Un’arma a forma di computer
Ho sognato una rete intergalattica : Scritti su Internet prima di Internet / J.C.R. Licklider ; prefazione di Luigi Laura ; traduzione di Emanuele Edilio Pelilli. - Roma : Luiss University press - Luiss Guido Carli, 2025. - 109 p., [3] : br. ; 18,8 cm. - (Nautilus ; 13). - ISBN 979-12-5596-218-2.
Per diversi decenni quando abbiamo letto o ricordato la nascita dell’Internet, abbiamo sempre detto che "anche questa" era una tecnologia nata in ambito militare. Per la precisione, si faceva riferimento al programma militare ARPA dell’apparato statunitense. Un programma di ricerca, in cui venivano utilizzati i grandi computer esistenti allora, mainframe che riempivano intere stanze. Su quel periodo, la "macchia" iniziale e primigenia, si preferiva glissare né la documentazione in parte secretata permetteva l’analisi e l’accesso da parte degli storici. In realtà quell’origine molesta non era un incidente di percorso né una casualità. Nel "dopo" che ci fu, e che per un periodo sembrò possibile un "altro internet", si volle sorvolare sulla faccenda. Oggi, in un periodo di ritorno delle guerre e della realtà meno fascinosa dell’occidente, la destra al potere nel collettivo reale, si torna a glorificare persino quel primo periodo originario: un libro di Licklider, a prescindere dalle omissioni e indorature editoriali, qualche anno fa non sarebbe stato possibile. Era, quello degli anni Quaranta e Cinquanta del secolo scorso, un periodo tecnologico pionieristico, appena uscito dagli sviluppi di ingegneria e fisica e dai finanziamenti della Seconda Grande guerra europea del Novecento e che avrebbe avuto il suo apice nei grandi missili balistici a testata nucleare, nei sottomarini nucleari, e nell’invio - in concorrenza con i sovietici - di satelliti e poi di umani nello "spazio". La tecnica utilizzata per la guerra, con gli apprendisti stregoni impegnati a servire la macchina bellica (salvo poi pentimenti postumi).
Proprio l’avventura spaziale e le esigenze di miniaturizzazione avrebbero portato a una nuova fase dello sviluppo tecnologico, quello connesso alla nascita dei microchip e dei computer desktop.
Della prima fase di sviluppo tecnologico, in realtà abbiamo sempre avuto poche notizie. Ricostruzioni che si sono fatte via via sempre più vaste solo a partire dagli ultimi decenni - ad esempio il contributo delle programmatrici donne, di colore ecc_ -. La pubblicazione della LUISS colma una lacuna, almeno a livello divulgativo. Si tratta di alcuni brevi saggi/articoli, che mostrano Licklider alle prese con alcuni temi pionieristici, che avrebbero nei decenni successivi avuto ulteriori sviluppi. Scrive bene Luigi Laura, nella prefazione: "Licklinder ha gettato le basi per la realizzazione di questo mondo", ovvero del mondo che si è sviluppato a partire dagli anni Novanta del secolo scorso, con la predominanza dell’Internet e l’uso dei PC e delle tecnologie digitali.
E se è vero che "all’inizio" si trattò di una faccenda tutta statunitense e con forti implicazioni militari, proprio a partire dagli anni Novanta, con l’Internet sviluppatasi all’interno del CERN (e grazie a Tim Berners-Lee) divenne prima una faccenda di nerd, si "laicizzò" e fu collegata alla libera e libertaria diffusione delle idee; solo nel 2000 fu scoperta dalla finanza e dai commerciali e cominciò a tramutarsi in quel calderone che è oggi - i blogger rimasti gli unici testimoni di un mondo internet diverso - fino alla nuova mutazione che vede il predominio degli interessi geopolitici e di controllo. Nel frattempo la "rivoluzione digitale" aveva smantellato le vecchie fabbriche fordiste negli Stati Uniti e in Europa, e attivato nuove e vecchie fabbriche in Asia. Insomma, il mondo era cambiato più e più volte. La sensazione di una accelerazione del mutamento. Tutto questo "anche" a partire da quell’arma che è il computer.
Scheda AI (from Lumo)
Joseph Carl Robnett Licklider, più noto come J.C.R. Licklider, è stato un pioniere dell’informatica e della rete di computer, spesso considerato il “padre di Internet”. Nacque il 11 ottobre 1915 a St. Louis, Missouri, negli Stati Uniti, e morì il 26 giugno 1990 a Palo Alto, California.
Principali contributi
Visione della “rete interattiva”
Nel 1962, mentre lavorava al Advanced Research Projects Agency (ARPA) del Dipartimento della Difesa degli USA, Licklider pubblicò il saggio “Man‑Computer Symbiosis”. In quell’articolo immaginò una stretta collaborazione tra uomo e macchina, dove i computer sarebbero stati strumenti di supporto cognitivo piuttosto che semplici calcolatori. Questa visione fu la base concettuale per lo sviluppo dei sistemi interattivi e delle reti di computer.
ARPANET
Come direttore del programma di ricerca informatica dell’ARPA (1964‑1966), Licklider promosse l’idea di una rete di computer interconnessi che potesse condividere risorse e informazioni. Il suo sostegno e la sua capacità di mettere insieme scienziati, ingegneri e finanziamenti furono fondamentali per la nascita dell’ARPANET, precursore diretto di Internet.
