migliaia d’altre persone che non possono permettersi una villona da queste parti, toglie un diritto alla collettività e lo consegna ai ricconi siciliani e stranieri. In qualche straduzza esce un panzone per vedere chi osa addentrarsi in questo villaggio privato, non essendo un abitante...Ma come fa a sapere che non sono di qui? Hanno un particolare sensore per riconoscere le persone non altolocate? Si conoscono e si annusano tra di loro...Sarà così...Ecco arrivo al mare, finalmente. E’ bellissimo,meraviglioso comelo ricordavo, blu intenso, l’odore è fortissimo, il vento soffia tra le rocce bianche e la natura urla, non sono il solo a sentirmi felice per aver riscoperto il mio mare. 3 persone si avvicinano e mi chiedono cortesemente di andarmene, insomma mi cacciano, il villaggio è proprietà privata e quindi..... Torno a casa. Una volta avevo un terreno di 200 metri quadrati, in mezzo alle città, ma a causa della legge Mancini non potevo costruire nulla. L’ho venduto e ne ho ricavato poco. Onesto o fesso? Quello che ha comprato il terreno ci ha fatto una palazzina ed adesso vive di rendita. Disonesto o furbo? E tutti quegli stronzi infami che si costruiscono la casa a 20 metri dal mare impedendo a tutti tranne che a se stessi, di fruire liberamente del mare?Che cosa sono furbi o disonesti? Disonesti pensavo io, furbi mi dico adesso,dopo che ho sentito delle varie leggi sanatorie che i governi nazionali hanno varato una volta ogni 10 anni. Nell’84 da Bettino Craxi, nel ’94 da Silvio Berlusconi. Poi i politici tra una legge sanatoria e l’altra fanno a gara per starnazzare demagogicamente sull’ambiente e sulla difesa del "...Nostro grande patrimonio storico ambientale e culturale" ma nei fatti sanno chi tutelare e quanta pubblicità dare a questa difesa sotterranea:zero. E’ da un bel pezzo che nessuno pensa ai poveri possidenti, gli ultimi governi nazionali non hanno messo la classica pezza d’appoggio, forse perché avevano i verdi nella coalizione. Ma ecco, li vedo!Dall’orizzonte arrivano i salvatori dei possidenti, non riesco bene a distinguerli, ho il sole in faccia, piano piano si avvicinano, Walker Texas Ranger? Renegade? Hunter? No, nessuno di loro! Eccoli, li vedo chiaramente adesso! Sono i rappresentanti dell’ARS! Sono loro che da poco tempo hanno proposto una nuova legge sanatoria per regolarizzare gli infami che mi hanno otturato il mare, che mi hanno distrutto i migliori scenari siciliani, che mi hanno affossato anche la valle dei templi, l’Etna, le colline, le rovine greche...La legge sanatoria ha due funzioni: 1) Legittimare i possidenti che hanno già costruito in barba alle leggi 2) Incoraggiare gli indecisi, mostrandogli la scappatoia dal groviglio di leggi ostili: la sanatoria, ne viene fatta una ogni cinque anni, di cosa potreste preoccuparvi? Queste le vere ragioni, la motivazione che loro adducono è ovviamente un’altra, anzi sono due 1) Come non piangere nel vedere povere famiglie, gettate fuori dalla propria casa da gendarmi senza cuore che li tengono fermi mentre ruspe distruggono il loro nido di pace e serenità? Non si può restare insensibili a tutto questo! Ovvero quelli dell’ARS fanno finta di credere al fatto che le case abusive sulla spiaggia siano state costruite come prima casa dai possidenti che non hanno altro rifugio...Magari non sapevano che era vietato costruire li....Poverini! Peccato che costruirsi una casa a 20 metri dal mare che costa 200-250 milioni a decine di chilometri da ogni centro abitato, che viene utilizzata solo nei mesi estivi dai possidenti toglie di un po’ di credibilità alla cosa. 3) Ci sono troppe case abusive, ce ne sono un mare, non si può abbatterle tutte, e allora che facciamo? Spendiamo soldi per abbattere una casa abusiva si e una no? Non sia mai!Lasciamole tutte in piedi e che non se ne parli più! La cosa più simpatica è che questa legge vorrebbe preservare i villaggi abusivi ed invece abbattere le case singole costruite in zone isolate contro la legge vigente. Il governo nazionale ne è scandalizzato, preannuncia battaglia, l’ARS si appella allo statuto speciale della regione e dichiara che le intenzioni del governo sono incostituzionali. Battaglia tra ARS e governo nazionale? Neanche per sogno. Già non se ne parla più, state tranquilli possidenti, anche l’ARS ha rinunciato a promulgare la legge: perché impelagarsi in problemi con il governo attuale se la prossima legislatura risolverà tutto con un emendamento o un decreto legge o qualche altra cosa? Allora cosa ne pensate voi:Padroni del Nord? Sono furbi o disonesti? Lasciamo stare....Io penso che siano furbi e disonesti. Ma se io indosso una cravatta orrenda in mezzo a persone con un certo stile, me lo faranno notare o almeno farò una magra figura. Ma se mettessi la stessa cravatta in mezzo a persone che hanno la cravatta peggio della mia, nessuno se n’è accorgerà,anzi se qualcuno entrasse in questo club del cattivo gusto e dicesse ad alta voce "Ammazza che cesso di cravatta che hai!" tutti si stupirebbero e si fionderebbero a difendere la mia cravatta e il mio gusto, criticando invece la maleducazione e l’incompetenza dell’osservatore. Sono furbi e hanno la cravatta orrenda ma in mezzo agli uomini dell’ARS non si distinguono, io osservo e critico, ma forse sono io che sbaglio, da domani tacerò, e non metterò più cravatte."

