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UN CAFFE’ CON MARCELLO LIPPI

”I miei pregi? Devono essere gli altri a dirli. Un difetto? Sono permaloso”
di Letizia Tassinari - domenica 21 settembre 2008 - 1744 letture

Sono da poco passate le otto di mattina quando incontro Marcello Lippi davanti al Centro Congressi Principe di Piemonte. Sulla pista ciclabile, in sella alla sua bici nera. Come ogni giorno, sia d’ estate che d’ inverno, il coach azzurro non rinuncia alla sua pedalata. Mens sana in corpore sano. E si vede. Un vero sportivo. Lo invito a fare colazione con me. Una “scusa” per fargli una breve intervista. Solo qualche domanda, seduto ad un tavolino del piu’ elegante stabilimento balneare di Viareggio. Il mister piu’ amato dagli italiani è da poco tornato sulla panchina della Nazionale. E’ rilassato, e abbronzatissimo. Sempre affascinante. ” Niente foto, per favore – mi dice. Alle domande, però, mi risponde, conciso e schietto, come è nel suo carattere di viareggino doc.

Ti aspettavi di tornare alla guida dell’ Italia?

“Non mi aspettavo di tornare a dirigere la Nazionale. Pensavo che non sarebbe successo. Non solo ero fiducioso che l’Italia avrebbe raggiunto un ottimo risultato, ma ero anche più che convinto che Roberto Donadoni sarebbe rimasto”.

Ti hanno cercato o sei stato tu a chiedere di tornare, quando ormai il destino di Donadoni era segnato definitivamente?

“Non ho mai chiesto di tornare, mi sono soltanto messo a disposizione. Ma sono ovviamente molto felice ed onorato”.

Tra un sorso di caffè ed un pasticcino, mi concedo una battuta:

Molti ti amano e sono contenti del tuo ritorno, altri sono dubbiosi.

“Gli amici mi dicono ” Marcello…ma chi te lo fa fare di rimetterti in gioco?” Non credo che ci siano persone che non mi amano, o persone scettiche sul mio ritorno in azzurro. Forse solo persone che la pensano come i miei amici. In questi due anni ho girato l’Italia, e ho trovato solo amore nei miei confronti. Credo che non ci sia nessuno che non mi voglia, o comunque faccio fatica a credere che ci siano persone che non gradiscono il mio ritorno. Se cosi fosse mi impegnerò per riconquistarli. Comunque non mi interessa cosa pensano gli altri”.

La risposta sembra al veleno, ma non lo è. E’ duro Marcello Lippi, come un uomo di mare, quale è. Oltre che del pallone. Del resto, poi, la ” frecciatina” sono stata io a scagliarla, e la risposta non poteva essere che questa.

Cosa farai col gruppo?

“Intendo ricostruire un gruppo unito, solido e compatto come quello del 2006. Con grande senso del collettivo”.

Il tempo è tiranno, il mister deve andare in palestra. Ma un minuto per due ultime domande me lo concede. Domande banali, forse, ma è una donna a fargliele.

Ci sono differenze tra Marcello Lippi uomo e Marcello Lippi allenatore?

“Marcello Lippi uomo è lo stesso Marcello Lippi allenatore. Nella vita si è sempre gli stessi, non si recita. Con pregi e difetti”.

La risposta è sincera. Chi lo conosce di persona, e non solo da dietro uno schermo, sa che Marcello è un sanguigno, nel bene e nel male.

Il mister mi paga il caffè e risale sulla sua bici. Un abbraccio e un saluto. Ma mentre già corre verso il molo, lo raggiungo con la mia due ruote:

Marcello mi dici un tuo pregio e un tuo difetto?

” I miei pregi? Devono essere gli altri a dirli. Un difetto? Sono permaloso”

Letizia Tassinari - La Rivista della Provincia di Lucca


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