Un Liebig non è un dado

Un dirigente dei Servizi segreti a capo della sicurezza delle strade. Boh!
di Adriano Todaro - mercoledì 5 giugno 2019 - 943 letture

Sapete cosa sono i Liebig? No, non i dadi per il brodo inventati dal tedesco Von Liebig. Come al solito non studiate mai, non leggete, siete, come direbbe il sommo Sgarbi, delle capre. Ora vi spiego, ma sforzatevi a seguirmi perché, in caso contrario, resterete nell’ignoranza più completa.

Dunque, ricordate cosa è avvenuto il 28 luglio 2013 sull’autostrada Napoli-Canosa, esattamente sul viadotto Acqualonga? Ve lo dico io perché siete proprio delle capre. Un bus che trasportava bambini, ha urtato contro le barriere di sicurezza ed è precipitato in una scarpata: bilancio 40 morti. Cose che possono succedere. Se quei bambini se ne stavano a casa loro non sarebbe successo. Comunque era intervenuta la magistratura e inquisito l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia che veste Benetton con i sgargianti maglioncini, lo stesso del ponte crollato a Genova. Un amministratore delegato che mi è simpatico perché, come ho già scritto, recentemente, si è aumentato la paghetta. Ma questo è un altro discorso e come al solito mi sono perso.

Allora, riprendiamo. Questi dadi Liebig non sono dadi da brodo ma ancoraggi che tengono assieme le barriere che si chiamano New Jersey come lo Stato Usa. Per tornare in Italia, queste barriere erano state sequestrate dalla magistratura che nel frattempo aveva condannato per la tragedia del bus alcuni dirigenti del tronco autostradale ed anche l’amministratore delegato Castellucci. Che non c’entra nulla., Mica era lui che andava a stringere i bulloni. In Italia è la solita magistratura rossa che blocca anche la viabilità e dispone che le barriere debbano essere sostituite sui 3 mila chilometri della rete gestita dai Benetton.

Una bella spesetta. Ma Autostrade per l’Italia è azienda sensibile e così, autonomamente, decide di compiere uno sforzo economico notevole e comincia ad operare per il “rinnovo dei dispositivi di ritenuta” su tutta la rete autostradale, sostituendo i precedenti ancoraggi di tipo Liebig con barre filettate inghisate. Anvedi un po’… Ora non chiedetemi cosa siano le “barre filettate inghisate” perché non lo so ma debbono essere una cosa moderna e sicura.

In questo modo il gruppo dei maglioncini colorati era sicuro di ricevere l’omologazione ma i cattivoni del Consiglio dei lavori pubblici ha detto no. Ora è tutto fermo e i Benetton ci hanno rimesso le barre filettate. Chi deciderà se il lavoro autonomamente svolto da Autostrade per l’Italia è regolare con le norme di sicurezza?

Lo deve decidere l’ingegnere Alfredo Principio Mortellaro, classe 1952, che dirige l’Agenzia per la sicurezza delle ferrovie, delle strade e autostrade. Nel suo curriculum vitae, lungo sei pagine, c’è di tutto e si fatica a stare dietro a tutti gli incarichi che ha avuto. Per fortuna ci viene in aiuto Repubblica che ci fa sapere che Principio è stato per quasi un quarto di secolo dirigente di alto livello dei Servizi segreti. Dal 1982 ha gestito la sicurezza dei computer e dei codici cifrati dell’intelligence, poi ha guidato l’ufficio che valutava l’esportazione di armamenti e infine è diventato il responsabile di tutti gli appalti del Sisde. Nel 2006, mentre al vertice del Sisde c’ era Mario Mori, è stato trasferito al Consiglio dei Lavori pubblici, presieduto da Angelo Balducci. Quando quattro anni dopo è scoppiato lo scandalo della Cricca, dominata proprio da Balducci, Mortellaro ha dichiarato di essere stato estromesso dal Sisde per colpa loro. Al ministero si è dedicato alla sicurezza di gallerie e strade, riuscendo nello scorso ottobre a diventare per pochi mesi responsabile del settore che vigila sulle concessioni delle autostrade, con il compito di controllare pure gli investimenti in manutenzione: una materia diventata cruciale dopo il crollo del viadotto Morandi. E il suo lavoro deve essere molto apprezzato se nel maggio 2017 gli è stata affidata una missione extra, retribuita con 195 mila euro, mentre nel 2016 ne ha ricevuta una da 138 mila euro: si tratta di compensi eccezionali rispetto agli standard del dicastero, pari a cinque volte il suo stipendio annuale.

Alfredo Principio Mortellaro fa parte anche della commissione che indaga sul crollo del ponte di Genova ed è stato messo lì dall’aquila Toninelli. Ora, per principio, Principio Mortellaro sarà anche bravo ma possibile che non c’erano altri tecnici da mettere in quel posto? Ci doveva mettere uno dei Servizi segreti? Uno normale no? Uno magari con un nome solo?

Io faccio sempre più fatica a stare dietro a tutto questo. Non mi resta che farmi un brodino Liebig ed andare a dormire anche se sono sicuro che stanotte sognerò Principio che con una chiave sta tirando le “barre inghisate”. Per non farsi riconoscere si è messa una barbafinta.


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