Un silenzio gelido accompagna la fine del discorso.

"Grazie della tua relazione molto, molto...Molto spontanea U.C. Allora signori, con questa relazione abbiamo finito. Vi abbiamo informato sull’amministrazione siciliana, organismo completamente dedicato all’autoconservazione con la prima relazione, vi abbiamo relazionato sul potere economico e sulla sua...Diciamo libertà di movimento e infine vi abbiamo mostrato la stretta correlazione che esiste da sempre in Sicilia tra il potere economico e il potere politico, vanno a braccetto, si aiutano, non sono due poteri distinti come voi siete stati abituati a considerarli, bensì uno solo, diviso in due diverse branche amministrative. La devolution permette di dare il potere a chi veramente crea ricchezza nel paese, la devolution, il delegare funzioni vitali e strategici dallo stato centrale alle regioni permette alle stesse di "modellare" lo stato e le sue funzioni, sul territorio e sulle sue necessità o meglio sulle necessità di chi crea benessere. In effetti, la devolution è un ulteriore arretramento della rappresentanza politica di fronte al potere economico che come sappiamo*, muove le vere fila del mondo, il parlamento, i parlamenti sono solo una facciata a livello macronazionale le decisioni sono prese da organismi economici che non hanno nulla a che fare con la democrazia, la legislazione, l’eleggibilità e altre stupidaggini di questo tipo, stiamo parlando del FMI e della BM. I parlamenti chi prima chi dopo, si adegueranno alle linee guida dettati dai padroni effettivi del mondo. Questa facciata è però scomoda, a volte, solo a volte, impone qualche vero legaccio al potere economico, e allora sta cadendo, un vecchio muro che si scrosta questo è il parlamento nazionale attaccato dagli organismi macronazionali che detengono il potere e dagli organismi micronazionali che detengono il controllo del territorio e della gente che ci abita. Il parlamento non è più necessario. Eccola qui la Sicilia signori, è la regione più meridionale dell’Italia, si è quest’isoletta qui. Come potete vedere è più vicino all’Africa che a Milano (risata grassa dei Padroni). Sono sicuro che dopo questa relazione, anche voi sarete consapevoli dei benefici che potreste ottenere se lo stato-nazione arretrasse, e se voi ne siete convinti, niente potrà fermare la devolution. Quindi vi saluto e vi ringrazio del tempo che ci avete dedicato Padroni del Nord: sono sicuro che ci rivedremo presto.

Salvatore Mica


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