MIT e Project MAC
Dopo l’esperienza all’ARPA, Licklider divenne professore al MIT, dove guidò il Project MAC (Multiple Access Computer). Questo progetto diede origine a importanti innovazioni, tra cui il time‑sharing (condivisione temporale) dei mainframe, che permise a più utenti di interagire contemporaneamente con un unico computer.
Influenza su generazioni di ricercatori
Licklider fu mentore di numerosi scienziati che poi contribuirono allo sviluppo di Internet, come Robert Taylor, Vint Cerf e Leonard Kleinrock. La sua capacità di vedere il potenziale delle tecnologie emergenti e di creare comunità collaborative è stata decisiva per l’evoluzione della computazione distribuita.
Eredità
“Intergalactic Computer Network”: Licklider descrisse una rete globale di computer come una “rete intergalattica”, anticipando l’idea di un mondo iperconnesso.
Concetto di “symbiotic relationship” tra uomo e macchina, che ancora oggi ispira ricerche su intelligenza artificiale e interfacce utente avanzate. Fondamento teorico e pratico per le architetture di rete moderne, inclusi protocolli di comunicazione e modelli di sicurezza.
In sintesi, Joseph Carl Robnett Licklider fu un visionario che trasformò l’idea di computer da macchine isolate a piattaforme collaborative, gettando le basi sia per il time‑sharing che per la rete globale che oggi chiamiamo Internet.
PS: Debbo a un amico, Alessandro Calleri, la segnalazione della pubblicazione di questa raccolta di articoli di Licklider.
Altri info
Joseph Carl Robnett Licklider: Una mente pionieristica nelle reti informatiche / Aveline, in: ComeAprire.com, 31 marzo 2023.
Joseph Licklider, in: Wikipedia.
🌀 Negli anni Sessanta, J.C.R. Licklider non si limitava a scrivere di tecnologia: pensava la rete come una forma di intelligenza collettiva, distribuita, cooperativa.
“Ho sognato una rete intergalattica” raccoglie per la prima volta in italiano i suoi testi sul rapporto uomo-macchina. Letti oggi ci permettono di esplorare il codice sorgente dell’epoca in cui viviamo:non istruzioni per l’uso, ma l’architettura mentale e culturale che ha reso possibile Internet.
Sono testi che non “parlano del futuro”: sono il futuro, come era stato concepito prima ancora che esistesse e che adesso ci sembra -mentre chiediamo a Chat GPT di aiutarci a scrivere questo post - estremamente profetico.
Un libro per chi vuole capire non solo come funziona Internet, ma da dove viene il nostro modo di pensare in rete e con l’AI.
Fonte: Luiss university press, in: Instagram.
CHI È JOSEPH LICKLIDER E PERCHE’ È IMPORTANTE, in: NoGeoIngegneria.com, 1 luglio 2023.
C’è una storia sconosciuta dell’IA e riguarda un personaggio sognatore della DARPA che aspirava a realizzare l’intelligenza di un cyborg. Le proposte con cui J.C.R. Licklider propose la “simbiosi uomo-macchina” portarono all’invenzione di Internet. Licklider fu messo a capo di un gruppo di lavoro – l’Intergalactic Computer Network – in cui furono gettate le basi concettuali di quello che sarebbe diventato Arpanet. Invece di far sì che i computer imitassero le attività intellettuali umane, Licklider propose un approccio in cui uomini e macchine avrebbero collaborato, ciascuno sfruttando i propri vantaggi. Secondo Licklider, questa strategia porterebbe a spostare l’attenzione dalla competizione (come le partite a scacchi tra computer ed esseri umani) e faciliterebbe forme di attività intelligente precedentemente inimmaginabili. In un articolo del 1960 intitolato “Simbiosi uomo-macchina”, Licklider espresse la sua idea. “La speranza è che, tra non molti anni, i cervelli umani e le macchine da calcolo saranno accoppiati in modo molto stretto e che la partnership risultante penserà come nessun cervello umano ha mai pensato ed elaborerà i dati in un modo che non può essere affrontato dalle macchine per la gestione delle informazioni che conosciamo oggi”. Per Licklider, un promettente esempio esistente di questa simbiosi era un sistema di computer, apparecchiature di rete e operatori umani noto come Semi-Automatic Ground Environment (SAGE), inaugurato due anni prima per tracciare lo spazio aereo statunitense. Nel 1963, Licklider accettò un lavoro come direttore presso l’Agenzia per i Progetti di Ricerca Avanzata del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (allora chiamata ARPA, oggi DARPA), dove ebbe l’opportunità di mettere in pratica alcune delle sue idee. In particolare, era interessato alla progettazione e all’implementazione di quella che chiamò per la prima volta “Rete informatica intergalattica”.
Come Vannevar Bush, il contributo di Licklider allo sviluppo di Internet consiste più di idee che non di invenzioni. (vedi anche qui e il Memorandum for Members and Affiliates of the Intergalactic Computer Network, Advanced Research Projects Agency, 23 aprile 1963).
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