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Ucciso il generale iraniano Qassem Suleimani

Buon 2020 e buona apocalisse a tutti.
di Sergej - venerdì 3 gennaio 2020 - 613 letture

"Nella notte tra giovedì e venerdì gli Stati Uniti hanno compiuto un attacco coi droni all’aeroporto internazionale di Baghdad, la capitale dell’Iraq, uccidendo il potentissimo generale iraniano Qassem Suleimani, uno degli uomini più noti e popolari in Iran. Secondo giornalisti ed esperti, l’uccisione di Suleimani cambierà in modo irreversibile i rapporti tra Stati Uniti e Iran; qualcuno ne ha parlato come di «un atto di guerra», con conseguenze potenzialmente enormi".

Il ritratto più equilibrato e le notizie più essenziali sulla vicenda su Il Post. Qui non possiamo che limitarci a dire di come la politica internazionale sembra basarsi in maniera plateale sul sistema criminale degli assassini di Stato, veri e propri atti di guerra di tutti contro tutti. Sarà questo ennesimo assassinio a far deflagrare la guerra reale tra gli Stati, che cova da qualche decennio nel mondo dimentico degli orrori delle guerre del Novecento?

Gli Stati Uniti usano lo strumento dei droni e degli assassini indiretti, continuando così la politica imperialistica della Gran Bretagna. Ogni tanto uno di questi delitti arriva sulle pagine dei giornali, utilizzato come avvertimento "per tutti gli altri" e per ricordare chi "comanda" ovvero chi vorrebbe comandare su tutti gli altri. Obama, presidente nero e vincitore del nobel per la pace, firmò nel corso del suo mandato oltre 3 mila condanne a morte per il mondo, fatte in questo modo. La cosa può far specie alle anime pie, che evidentemente non sembrano avere residenza presso i Governi di tutto il mondo - Italia compresa solo se potesse. Per fortuna (o per sfortuna, dipende dai punti di vista) l’Italia non ha una politica internazionale di questo tipo: demanda tutto al Vaticano e all’ENI. Noi possiamo ricordare solo l’uccisione di Aldo Moro, e diversi strani "incidenti" occorsi ad alcuni dei nostri maggiori leader in vari tempi e circostanze (quelli a Togliatti e quelli meno noti a Berlinguer ad es_).

Qassem Suleimani era colpevole di essere uno dei più capaci avversari politici della potenza dominante (a fasi alterne), in questo momento gli Stati Uniti. Che potesse contrastare la potenza dominante è significativo delle possibilità che comunque esistono nel mondo, "la storia non è comunque scritta" solo dagli Stati Uniti. Vuol dire che l’Iran ha un ruolo di potenza regionale capace di fare da baluardo allo strapotere della Potenza Unica. Così accade per quelle potenze regionali come Turchia, India, Pakistan, ecc_ tutte abbastanza forti da resistere e soprattutto da ambire ad allargare il proprio ruolo. L’Iran nell’ultimo decennio s’era allargata verso la Siria, e proprio la politica militare di Qassem Suleimani aveva permesso che quel Paese, pur subendo una orribile guerra civile, potesse non essere completamente travolto dalla guerra scatenata per interporsa persona dagli Stati Uniti.

Le guerre regionali che hanno conosciuto il mondo dopo il 1945 si sono accompagnate a una altrettanto imponente e sporca guerra indiretta, che ha fatto milioni di vittime. Per la gioia dei venditori di armi (l’Italia è una di queste), e per lo spettacolo televisivo (vi ricordate le immagini dei bombardamenti su Bagdad?) e per il silenzio omertoso occidentale (qualcuno ha immagini del conflitto in Ucraina in cui sono morti 14 mila persone?).

Ogni tanto qualcuno ci risveglia, ci fa riaprire gli occhi: in questo caso Trump il presidente più sincero della storia degli Stati Uniti. Ma noi preferiamo richiuderli il più presto possibile, e rifoderarli ottusamente di prosciutti ideologici e religiose: le nostre sane, pie e buonissime buone credenze che ci permettono di sopravvivere in questo strano mondo in cui siamo capitati.

Buon 2020 e buona apocalisse a tutti.


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