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Un’autobiografia: Carla Capponi

l’autobiografia di Carla Capponi, nel libro Con cuore di donna, Il Saggiatore, 2000
di Pina La Villa - giovedì 15 aprile 2004 - 4103 letture

15 aprile 2004

Il 25 Aprile l’anniversario della Liberazione. Al solito, un libro:

Carla Capponi, Con cuore di donna. L’otto settembre, via Rasella, la guerra partigiana: i ricordi di una giovane protagonista, Il Saggiatore, Milano, 2000

A differenza di altri libri di memorie sulla Resistenza, questo arriva tardi,pubblicato qualche mese prima della morte di Carla Capponi, nell’agosto del 2000. Il motivo è forse in questa citazione posta all’inizio del libro:

"I ricordi sono come uova d’uccello nel nido:/ l’anima li riscalda per lunghi anni /e d’un tratto essi rompono il guscio/ disordinatamente, inesorabilmente." (Ismail Metter) .

Nella primavera del 1944 Roma è ancora saldamente occupata dalle truppe del Terzo Reich. Il ventitré marzo un gruppo di partigiani, tra i quali c’è Carla Capponi, mette una bomba in via Rasella: l’ordigno causa la morte di una trentina di riservisti altoatesini, inquadrati nell’esercito tedesco, e di alcuni cvili romani. A questo attentato seguirà la rappresaglia nazista e il massacro delle Fosse Ardeatine.

In quest’opera autobiografica Carla Capponi ripercorre quegli anni tragici per raccontare le ragioni che l’hanno portata a lottare, una scelta che ha segnato tutta la sua vita.

Carla Capponi è nata a Roma nel 1918, da padre ingegnere minerario e madre insegnante. Alla caduta del fascismo ha aderito al PCI e ha partecipato alla guerra di liberazione. Riconosciuta partigiana combattente con il grado di capitano, ha ricevuto la Medaglia d’oro al valor militare- Ha ricoperto numerosi incarichi nell’Associazione nazionale partigiani. Nel 1972 è stata eletta al Parlamento ed è entrata a far parte della Commissione giustizia della Camera. Carla Capponi è tra i fondatori del circolo Giusitizia e Libertà ed è stata membro del comitato direttivo delle associazioni Italia-Urss, Italia-Cina e Italia-Corea.

Carla Capponi ha partecipato all’attentato di Via Rasella, ma non racconta solo questo nel suo libro, pubblicato proprio qualche mese prima che lei morisse (credo nell’agosto del duemila). Racconta anche la sua vita di ragazzina borghese protetta , il padre, la madre, la sorella e il fratello più piccolo, gli amici, la scuola. Quando scoppia la guerra lei, che è nata nel 1918, ha 22 anni, 25 quando aderisce ai Gap ed entra nella Resistenza. Cambia il ritmo del racconto. Prima è lento, indugia nei ricordi, poi è come se facesse fatica a raccontare, ma racconta, tutto, le azioni giuste e quelle sbagliate, gli errori e soprattutto gli orrori . A volte sembra di cogliere un senso di inutilità, ma poi lei corregge. Al di là dell’azione dei Gap nel contesto della guerra di liberazione, al di là della loro efficacia, c’era la necessità, imprescindibile, di esserci.

Racconta senza enfasi - ed è raro nei racconti dei resistenti, e col ritmo tremendo di una vita quotidiana segnata dal dolore, dalla cupezza di quegli anni, ma anche dagli squarci di luce propri della giovinezza dei protagonisti.

"…sento che occorre convincere i giovani di oggi che ognuno di noi fu esattamente un giovane come loro, stretto fra dubbi e paure, convinto di non fare nulla di così eccezionale, di "storico", ma di compiere un dovere civile che ha finito per coinvolgere tutti in una sola volontà, sostenuta dalla speranza di liberazione. Eravamo come gattini gettati nel fiume, che non si lasciano affondare ma nuotano nell’acqua alla ricerca della terra che li salverà"


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