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Ugo Gregoretti RIP

di Redazione - venerdì 5 luglio 2019 - 663 letture

Abbiamo molto amato e apprezzato Ugo Gregoretti, persona limpida e capace di illuminare, con perspicace bonomia, il particolare intelligente - con un guizzo ironico e sorridente. Indimenticabile la sua presenza nella tv didattica degli anni Sessanta: non ci siamo persi una sola puntata del Circolo Pickwick anche grazie alla sua presenza. Era un’altra Italia quella di Gregoretti, rispetto a quella che ne seguì - gli anni Ottanta del Novecento a scendere fino ai nostri anni attuali. Vi era un’idea "architettonica" (qualcuno si ricorderà l’Ape e l’architetto...?) del sapere e della politica. L’impegno del sapere, dei "tecnici" e della Sinistra che allora trovò nel PCI una sponda politica capace di ascoltare le nuove generazioni e l’ansia di modernizzazione, socialmente e ambientalmente equilibrate, che in Italia si respirava - contro le speculazioni dei palazzinari e i baroni delle università... Un vento buono, che è stato soppiantato dal tanfo maleodorante degli evasori fiscali al potere.

Gregoretti molto ha fatto, non solo alla RAI finquando ha potuto starci, ma anche nel mondo del teatro. Era una intelligenza olivettiana. Ovunque si specchiasse - ricordo che in una intervista di qualche anno fa disse che le idee migliori gli venivano la mattina quando si faceva la barba -, riusciva a trovare il lampo dell’intelligenza capace di portare di un’anticchia il mondo avanti.


È morto a Roma Ugo Gregoretti, noto regista cinematografico e televisivo, nonché autore per la TV, giornalista e drammaturgo. Gregoretti, che aveva 88 anni, era nato il 28 settembre 1930 e aveva esordito come regista in TV con il documentario La Sicilia del Gattopardo, del 1960. Nella sua carriera televisiva si era fatto notare per i suoi documentari di inchiesta sui costumi degli italiani, ma aveva realizzato anche alcuni popolari sceneggiati, tra cui Il Circolo Pickwick (1967). Tra i film che ha diretto sono noti I nuovi angeli (1962), il film fantascientifico Omicron (1963), e i due documentari Apollon, una fabbrica occupata (1969) e Contratto (1971). Partecipò inoltre ai film collettivi Ro.Go.Pa.G, con Roberto Rossellini, Jean-Luc Godard e Pier Paolo Pasolini, e Le più belle truffe del mondo, con Claude Chabrol, Jean-Luc Godard, Hiromichi Horikawa e Roman Polanski. Il suo ultimo lavoro è stato il documentario Io il tubo e la pizza, del 2017.

fonte: Il Post.


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Attore, giornalista e drammaturgo, nato nella Capitale il 28 settembre 1930, ha firmato, nel corso della sua carriera, diversi successi tra cui i lavori televisivi "Controfagotto" del 1961, e "Il Circolo Pickwick" del 1968. Gregoretti ha diretto anche le serie parodistiche "Romanzo popolare italiano" nel 1975, e "Uova fatali" nel 1977. Il regista è anche autore di un omaggio a Zavattini realizzato nel 1982, dell’inchiesta "Sottotraccia" del 1991, dedicata all’Italia ’minore’ e seminascosta. Sua anche "Lezioni di design", trasmissione che presentava oggetti notevoli di design ed i relativi autori che è stata insignita nel 2001 del premio Compasso d’oro. Quanto invece alle opere cinematografiche, si segnalano in particolare "I nuovi angeli" del 1962, film-inchiesta sui giovani, l’apologo fantascientifico "Omicron" del 1963, i due documentari "Apollon, una fabbrica occupata" del 1969 e "Contratto" del 1971 e l’autobiografico "Maggio musicale" del 1990. Gregoretti, che dal 1980 al 1989 ha diretto la Rassegna Benevento Città-Spettacolo, e dal 1985 al 1989 il Teatro Stabile di Torino, si è anche misurato con la lirica mettendo in scena tra l’altro un’edizione de "L’italiana in Algeri" di Rossini nel 1976. Nel 1988, invece, ha messo in scena "Purgatorio 98", una versione rivisitata del Purgatorio di Dante, nella quale sono presenti elementi di contaminazione come l’uso del dialetto napoletano. Gregoretti, nel 2006, ha scritto la sua autobiografia, "Finale aperto", che è stata ripubblicata nel 2012 con il titolo "La storia sono io (con finale aperto)". Nel 2009 ha ricevuto il premio giornalistico televisivo Ilaria Alpi, in quanto "giornalista, autore teatrale e televisivo, regista, attore, sempre uomo d’alto impegno intellettuale e civile". Tra gli altri riconoscimenti, nel 2010 Gregoretti ha ricevuto il Nastro d’argento alla carriera. La camera ardente si aprirà domani alla Casa del cinema di Roma.

Fonte: RaiNews

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